Poesia: Dove va il nostro amore passato?

Poesia: Dove va il nostro amore passato?

 

Pubblichiamo una poesia di Marco Di Mico,

dal titolo

DOVE VA IL NOSTRO AMORE PASSATO?

Dove va il nostro amore passato?

Quello oramai provato

Quello già speso

Quello a volte dimenticato.

Quello dolce per i nostri figli ancora bambini

Quando li portiamo a giocare nei giardini

Quello carnale per la donna che baciamo

Quando forte al petto la stringiamo

Quello per noi stessi quando riflessi ci guardiamo

E diversi e soli non ci riconosciamo.

Va buttato?

Va sprecato?

Va perso?

O sostiene l’universo?

Fa girare il soli?

Sbocciare i fiori?

O nascere nuovi semplici amori?

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

Letteratura: Tutta colpa di Beethoven? Finalmente il secondo racconto del nostro progetto editoriale

Beethoven_Op_69i_1-640x395Ecco il secondo racconto del nostro progetto. Ci scusiamo se è arrivato con un… po’ di ritardo. Ma sapete come sono gli scrittori!! 
Come vi avevamo già accennato non verrà seguito un ordine cronologico, e ogni racconto, benché sia un capitolo del romanzo che Marco Di Mico sta scrivendo, può compiere notevoli salti nel tempo rispetto al precedente. Quello che vi proponiamo oggi, infatti, ne fa uno enorme. Il protagonista è diventato un uomo maturo che… Non dico altro per non rovinarvi il gusto della lettura.

 

Tutta colpa di Beethoven?

Le gocce sbattono forte sul mio ombrello nero. Ho accompagnato i miei bambini a scuola e ora torno a casa. Il temporale con le sue nuvole scure e pesanti non è solo fuori, ma anche dentro di me.In questo periodo lavoro da casa. Le cose in azienda non vanno granché. Gestisco alcune persone che fanno degli interventi tecnici. Io li coordino. Anch’io, una volta facevo il tecnico e mi sentivo orgoglioso di essere bravo. Risolvevo facilmente i problemi che gli altri trovavano difficili. Avevo un rapporto di amicizia e di stima con molti clienti ed ero talmente giovane da non accorgermi di esserlo. Le giornate erano un soffio leggero di primavera. Ora, invece, dopo tanti problemi lavorativi, sono pomeriggi invernali, lunghi e con poca luce. Per il resto posso dire che sono sposato, ho due figli fantastici e una moglie straordinaria. I giorni si susseguono uguali nel loro caos di genitore e marito. Due giorni a settimana sono in cassa integrazione, e questo, oltre che angosciarmi, mi permette di seguire i bambini nelle loro attività. Anche molte cose della famiglia, visto il tempo a disposizione, dipendono da me. Sono talmente preso che non mi capita mai di pensare al passato, o a come avrei voluto essere “da grande”. È come se non fossi mai stato bambino o ragazzo, se non avessi avuto aspirazioni o sogni. Mi sembra di essere nato già bell’è pronto, sfornato come sono adesso. Una macchina che gira in pista per ottenere un risultato che non capisco, ma che so che devo raggiungere ogni santo giorno. Sono talmente concentrato sulla guida che non vedo nient’altro che la strada, i segnali stradali e i semafori. Invece, ci sono alberi, persone, nuvole, cieli e soli che vorrebbero sorridermi. Che sono la vita, il resto della vita.
Non sarei mai riuscito a fare queste riflessioni, ad accorgermi di come sono ora, e a rendermi conto di come il passare del tempo mi abbia cesellato, se oggi non mi fosse capitata una cosa banale e al tempo stesso eccezionale. Come ogni giorno stavo al computer per verificare e coordinare i miei tecnici e come ogni giorno, quando lavoro, ascoltavo, dal telefonino, un po’ di musica. Sono un amante di quella classica, ma soprattutto di quella del Settecento e di quella sacra. I miei preferiti sono Bach, Vivaldi, Mozart. Bach, soprattutto, con la sua perfezione e il suo rigore è quello che preferisco. Oggi, però, ho fatto partire il “Gloria” di Vivaldi. Seguo distrattamente il primo movimento, poi, inspiegabilmente, anziché proseguire, per qualche motivo sconosciuto e misterioso subentra il terzo movimento della sinfonia n. 9 di Beethoven. Dapprincipio neanche me ne accorgo e continuo a lavorare. Poi, però, quella musica inaspettata e dimenticata, mi spinge con forza verso una piccolissima porta ben nascosta, oltre la quale c’è un ragazzo. Guardo bene e quel giovane sono io. E così rivedo me stesso all’età di diciassette anni che, nel segreto della mia camera, con un vecchio giradischi, ascolto dei dischi di vinile mentre studio come un forsennato e sogno il mio futuro. In quegli anni amavo la musica Romantica, l’Ottocento impetuoso e di fuoco, la sua esaltazione per il Sentimento e per l’Arte. Mi sono rivisto con i capelli neri e lunghi, i riccioli morbidi, la mia maglietta a righe e la voglia infinita e inconfessata di imparare, di capire, di emergere in qualche modo. Più la musica suonava le sue note appassionate, più capivo chi ero stato e chi sono adesso. Mi sarei voluto abbracciare da solo, tanta era la tenerezza che quel ragazzo mi faceva. E quel ragazzo avrebbe voluto abbracciare l’uomo che è diventato. Tanto lo voleva confortare e incoraggiare. Alcune lagrime di gioia mi sono scivolate calde e salate per il viso. Avevo ritrovato la parte miglior di me, quella speciale, innocente, fresca. Alla fine si è fatta l’ora di pranzo. Così sono uscito per andare a prendere mia figlia a scuola. Ho percorso le solite strade e incontrato quasi le stesse persone di sempre, però mi è sembrato tutto diverso. Il cielo era più azzurro del solito e il sole più luminoso. I volti più intensi e mia figlia più bella. Vedevo il mondo con occhi talmente vecchi da essere nuovi. Con gli occhi dei miei diciassette anni. Con gli occhi della speranza. Dell’entusiasmo. Della fiducia nel futuro e negli uomini. Una lieve eccitazione viaggiava sulla mia pelle, donandomi un vago senso di felicità che non ricordavo di possedere e che, invece, si era infilato in qualche angolo male illuminato del mio essere. Nonostante gli anni passati senza rivederlo, in quel ragazzo mi ci sono subito riconosciuto. “Sono io… Sono io” mi dicevo. Ora cerco di tenerlo sempre per mano e di non lasciarlo andare via un’altra volta.
Anche voi, date una sbirciatina sotto quella montagna di doveri, impegni, bollette, serietà, responsabilità, abitudini e chissà…

Marco Di Mico
“La vicenda di un lavoratore bastardo” l’ultimo romanzo di Marco Di Mico.

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

Letteratura: al via un nuovo progetto

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Su “DOVEVAILPAESE” parte un nuovo progetto: verranno pubblicati dei racconti che alla fine costituiranno i capitoli di un romanzo.
Ognuno di questi racconti è, diciamo così, completo. Nel senso che ha un suo inizio e una fine. Non vuole lasciare con il fiato sospeso fino alla prossima puntata come succedeva sui giornali di fine Ottocento. La loro successione farà progredire un romanzo che, attraverso le vicende di un ragazzino nato nel 1962, ripercorrerà la storia del nostro paese con le sue tensioni, contraddizioni, successi e clamorosi capitomboli. Ci avvicineremo a questo bambino e lo vedremo crescere fisicamente, ma soprattutto modificare la sua sfera emotiva, sentimentale e culturale. Gli occhi del personaggio ci aiuteranno a guardare meglio il nostro passato e con esso la realtà nella quale viviamo oggi. Un’ultima cosa: anche se cercheremo di evitarlo, potrebbe succedere che la successione cronologica non sia sempre rispettata.

Il primo di questi racconti si intitola “Il dettato” e sarà pubblicato lunedì 15 dicembre 2014.
BUONA LETTURA A TUTTI.

 

Intervista esclusiva all’autore del libro dell’anno. Rivelazione del panorama letterario italiano

logo_300La redazione di “dovevailpaese” intervista Marco di Mico, autore di “La vicenda di un lavoratore… bastardo”. Inaspettato caso editoriale.

Come le è venuta l’idea di questo libro?

Innanzitutto diamoci del tu, perché il mio cervello è tarato per la confidenza e non per le formalità.

Ottimo, allora riformulo la domanda. Come ti è venuta l’idea di questo libro?

Volevo raccontare qualcosa di utile e al tempo stesso di bello. Ho pensato che niente, in questo particolare momento, fosse più necessario e attuale della comprensione delle difficoltà del mondo del lavoro. I lavoratori non devono fare i conti solo con la crisi, ma anche con i finti imprenditori che derubano i loro dipendenti.

E tu racconti proprio una vicenda di spolpamento aziendale vero?

Esatto. E’ una storia vera, dove ai lavoratori sono stati sottratti gli stipendi, i TFR, i clienti, gli immobili aziendali e, di conseguenza, si sono trovati senza futuro e in preda alla disperazione. Dopo mesi senza stipendio i rapporti diventano difficili in ogni ambito. I lavoratori e le diverse sigle sindacali si scontrano su tutto e anche la famiglia rischia di sfasciarsi.

Però tu hai trovato il modo di rendere questa storia costruttiva, anzi edificante, piena di speranza e di buoni sentimenti.

E’ vero. Non mi piacciono le storie che non insegnano niente e che non danno Speranza. Perché, vedi, se c’è la Speranza si può superare ogni cosa. Le difficoltà, anzi, diventano il mezzo che ci fa crescere, che ci plasma e ci trasforma per migliorarci.

Bello, ma pensi possa essere così per tutti?

Penso di si. Io scrivo proprio per dare coraggio e far vedere una strada, una luce anche quando sembra impossibile. Io credo che la vita, attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, ci riveli chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati.

Grazie veramente per il tuo lavoro.

Grazie a te per la cortesia.

Qui troverete la versione e-book

http://www.ibs.it/ebook/Di-Mico-Marco/La-vicenda-di/9788866935247.html

 E qui quella cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

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Ami la letteratura? “La vicenda di un lavoratore… bastardo” è il libro che fa per te

Copertina libroSe amate la letteratura e vi piace immergervi in un libro, divorarlo senza accorgersi del tempo che passa, ho trovato quello che fa per voi (e per me).  Si intitola “La vicenda di un lavoratore… Bastardo”, scritto da Marco Di Mico ed edito da Medea. Come la vita stessa vi farà piangere e ridere, vi farà temere il peggio e vi donerà la speranza. Un libro per chiunque stia cercando la sua strada. Attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, la vita ci rivela chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati.

Michele è un egoista, borioso, presuntuoso e menefreghista, insensibile ai problemi degli altri e alle loro difficoltà. Quando, a cinquant’anni, si ritrova senza lavoro e con la famiglia che traballa, però, compie una profonda metamorfosi. Si avvicina agli altri uomini con umiltà e amore, e capisce che deve lottare per non perdere tutto. La consapevolezza di non potersi arrendere, gli darà una determinazione inaspettata, che lo porterà a combattere per difendere il suo futuro e quello dei suoi colleghi. Scoprirà, anche, il potere della scrittura, che diverrà l’arma con cui salverà azienda, lavoro e famiglia.

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

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