Letteratura: Tutta colpa di Beethoven? Finalmente il secondo racconto del nostro progetto editoriale

Beethoven_Op_69i_1-640x395Ecco il secondo racconto del nostro progetto. Ci scusiamo se è arrivato con un… po’ di ritardo. Ma sapete come sono gli scrittori!! 
Come vi avevamo già accennato non verrà seguito un ordine cronologico, e ogni racconto, benché sia un capitolo del romanzo che Marco Di Mico sta scrivendo, può compiere notevoli salti nel tempo rispetto al precedente. Quello che vi proponiamo oggi, infatti, ne fa uno enorme. Il protagonista è diventato un uomo maturo che… Non dico altro per non rovinarvi il gusto della lettura.

 

Tutta colpa di Beethoven?

Le gocce sbattono forte sul mio ombrello nero. Ho accompagnato i miei bambini a scuola e ora torno a casa. Il temporale con le sue nuvole scure e pesanti non è solo fuori, ma anche dentro di me.In questo periodo lavoro da casa. Le cose in azienda non vanno granché. Gestisco alcune persone che fanno degli interventi tecnici. Io li coordino. Anch’io, una volta facevo il tecnico e mi sentivo orgoglioso di essere bravo. Risolvevo facilmente i problemi che gli altri trovavano difficili. Avevo un rapporto di amicizia e di stima con molti clienti ed ero talmente giovane da non accorgermi di esserlo. Le giornate erano un soffio leggero di primavera. Ora, invece, dopo tanti problemi lavorativi, sono pomeriggi invernali, lunghi e con poca luce. Per il resto posso dire che sono sposato, ho due figli fantastici e una moglie straordinaria. I giorni si susseguono uguali nel loro caos di genitore e marito. Due giorni a settimana sono in cassa integrazione, e questo, oltre che angosciarmi, mi permette di seguire i bambini nelle loro attività. Anche molte cose della famiglia, visto il tempo a disposizione, dipendono da me. Sono talmente preso che non mi capita mai di pensare al passato, o a come avrei voluto essere “da grande”. È come se non fossi mai stato bambino o ragazzo, se non avessi avuto aspirazioni o sogni. Mi sembra di essere nato già bell’è pronto, sfornato come sono adesso. Una macchina che gira in pista per ottenere un risultato che non capisco, ma che so che devo raggiungere ogni santo giorno. Sono talmente concentrato sulla guida che non vedo nient’altro che la strada, i segnali stradali e i semafori. Invece, ci sono alberi, persone, nuvole, cieli e soli che vorrebbero sorridermi. Che sono la vita, il resto della vita.
Non sarei mai riuscito a fare queste riflessioni, ad accorgermi di come sono ora, e a rendermi conto di come il passare del tempo mi abbia cesellato, se oggi non mi fosse capitata una cosa banale e al tempo stesso eccezionale. Come ogni giorno stavo al computer per verificare e coordinare i miei tecnici e come ogni giorno, quando lavoro, ascoltavo, dal telefonino, un po’ di musica. Sono un amante di quella classica, ma soprattutto di quella del Settecento e di quella sacra. I miei preferiti sono Bach, Vivaldi, Mozart. Bach, soprattutto, con la sua perfezione e il suo rigore è quello che preferisco. Oggi, però, ho fatto partire il “Gloria” di Vivaldi. Seguo distrattamente il primo movimento, poi, inspiegabilmente, anziché proseguire, per qualche motivo sconosciuto e misterioso subentra il terzo movimento della sinfonia n. 9 di Beethoven. Dapprincipio neanche me ne accorgo e continuo a lavorare. Poi, però, quella musica inaspettata e dimenticata, mi spinge con forza verso una piccolissima porta ben nascosta, oltre la quale c’è un ragazzo. Guardo bene e quel giovane sono io. E così rivedo me stesso all’età di diciassette anni che, nel segreto della mia camera, con un vecchio giradischi, ascolto dei dischi di vinile mentre studio come un forsennato e sogno il mio futuro. In quegli anni amavo la musica Romantica, l’Ottocento impetuoso e di fuoco, la sua esaltazione per il Sentimento e per l’Arte. Mi sono rivisto con i capelli neri e lunghi, i riccioli morbidi, la mia maglietta a righe e la voglia infinita e inconfessata di imparare, di capire, di emergere in qualche modo. Più la musica suonava le sue note appassionate, più capivo chi ero stato e chi sono adesso. Mi sarei voluto abbracciare da solo, tanta era la tenerezza che quel ragazzo mi faceva. E quel ragazzo avrebbe voluto abbracciare l’uomo che è diventato. Tanto lo voleva confortare e incoraggiare. Alcune lagrime di gioia mi sono scivolate calde e salate per il viso. Avevo ritrovato la parte miglior di me, quella speciale, innocente, fresca. Alla fine si è fatta l’ora di pranzo. Così sono uscito per andare a prendere mia figlia a scuola. Ho percorso le solite strade e incontrato quasi le stesse persone di sempre, però mi è sembrato tutto diverso. Il cielo era più azzurro del solito e il sole più luminoso. I volti più intensi e mia figlia più bella. Vedevo il mondo con occhi talmente vecchi da essere nuovi. Con gli occhi dei miei diciassette anni. Con gli occhi della speranza. Dell’entusiasmo. Della fiducia nel futuro e negli uomini. Una lieve eccitazione viaggiava sulla mia pelle, donandomi un vago senso di felicità che non ricordavo di possedere e che, invece, si era infilato in qualche angolo male illuminato del mio essere. Nonostante gli anni passati senza rivederlo, in quel ragazzo mi ci sono subito riconosciuto. “Sono io… Sono io” mi dicevo. Ora cerco di tenerlo sempre per mano e di non lasciarlo andare via un’altra volta.
Anche voi, date una sbirciatina sotto quella montagna di doveri, impegni, bollette, serietà, responsabilità, abitudini e chissà…

Marco Di Mico
“La vicenda di un lavoratore bastardo” l’ultimo romanzo di Marco Di Mico.

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

STRAGE AL TRIBUNALE DI MILANO. PARTE SECONDA. RICERCHIAMO IL PERCHE’

tribunale milanoLa strage al tribunale di Milano è un episodio orribile, del quale, però, nessuno ricerca il vero PERCHÉ. Tutta l’attenzione si è concentrata sul COME sia potuto avvenire. Ma il vero problema è perché un imprenditore debba fare una strage. Quell’atto violento ha, nella sua testa, sostituito la Giustizia che non ha ricevuto dalle Istituzioni?

 

Tutti, media, politici, forze dell’ordine, magistratura, si affannano per capire COME sia stata possibile una strage all’interno del tribunale di Milano. Invece, la domanda da porsi dovrebbe essere: PERCHÉ un imprenditore abbia deciso di uccidere senza esitazione e/o pietà tre persone, ferirne altre tre e tentare di ucciderne una quarta?
L’assassino era coinvolto nel crack Eutelia-Agile a causa del quale 2000 famiglie sono state gettate sul lastrico con costi sociali-familiari-psicologici drammatici. Era anche lui una vittima “messa in mezzo” da qualcuno? Oppure aveva solo dei risentimenti personali? La verità interessa qualcuno, oppure conta solo proteggere giudici, avvocati e quant’altro all’interno del tribunale? Si parla solo di falle all’interno della sicurezza. Ma quello è un finto problema, uno specchietto per distrarre l’attenzione dalle vere cause. Infatti le vittime potevano essere tranquillamente uccise davanti le loro case o all’uscita dal lavoro. Anzi, in questo caso il colpevole avrebbe avuto più possibilità di farla franca.
Purtroppo, però, sembra che il “perché” non interessi nessuno.
I Tg si sono affaticati per raccontarci il tipo di controlli che si devono superare per accedere al tribunale.
Il Consiglio dei ministri ha deliberato i funerali di Stato (a cui, nel momento in cui scrivo dovrebbe partecipare anche il presidente della Repubblica) per le vittime della strage.
Il presidente del Consiglio ha sentenziato che la colpa è della “prolificazione delle armi”.
In questa spasmodica ricerca delle soluzioni più inutili alla comprensione di una possibile verità, si sono intensificati i controlli per accedere nei tribunali. L’unico risultato è stato quello di creare file talmente lunghe che molti processi sono stati rinviati perché mancavano i giudici, gli avvocati, gli imputati o i testimoni. A Napoli, gli avvocati esasperati per le ore di attesa hanno deciso di sfondare il varco d’ingresso causando il ferimento di due persone. In sostanza, sono stati attuati solo provvedimenti di facciata, esteriori, in linea con la nostra peggiore tradizione. È come se dopo la strage di piazza Fontana, il presidente del consiglio di allora avesse affermato: “la colpa è delle bombe” e ci fossimo limitati a mettere i metal detector all’ingresso delle banche e basta, senza compiere indagini per ricercare la verità (In effetti, nel nostro Paese la verità viene ricercata molto raramente. Più che altro viene insabbiata).

Nessuno ha tentato di farci capire in che modo Giardiello fosse legato con la vicenda Eutelia-Agile, né i suoi risentimenti, né perché abbia affermato “Il Tribunale mi ha rovinato, quel posto è l’origine di tutti i miei mali“. Forse questa storia fa troppa paura. Infatti il cliché avrebbe voluto che l’imprenditore fallito puntasse la pistola contro sé stesso e al massimo contro la propria famiglia. Invece, la sua azione (o dovremmo dire reazione) è diversa, inaspettata, imprevedibile. Apre la strada a nuovi inquietanti scenari, dove chi ritiene di aver ricevuto un torto si fa giustizia da solo. Il “sistema“, nella sua totalità se ne sente minacciato e, di conseguenza, reagisce facendo quadrato e ponendo l’attenzione sul problema più gestibile, meno preoccupante: quello del controllo degli accessi. Nella speranza che ancora una volta gli italiani, anziché guardare la Luna, si soffermino sul dito che la indica.

Di seguito riportiamo il link dove trovare alcuni articoli pubblicati sulla vicenda Eutelia-Agile

http://www.medeaonline.net/tag/agile/

 

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

Strage al tribunale di Milano

tribunale-di-milano2Tutti, media, politici, forze dell’ordine, magistratura, si preoccupano per capire COME sia avvenuta una strage nel tribunale di Milano. Invece, la domanda da farsi sarebbe PERCHE’ un uomo normale ha ucciso senza esitazione tre persone. L’assassino era coinvolto nel crack Eutelia-Agile a causa del quale 2000 famiglie sono state gettate sul lastrico con costi sociali-familiari-psicologici drammatici. Era anche lui una vittima “messa in mezzo” da qualcuno? Oppure aveva solo dei risentimenti personali? La verità interessa qualcuno, oppure conta solo proteggere giudici, avvocati e quant’altro all’interno del tribunale? In fin dei conti non è un problema di sicurezza, perché le vittime potevano essere tranquillamente uccise davanti le loro case o all’uscita dal lavoro. Anzi, in questo caso il colpevole avrebbe avuto più possibilità di farla franca.

Bisogna che la magistratura e le forze dell’ordine indaghino per comprendere i veri motivi di quel gesto scellerato e disperato e che i media non si limitino a un ruolo di altoparlante della verità ufficiale, ma ne ricerchino e propongano una loro.

Per farsi un’idea su quello che ha significato il crack Eutelia-Agile, leggetevi “La vicenda di un lavoratore bastardo”, di Marco Di Mico che, anche se romanzati, racconta proprio quei fatti.

 

Copertina libroDi seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

 

Ami la letteratura? “La vicenda di un lavoratore… bastardo” è il libro che fa per te

Copertina libroSe amate la letteratura e vi piace immergervi in un libro, divorarlo senza accorgersi del tempo che passa, ho trovato quello che fa per voi (e per me).  Si intitola “La vicenda di un lavoratore… Bastardo”, scritto da Marco Di Mico ed edito da Medea. Come la vita stessa vi farà piangere e ridere, vi farà temere il peggio e vi donerà la speranza. Un libro per chiunque stia cercando la sua strada. Attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, la vita ci rivela chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati.

Michele è un egoista, borioso, presuntuoso e menefreghista, insensibile ai problemi degli altri e alle loro difficoltà. Quando, a cinquant’anni, si ritrova senza lavoro e con la famiglia che traballa, però, compie una profonda metamorfosi. Si avvicina agli altri uomini con umiltà e amore, e capisce che deve lottare per non perdere tutto. La consapevolezza di non potersi arrendere, gli darà una determinazione inaspettata, che lo porterà a combattere per difendere il suo futuro e quello dei suoi colleghi. Scoprirà, anche, il potere della scrittura, che diverrà l’arma con cui salverà azienda, lavoro e famiglia.

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

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http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/