Facebook. Perché?

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L’uomo è un essere sociale e questo lo sanno tutti. Ma possiamo definirlo anche un essere “social”? La socialità virtuale è uguale a quella reale?

 

 

L’uomo è un essere sociale e questo lo sanno tutti. Ma possiamo definirlo anche un essere “social”?. La socialità virtuale è uguale a quella reale?
Noi abbiamo bisogno degli altri uomini; ma abbiamo, veramente, bisogno anche di quelli immateriali con cui ci colleghiamo attraverso la rete?
Intanto voglio dire che su Facebook si possono trovare facilmente persone che hanno i nostri stessi interessi e questo è buono; inoltre c’è chi ci trova l’amore e chi un antidoto alla solitudine e anche queste sono cose buone.

Però se proprio vogliamo vedere il fenomeno nella sua completezza bisogna dire che forse su Facebook ci passiamo troppo, troppo tempo. Tempo che poi togliamo alla vita reale, ai rapporti con le persone che amiamo o alle nostre responsabilità di lavoratori, genitori, amici (reali), figli, cittadini. Il fatto è che stare su questo social ci fa sentire al centro del mondo. I nostri post non sono altro che urla per affermare la nostra esistenza, che però diviene a due dimensioni, e come tale incompleta. I “mi piace” stuzzicano il nostro narcisismo e il nostro desiderio di sentirci apprezzati.

Può succedere che subiamo una sorta di sdoppiamento della nostra persona. Una, quella reale, quasi anonima, mediocre, insoddisfatta. L’altra, quella virtuale, brillante, seguita, di successo. Sarà logico identificarsi con la seconda, nonostante sia inesistente, finta, irreale, ma in questo modo anche noi diventiamo irreali, finti, inesistenti e questo non lo so se è buono.
Inoltre l’anonimato o la protezione dello schermo ci rendono più aggressivi e irascibili. Spesso prendiamo posizioni che nella vita reale non prenderemmo perché moderate dai normali freni inibitori e dal rispetto per l’altro.

Una volta ho letto che se leggessimo dieci libri l’anno su un determinato argomento, dopo dieci anni saremmo uno dei massimi esperti su quella cosa. Allora mi sono chiesto se anche dopo dieci anni passati su Facebook modificheremo positivamente le nostre competenze e la nostra cultura. Francamente devo dire di “no”. E allora che scopo ha tutto quel tempo passato a scrivere e leggere?
Serve a sentirci vivi? Importanti? Amati? Intelligenti? Diciamo che questi nostri desideri sono giusti, è il mezzo che è sbagliato. Le ore passate su Facebook non servono quasi a niente, perché non modificano la nostra essenza e la nostra realtà, ma solo l’illusione che abbiamo di noi stessi.
Siamo sicuri che sia quello il posto adatto per questi desideri? Non è una scorciatoia inutile e sterile?
Francamente credo che dovremmo riscoprire la bellezza degli incontri fisici, reali. Perché nulla vale quanto uno sguardo, una stretta di mano, un abbraccio, un bacio. Ci stiamo accontentando di una foto quando potremmo avere una persona.

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

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Brexit. Riflessioni

brexit

 

FINAL RESULT

48.1% Remain

51.9% Leave

 

I risultati del referendum sono noti solo da alcune ore e le conseguenze sono già disastrose. Nel momento in cui scrivo la sterlina si è svalutata sul dollaro di oltre il 7% e sull’euro di quasi il 6%. Le borse del vecchio continente e quelle asiatiche sono crollate. Naturalmente sono in positivo l’oro, il dollaro e la borsa americana.

Riflessioni.
Tutto quello che sta succedendo è solo il frutto di un’attività speculativa perché da ieri i dati dell’economia reale britannica e mondiale sono rimasti esattamente gli stessi. Semmai a far paura sono le previsioni; i possibili scenari che potrebbero avverarsi. Primo fra tutti quali accordi economici e commerciali la Gran Bretagna farà con l’Unione Europea, ma per questi ci vorranno almeno due anni. Potrebbe essere molto preoccupante il grande deficit esterno della Gran Bretagna che è pari al 7% del Pil e che andrà comunque finanziato con valuta estera che diverrà sempre più cara per gli inglesi (sempre ammesso che la Sterlina continui a svalutarsi).

La Gran Bretagna, comunque, non è mai stata completamente integrata nell’Europa Unita, tanto che ha conservato la sua moneta, non ha aderito al trattato di Schengen e ha degli accordi commerciali separati.

Ora se per il Regno Unito ci saranno delle conseguenze economiche fortemente negative, questo favorirà non di chi vuole separarsi, ma chi sostiene la necessità di rimanere in Europa e nell’Euro.
La politica economica e finanziaria dell’Europa, però, non potrà essere più la stessa. Il rigore e la leadership della Germania dovranno cedere il passo in favore di una politica economica incentrata sulla crescita. Se si vuole contrastare questa voglia di “exit”, bisognerà mettere in campo dei provvedimenti che facciano sentire i cittadini europei protetti dall’appartenenza all’Unione. Il voto di ieri ha segnato la fine dell’”austerità” europea. Siamo giunti a un momento di svolta. La nuova Europa dovrà avere una maggiore attenzione sociale.

Vedendo le percentuali di voto, poi, appare chiaro come i grandi sconfitti siano i giovani e le persone con una cultura universitaria. Infatti il 75% dei votanti dai 18 ai 24 anni e il 54% di quelli dai 25 ai 49 hanno votato per rimanere in Europa. A vincere, quindi sono stati coloro dai 50 anni in su. Rilevante è anche il dato sul titolo di studio. Il 71% delle persone con una laurea hanno votato contro l’uscita. Il leader dei democratici Tim Farron ha sintetizzato quanto accaduto dicendo: « I giovani hanno votato con un ampio margine per restare, ma il loro voto è stato surclassato… Sono andati a votare per il loro futuro, che però gli è stato portato via».

Non ci resta che attendere e vedere che cosa succederà.

 

Marco Di Mico

 

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Letteratura. Lo scrittore Marco Di Mico racconta Raymond Carver (parte 2)

raymond carverDopo il nostro articolo su Raymond Carver in molti ci hanno chiesto maggiori informazioni su questo importante autore americano. Quindi, noi di dovevailpaese, abbiamo chiesto allo scrittore Marco Di Mico di ampliare il suo precedente saggio.

 

 

 

Qui di seguito l’articolo ampliato. Buona lettura.  
Carver nasce il 25 maggio 1938 e muore il 2 agosto 1988. Solo cinquant’anni di vita per uno scrittore splendido. In questo poco tempo ha conquistato molti importantissimi riconoscimenti e ha dato alla letteratura un nuovo stile espressivo: minimalista venne chiamato all’epoca.

C’è da dire che lui si oppose sempre a questa, che definiva, “un’inutile etichetta” e aveva ragione. I suoi scritti non sono minimalisti, sono asciutti, scarni, scavati, essenziali. Le sue pagine non sono scritte, sono scolpite. Viene tolto il superfluo per lasciare l’essenza, per l’asciare l’uomo. Ad ogni modo negli anni della sua maturità si distacca completamente dal minimalismo per ricercare un’espressività più rotonda.

I protagonisti delle sue storie sono persone comuni dalla vita mediocre, eppure racchiudono la realtà di ciascuno di noi, quella profonda, quella che a volte ci spaventa e che ricacciamo via. Attraverso la quotidianità banale e ordinaria ritroviamo le nostre tensioni fondamentali: la necessità profonda di essere amati, di comunicare in modo sincero, la paura della morte e la necessità di essere salvati. Carver toglie la nostra maschera e ci mostra come siamo veramente e cosa è effettivamente importante nella nostra vita.
Dentro ognuno di noi c’è la voglia, il bisogno di grandezza, di infinito, però non riusciamo a staccarci dalle cose insignificanti. Carver mentre ci racconta quanto siamo piccoli, quanto abbiamo paura di abbandonare l’acqua bassa dove tocchiamo, ci lascia intravedere il fascino e la potenza dell’oceano dove vorremmo essere.

I personaggi di Carver vivono tutti una sensazione di vuoto e di perdita, sia individuale sia collettiva, che si presenta in modo diverso ma con un comune denominatore: l’attesa di qualcosa. Qualcosa che appare in procinto di accadere, ma che può anche assumere i tratti della catastrofe.

Il tema più frequentato da Carver è quello della coppia, all’interno di uno spazio domestico che ha sempre, nella sua narrazione, una presenza viva, tutt’altro che accessoria. L’ambiente, gli oggetti della quotidianità, ci forniscono, infatti, la verità delle storie di vita, sottolineando l’implacabilità dell’azione del tempo.

Gli oggetti che popolano l’esterno o l’interno della casa non sono semplici suppellettili quotidiani ma possiedono una particolare potenzialità: servono a completare, a esprimere il disagio interiore dei personaggi.

 

Riconoscimenti

1980 Carver riceve la National Endowment for the Arts Fellowship per la narrativa.

1983 gli viene assegnato il Mildred and Harold Strass Living, che consiste in una borsa quinquennale di trentacinquemila dollari annui.

1984 viene candidato per il premio Pulitzer per la raccolta Cathedral.

1985 riceve il Levinson’s Prize dalla rivista Poetry.

1986 viene eletto poeta dell’anno dalla Modern Poetry Association di Chicago.

1988 laurea ad honorem in lettere e l’ammissione alla prestigiosa American Academy and Institute of Arts and Letters.

Lo scrittore giapponese Haruki Murakami, tradotto in cinquanta lingue e vincitore di numerosi premi internazionali, è il traduttore in giapponese delle opere di Raymond Carver, che considera uno dei suoi mentori letterari. Scrive infatti:

«Fino a quando non ho incontrato Raymond Carver, non c’era mai stata una persona che, come scrittore, potessi considerare il mio mentore. Raymond Carver è stato senza dubbio l’insegnante più prezioso che abbia mai avuto e anche il mio migliore amico letterario».
Di più non posso raccontarvi perché un autore va letto. Sotto troverete una breve lista con le opere tradotte in italiano. Leggetene almeno una.

 

  • Cattedrale
  • Di cosa parliamo quando parliamo d’amore
  • Il mestiere di scrivere.
  • America oggi
  • Da dove sto chiamando
  • Principianti
  • Se hai bisogno, chiama

 

Marco Di Mico

 

 

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Questa è Roma

stradar“Roma è una città bellissima ma, in questo momento, piena di problemi”, scrive un nostro lettore che poi aggiunge, “vi ho inviato una foto che secondo me racchiude completamente lo stato della nostra meravigliosa città. Vi prego di pubblicarla. Non è scattata in una periferia degradata, ma in un quartiere molto centrale compreso fra l’Eur e piazza Venezia”.

Noi di dovevailpaese abbiamo accettato la sua richiesta e pubblichiamo volentieri la foto inviataci dal nostro lettore. A ridosso delle elezioni amministrative pensiamo che sintetizzi il degrado della nostra capitale e le responsabilità della classe politica italiana.

Una buca grande come un tombino è sufficiente a far chiudere un’intera strada per un tempo indefinito. Siamo oramai all’abbandono completo della città e dei suoi cittadini che sono vittime indifese di chi ha fatto politica con il solo desiderio di arricchirsi.

Davanti una simile foto ogni commento è superfluo.

 

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Nuova Carboneria VS vecchi partiti della Restaurazione

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Si sta ricreando lo scontro vissuto in Italia nella prima metà dell’Ottocento fra gli ideali della Carboneria e quelli della Restaurazione. I nuovi Carbonari non si riuniscono più nel segreto di anguste cantine, ma su Internet, e non sognano più gli ideali di libertà, democrazia e autodeterminazione dei popoli, ma trasparenza e onestà.

 

L’Italia, e con essa tutti noi italiani, è nel mezzo di una zona franca, di uno spartiacque, di un “limes”. Da un lato abbiamo la vecchia politica fatta di inciuci, di corruzione, di voto di scambio, di furberie, di pubblicità travestita da informazione e, purtroppo, di collusione con la criminalità organizzata; dall’altro c’è la voglia di diventare un Paese rispettabile, normale. Dove i costi della politica non siano i più alti del mondo, dove gli Onorevoli lo siano anche nei fatti oltre che nel nome e dove i Ministri siano veramente servitori (minister dal lat. “servitore”).
Siamo, forse, ad una svolta straordinaria, storica. Ma certamente né facile né scontata. La resistenza al cambiamento è enorme. Gli interessi consolidati si oppongono in ogni modo e con ogni astuzia a questa trasformazione della società e della politica italiana. Eppure nonostante tutto alla fine le forze che mirano al mantenimento dello status quo dovranno rassegnarsi a cedere il passo. La forza che spinge in alto il cambiamento è quella dei giovani internauti-viaggiatori-low-cost. Questa popolazione istruita, che viaggia per l’Europa e per il Mondo e che verifica come si dovrebbe vivere e come dovrebbe essere la politica, non potrà accettare ancora a lungo il nostro pietoso sistema socio-politico fatto di privilegi e ingiustizie. Quando si vive, anche solo per brevi periodi, in Paesi dove la politica costa poco ed è al servizio dei cittadini e non viceversa, dove le tasse diventano servizi offerti a tutti e non privilegi per una casta di politici e di manager di stato, dove l’efficienza è la normalità e non l’eccezione e dove i diritti dei cittadini qualsiasi valgono quanto quelli dei potenti, allora diviene difficile non desiderare un profondo cambiamento. I partiti tradizionali, penso al PD e a Forza Italia, avrebbero potuto farsi i portavoce di questa esigenza, rinnovare le proprie idee e i propri uomini, invece hanno preferito un cambiamento superficiale, rifarsi il trucco, diventare Reazionari pur di difendere i loro privilegi ormai anacronistici.
Le forze nuove stanno avanzando fuori dai canali ufficiali, attraverso la rete e attraverso metodologie di comunicazione democratica che forse gli apparati dirigenti dei grandi partiti neanche capiscono.
Si sta ricreando lo scontro vissuto in Italia nella prima metà dell’Ottocento fra gli ideali della Carboneria e quelli della Restaurazione. I nuovi Carbonari non si riuniscono più nel segreto di anguste cantine, ma su Internet, e non sognano più gli ideali di libertà, democrazia e autodeterminazione dei popoli, ma trasparenza e onestà. Come i loro predecessori si propongono come una nuova classe politica e dirigente. E come i loro predecessori devono affrontare e sconfiggere uomini resi talmente ottusi dal potere da non capire che la storia li ha già condannati e sconfitti.

Ora come allora, il cambiamento sta arrivando grazie alla parte migliore della società italiana: i giovani. Accogliamolo senza timore.

 

Marco Di Mico

 

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Poesia. Dove va il nostro amore passato?

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L’amore che proviamo si perde per sempre, oppure continua ad esistere e alimenta l’universo? Qual è il destino di questa splendida e inesauribile fonte di gioia, di vita e di felicità?
E’ possibile che la cosa più bella e importante che esiste vada persa?
Marco Di Mico, l’autore di questa poesia, non lo crede. E voi?

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Dove va il nostro amore passato?

POESIA
di
MARCO DI MICO

Dove va il nostro amore passato?
Quello oramai provato
Quello già speso
Quello a volte dimenticato.

Quello dolce per i nostri figli ancora bambini
Quando li portiamo a giocare nei giardini
Quello carnale per la donna che baciamo
Quando forte al petto la stringiamo

Quello per noi stessi quando riflessi ci guardiamo
E diversi e soli non ci riconosciamo.

Va buttato?
Va sprecato?
Va perso?
O sostiene l’universo?

Fa girare i soli?
Sbocciare i fiori?
O nascere nuovi semplici amori?

Marco Di Mico

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Cosa fanno i nostri ragazzi quando passano ore davanti al computer?

photoCosa fanno i nostri ragazzi quando passano ore davanti al computer? Dovevailpaese prova a dare una risposta intervistando Giancoso, un giovanissimo youtuber italiano.

 

Rispondere a questa domanda non è semplice, anche perché le attività possibile sono un’infinità. Comunque tra le mille cose che possono fare, la più diffusa è quella di seguire qualche canale Youtube.

Infatti, mentre per gli adulti è consuetudine distrarsi vedendo la TV, andando al cinema o al teatro, per i giovani e giovanissimi queste stesse attività si fanno attraverso i video pubblicati su Youtube.
Navigando su questo celebre sito è possibile vedere di tutto, dai film, ai TG, agli spezzoni di programmi televisivi e soprattutto i video pubblicati da vere e proprie star che sono seguiti da milioni, e ripeto milioni, di giovani. I video più seguiti sono quelli che mostrano e commentano, magari in modo ironico, i videogiochi maggiormente amati dai ragazzi. Ma in questo supermercato dei video auto-prodotti, è possibile anche trovare “come truccarsi”, “ che cosa indossare”, “barzellette”, ecc.
Provate voi stessi a farvi un giro e rimarrete sbalorditi dalla incredibile varietà di offerta.

Dovevailpaese per capire qualcosa di più di questo mondo, ha intervistato un giovane, anzi giovanissimo, youtuber italiano, conosciuto su Youtube come Giancoso.

Questo il suo canale:

https://www.youtube.com/channel/UCoPM52YV0J0p1YwTd-CVhPQ

d. Da quanto tempo pubblichi, cioè posti, video?
r.  Circa un anno e mezzo.
d.  A che età hai iniziato?
r.  Circa dodici anni.
d. Che genere di video produci?
r.  Mostro un gioco e lo commento.
d. Spiegaci come fare un video.
r.  Pubblicare un video è abbastanza semplice, basta avere una telecamera o una webcam, un poco di dimestichezza con il computer, un account Google e un argomento che si vuole trattare. Per i giochi, oltre a queste cose è necessario che il computer sia potente perché dovrà contemporaneamente elaborare le immagini e i suoni dei giochi e registrarli, inoltre dovrà registrare anche l’immagine dello youtuber ripresa dalla webcam e la sua voce.
d. E tu come hai fatto a procurarti questa attrezzatura?
r.  Me l’hanno comprata i miei l’ultimo Natale, prima mi arrangiavo con un vecchio P.C. di mio padre.
d. Come influisce questa tua attività sul rendimento scolastico?
r.  Io per adesso non ho mai avuto problemi, anzi sono sempre stato il migliore o uno dei migliori della classe. E poi se vedete uno dei miei video vi renderete conto che per farli ci vogliono molte competenze e questo sicuramente migliora tutte le mie capacità.
d.  Accidenti, parli come un manager. Fammi un esempio di come ha migliorato le tue “competenze”.
r.  Oltre ad aver acquisito la capacita di lavorare con i programmi di editing e di fotoritocco, di aver aumentato le mie conoscenze informatiche, ho migliorato notevolmente il mio inglese. Infatti questo è un ambiente dove è indispensabile avere una buona padronanza di questa lingua. E impararla facendo una cosa che ti piace è il metodo migliore.
d. Quindi è un tipo di passione che consiglieresti?
r.  Certo.
d. Fai qualche sport?
r.  Si, sono cintura marrone di karate. Ho iniziato quando non avevo neanche sei anni e non ho mai smesso.
d. Cosa diresti ai genitori che leggeranno questa intervista?
r.  Lasciate che i ragazzi trovino la loro strada, ma buttate sempre un occhio su quello che fanno.

 

Questo sopra è uno dei video di Giancoso.

Tanto per fare un esempio di quanto grande sia la diffusione e il seguito di alcuni youtuber, qui sotto trovate una brevissima classifica mondiale:

5) NigaHiga: 2,3 miliardi di visualizzazioni, 15,2 milioni di Iscritti

4) JennaMarbles: 1,8 miliardi di visualizzazioni, 15,5 milioni di iscritti

3) Smosh: 4,7 miliardi di visualizzazioni, 21,1 milioni di iscritti

2) HolaSoyGerman: 2,1 miliardi di visualizzazioni, 24 milioni di
iscritti

1) PewDiePie: 10,1 miliardi di visualizzazioni, 39,3 milioni di iscritti
Questa incredibile popolarità si traduce in ricchezza. PewDiePie ha dichiarato di aver guadagnato in un solo anno 7,5 milioni di dollari. Niente male per un’attività fatta da casa.

Una curiosità: Lo youtuber italiano con più iscritti si chiama Favij e ha 2,5 milioni di iscritti.

 

 

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Poesia. Marco Di Mico, “La Ricerca della Libertà”

Michelangelo,_Fall_and_Expulsion_from_Garden_of_Eden_00

Dovevailpaese pubblica una poesia intima e acuta, scritta con assoluta sincerità da chi si interroga sul rapporto uomo-Dio, su quanto ci sia di divino nell’uomo e di quale strada percorrere per congiungersi con la parte divina che risiede in noi.

 

C’era un tempo e, purtroppo a volte c’è ancora, in cui il desiderio di affermarmi e di realizzarmi completamente, mi ha portato a rinnegare l’esistenza di Dio. Lo sentivo come un limite alla mia pienezza, alla mia libertà più assoluta. Nessuno deve dirmi cosa è giusto e cosa non è giusto; che cosa fare e cosa non fare, mi dicevo soddisfatto con una punta di orgolio. Pensavo di essere unico, illuminato, penetrante. E invece ero uno dei tanti. Tutta l’umanità è così. La disobbedienza a Dio è il nostro primo atto eseguito con coscienza (perlomeno così racconta la Bibbia).

C’è da chiederci se questa libertà assoluta e senza regole sia effettivamente un bene da ricercare. Chi l’ha sperimentata, poi, potrà valutare dove lo ha condotto e dove lo porterà.

Queste sono le riflessioni da cui è nata questa poesia.
marco di mico

 

POESIA
DI
MARCO DI MICO

LA RICERCA DELLA LIBERTA’

————

Ognuno sente Dio nel cuore

Ma la mente spesso non lo vuole

 

Vogliamo la libertà

Nessuna imposizione

Neanche quella della verità.

 

Per questo lo rifiutiamo

Per questo lo neghiamo

Per questo non lo sopportiamo

 

Siamo un fiume che non vuole sponde

Che vuole far dilagare le sue onde

 

Siamo un toro scatenato, maleducato

Trascinato da un membro superdotato

 

Vogliamo ubbidire solo al nostro io

Essere noi stessi il nostro Dio.

————

 

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Amministrative 2016. La Verità

Elezioni_amministrative_2016I partiti tradizionali, PD e FI in testa, con i loro apparati burocratici, le loro sezioni, organizzati come un esercito e che costano milioni di euro sono finiti. Non hanno più presa sui cittadini italiani che ora pretendono dai politici onestà, trasparenza, coerenza tra dichiarazioni e fatti.

 

I giochi sono fatti. Gli italiani hanno votato e ora iniziano le danze. Ogni partito dichiarerà la sua “profonda” soddisfazione per i risultati raggiunti e si reputerà soddisfatto. I media che contano e che sono tutti al servizio dei partiti tradizionali faranno le capriole per avvalorare queste tesi fasulle. Ma la verità è una sola. La verità è che i partiti tradizionali, PD e FI in testa, con i loro apparati burocratici, le loro sezioni, organizzati come un esercito e che costano milioni di euro sono finiti. Non hanno più presa sui cittadini italiani che ora pretendono dai politici onestà, trasparenza, coerenza tra dichiarazioni e fatti.
Il PD non vince al primo turno in nessuna città importante, neanche a Torino e Milano dove i suoi candidati avevano fatto bene ed erano super favoriti.

A Roma il Pd parla di “Miracolo” Giachetti per aver raggiunto meno del 25% delle preferenze.
Se la prestazione di Giachetti, sostenuta da tutte le sezioni del partito e dalla rete di interessi di “mafia capitale” è stata un successo, allora quella della Meloni che si è presentata sostenuta solo dalla sua faccia e dalla sua credibilità potrebbe essere definita un “trionfo”. E quella della Raggi, esponente del Movimento cinque stelle qualcosa di veramente “divino”.  

C’è nell’aria odore di cambiamento e la politica tradizionale se vorrà continuare ad esistere dovrà rinunciare all’affarismo e alle collusioni che l’hanno caratterizzata fino ad oggi.

marco di mico

 

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Periferia. Una poesia di Marco Di Mico

periferia 3

Dovevailpaese propone

PERIFERIA

una poesia di Marco Di Mico

In questi versi asciutti, essenziali, scavati, graffiati; il degrado della periferia diventa immagine, specchio, della solitudine, della incomunicabilità, della rassegnazione in cui, a volte, ci ostiniamo a vivere.

 

PERIFERIA

 

Scorcio di prato

Sole al tramonto

cassonetto rovesciato

merda di cane

autobus scarabocchiato

fuoco acceso

portone blindato

vetro rotto

zerbino consumato

porta chiusa

chiave

mobile scuro

nessun saluto

stampa sul muro

rumore di piatti

televisione accesa

fumo di sigaretta

pianto di bambini

puzza di pannolini

pasta col sugo

«bicchiere di vino?»

cenno d’assenso

silenzio.

 

 

Marco Di Mico

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