Lo sguardo

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LO SGUARDO

di

Marco Di Mico

Dio ci guarda da milioni d’anni e non si stanca. E’ un mistero per me questo fatto. Che cosa trova in noi di interessante? Le nostre vite sono noiosamente tutte uguali da sempre. Nasciamo bellissimi, buoni, perfetti. Nell’adolescenza sogniamo cose grandiose. Diventiamo cinici e indifferenti nella maturità. Rassegnati e stanchi nella vecchiaia. I nostri sogni lentamente sbiadiscono e la vita perde colore. L’entusiasmo viene sostituito dalla concretezza e l’amore dall’egoismo. Ognuno è un attore che recita la stessa parte. Le interpretazioni possono variare lievemente. Per noi che calchiamo la scena una sola volta, può essere entusiasmante, ma per chi osserva sempre la stessa rappresentazione dovrebbe essere soporifero, barboso. Eppure il Creatore continua a guardarci. Gli bastano quelle impercettibili differenze? O forse i suoi occhi frugano nel nostro grigiore alla ricerca di quei rari bagliori di genialità, o di bontà, che a volte sprigioniamo. Forse gli bastano queste rare scintille o forse gioisce dei nostri insignificanti progressi.

 

Ritroverete questo breve scritto nella sezione “Riflessi”

 

Qui di seguito un libro dell’autore di questa breve, ma intensa riflessione

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.mondadoristore.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

 

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Nasce “Riflessi”, la nuova sezione di dovevailpaese

timthumb.phpNasce Riflessi, la nuova sezione di dovevailpaese.

In questa nuova pagina troverete brevi scritti, bagliori, lampi. Appunto i riflessi di quello che circonda il nostro e il vostro mondo. Riflessi sarà aperto anche ai vostri contributi, perché la realtà ha molte sfaccettature e i suoi riflessi sono infiniti. Ognuno ha una propria visione delle cose ed è indispensabile che sia rappresentata. Solo in questo modo possiamo ampliare la nostra comprensione. Per questo ci serve il vostro contributo. Utilizzate la email [email protected] inserendo nell’oggetto la parola “Riflessi” e firmate lo scritto con nome e cognome. Noi non censuriamo nessuno, ma evitate di adoperare un linguaggio offensivo per contenuti o espressioni.

Buon lavoro.

La redazione di dovevailpaese

Funerali Casamonica. La politica accusa se stessa di incapacità

ditoAnche questa volta, come sempre accade in Italia, ci soffermiamo a guardare il dito piuttosto che la Luna. La politica si dichiara sconvolta per lo sfarzo e l’ostentazione con cui si sono celebrati i funerali di Vittorio Casamonica, che come dichiarava uno striscione apposto sulla chiesa che ha accolto le esequie, dovrebbe, dopo aver conquistato Roma, conquistare anche il Paradiso.

Come sempre accade, dicevamo, stanno spostando il problema dalla sostanza alla superficie. Infatti, i nostri politici dovrebbero interrogarsi su come sia stato possibile che un’organizzazione criminale si sia impadronita di Roma senza essere contrastata dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Sembra che polizia, carabinieri, finanza e procura della repubblica siano istituzioni create per fare le scorte ai vip della politica e condurre indagini di secondo piano che non mettano a repentaglio le collusioni politiche mafiose che, ormai sembra evidente, contraddistinguono la realtà italiana e romana. La responsabilità del degrado morale e legalitario che sconvolge il paese è solo dei nostri politici. L’Italia ha bisogno di un profondo cambiamento, di una profonda ricostruzione, di una nuova rinascita della politica che dovrebbe, prima di ogni cosa, perseguire l’onestà.

Il governo Renzi non dovrebbe reclutare all’estero solo i direttori dei musei. Noi abbiamo bisogno che anche il ministro degli interni, il capo della polizia, il capo di stato maggiore dell’arma dei carabinieri, il procuratore capo della repubblica e i prefetti siano presi da fuori. E forse anche il presidente del consiglio e i parlamentari dovrebbere venire dalla Germania o dalla Svizzera. Perché a questo punto l’Italia non è in grado di riformare e ripulire sé stessa.