Libri. Il cervello nel carrello. Come mangiare bene per vivere bene

 

Dovevailpcopertina fronte 600x800aese propone oggi ai suoi lettori
“IL CERVELLO NEL CARRELLO”,
un libro utile e indispensabile. Un libro per capire cosa mangiamo e come limitare i danni procurati dalle tante cose nocive che ingeriamo ogni giorno. Mantenersi sani e proteggere la salute nostra e dei nostri cari è importate, leggere questo libro necessario.

 

 

 

 

Francesca Russo, l’autrice di questa guida, cosi’ descrive il suo libro:

Il mio lavoro nasce dalla necessità e dal dovere che ha ognuno di noi di tutelare la salute, cominciando da ciò che mette nel piatto. Perché né i ritmi frenetici della vita moderna, né alcuna logica utilitaristica possono rappresentare una valida giustificazione per trascurare la nostra salute.

Vi segnalerò alcune sostanze dubbie in cui ogni giorno ci imbattiamo consapevolmente e non, vi illustrerò le peculiarità di alcune materie prime, e vi svelerò dei trucchetti per ridurre l’assorbimento di tossine nel nostro organismo.

Il lavoro si pone come una guida per il consumatore, a cui vengono segnalate:

1) sostanze dubbie in cui ogni giorno si imbatte consapevolmente e non;

2) le peculiarità di alcune materie prime;

3) delle astuzie per ridurre l’assorbimento di tossine nel nostro organismo.

 

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Racconto notiziario. La scuola sa anche educare?

scuola comunaleCome può, una bambina di otto anni, imparare a rispettare le regole della convivenza civile e ad amare la scuola e le istituzioni, se queste, con le loro azioni, risultano odiose e soprattutto ingiuste? I bambini della classe cominciano a pensare che convenga comportarsi male, non fare i compiti e deridere tutto e tutti.

Come redazione di dovevailpaese continuiamo il nostro esperimento di informare attraverso il racconto. Siamo, infatti, convinti che le storie raggiungano più facilmente il nostro cervello e il nostro cuore.

La storia che vi proponiamo oggi è quella di una bambina di otto anni che a scuola viene punita pur non avendo fatto niente di male. Di seguito la lettera che il padre ha inviato alla nostra redazione.

“Gentile redazione,

permettetemi di indicarvi dovevailpaese dal mio punto di vista.
Sono il padre di una bambina di otto anni che frequenta la terza elementare. La classe di mia figlia è molto turbolenta e con il passare del tempo lo diviene sempre di più. Le maestre, forse spinte da un loro personale metodo educativo, per fronteggiare e arginare l’esuberanza dei bambini più irrequieti infliggono punizioni a tutta la classe in maniera indiscriminata. Così se Tizio e Caio si prendono a spintoni e a parolacce durante una verifica, anziché punire i due che disturbano, tutta la classe non farà la ricreazione. Oppure se Sempronio strappa il quaderno della sua compagna di banco, tutta la classe avrà più compiti per casa. Il bello è che molto spesso chi ha causato la punizione non farà i compiti (né quelli normali né quelli aggiuntivi) e così i soli puniti sono quelli che si comportano bene e che ligi ai doveri fanno tutti i compiti.
Questo modo di intervenire si è rivelato poco o nulla efficace, infatti l’aggressività all’interno della classe aumenta sempre di più. I bambini più distratti e agitati si comportano sempre peggio, forse anche perché, dal momento che non vengono puniti direttamente, non capiscono che sono loro che si stanno comportando male. Le maestre non controllano neanche i compiti dati per punizione e alla fine, quello che rimane, è che conviene fare i furbi e comportarsi male.

Mentre i terroristi dei miei tempi proclamavano che volevano “colpirne uno per educarne cento” queste maestre hanno capovolto quel vecchio adagio in nome del “punirne cento per educarne uno (o due)”. Ma il risultato è inesistente. Le continue punizioni senza colpa, poi, stanno minando la fiducia dei bambini nell’autorità e nella correttezza delle maestre e di conseguenza della scuola.

Come può, una bambina di otto anni, imparare a rispettare le regole della convivenza civile e ad amare la scuola e le istituzioni, se queste, con le loro azioni, risultano odiose e soprattutto ingiuste? I bambini della classe cominciano a pensare che conviene comportarsi male, non fare i compiti e deridere tutto e tutti. Tanto nessuno viene punito e i molesti 

A mio avviso quello che succede nella classe di mia figlia è l’indicatore del modo di pensare di quella parte d’Italia che pensa che non ci sia differenza fra Bene e Male, né fra vittima e carnefice. Anzi, in questa prospettiva capovolta chi non rispetta la legge, chi offende, chi delinque deve essere tutelato e protetto più delle persone oneste.

Ognuno ha il suo modo di vedere le cose, e io cerco sempre di rispettarlo, ma è giusto imporlo a dei bambini? Oppure alla base di questo comportamento c’è un principio psicologico o pedagogico?
Queste domande mi frullano in testa ma non so darvi una risposta. C’è qualcuno che sia in grado di aiutarmi?”

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

versione elettronica
http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea
http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

Terrorismo. Che fare? Gandhi o Rambo?

bandiera franciaDopo gli attentati terroristici del 13 novembre a Parigi, stiamo al bivio. Non possiamo più far finta di niente. L’Occidente deve scegliere se affidarsi alla via tracciata da Gandhi o intraprendere quella di Rambo. I tentennamenti non sono più possibili.

 

Da un lato abbiamo la pace e la non violenza adoperate come armi;

dall’altro l’intervento militare e la forza per riconquistare la pace.

È possibile far smettere i massacri dell’Isis e di Boko Haram, le chiese incendiate, le donne lapidate, le ragazze rapite e vendute come schiave, le teste tagliate, gli arsi vivi in una gabbia, il divieto alle ragazze di studiare, gli attentati in Occidente e nei Paesi arabi non allineati col terrorismo ecc… ricorrendo alla forza della non violenza ad ogni costo?

Alle donne è forse proibito di studiare per evitare che divengano pericolose? E ai prigionieri di guerra gli viene tagliata la testa per non farli scappare, o perché lo prevede la Convenzione di Ginevra? Oppure Isis, Boko Haram e gli altri gruppi terroristici uccidono civili inermi perché hanno paura di essere aggrediti?

La realtà è che o chiudiamo gli occhi, seppelliamo i nostri morti e facciamo finta di niente, nella speranza che la violenza non ci travolga, oppure difendiamo la nostra pace, il nostro stile di vita, la giustizia.

Decidere quale strada intraprendere è difficile e faticoso, ma una scelta va fatta.

Noi di dovevailpaese amiamo le storie e la Storia, ed è proprio guardando al nostro passato che vogliamo cercare una risposta.
Molti storici concordano nel ritenere che il mondo abbia tentennato troppo nei confronti di Hitler. Ampi settori della politica inglese e statunitense lo apprezzavano per le sue posizioni anticomuniste e questo gli permise di proseguire la sua politica di riarmo e di ampliare i confini della Germania. Quando il 1° settembre del 1939 invase la Polonia, il mondo capì che aveva sbagliato e che non si poteva più temporeggiare. Tutti rimpiansero gli errori commessi e la tolleranza usata fino a quel momento. Intervenire prima avrebbe risparmiato milioni di vite e anni di guerra.
L’altro parallelo che ci viene in mente è quello con Annibale che invade l’Italia e sconfigge e devasta l’esercito romano sul Trebbia, sul Trasimeno e a Canne.
A Canne l’esercito romano fu annientato completamente e in quel momento sembrò impossibile sconfiggere le forze cartaginesi. Roma rimase frastornata in balia del suo nemico finché il comando non venne affidato a Scipione. Questo condottiero capì che per spuntarla non doveva affrontare direttamente Annibale, ma che doveva fiaccarne gli appoggi e gli approvvigionamenti. Così intraprese una campagna militare contro i possedimenti cartaginesi. A quel punto furono i cartaginesi a temere per le loro cose e per la loro incolumità. Il fronte pro Annibale cominciò a vacillare. Perché quando la guerra ce l’hai in casa è difficile conservare la stessa determinazione e ostinazione. Annibale venne richiamato in Africa per fronteggiare la minaccia rappresentata da Scipione, e a Zama fu definitivamente sconfitto dai romani. Probabilmente se Scipione non avesse diviso l’opinione pubblica cartaginese portando la guerra in casa loro non sarebbe riuscito a sconfiggere l’esercito di Annibale.

Noi non scegliamo, fatelo voi. Ognuno secondo la propria sensibilità e convinzione. Gandhi o Rambo?

Letteratura. L’estate di Flora. Romanzo di Roberta Tamiso

Dovevailpaese presenta “L’ESTATE DI FLORA“, un romanzo di Roberta Tamiso. Vi immergerete fra le sue pagine come nel mare che ambienta tutta la storia. Un’esperienza che non dimenticherete.

SINOSlestatediSI

Quando
Flora e suo fratello Ivan arrivano sull’isola, l’estate è appena iniziata. Concetta, la zia che li ospiterà, non riserva loro un’accoglienza calorosa. Eppure Flora, diciassettenne timida e solitaria, nonostante l’ostilità della donna riuscirà ad instaurare con lei un rapporto autentico e puro sentendosi come se su quella terra arida ci fosse vissuta da sempre.

Trascorrerà sull’isola l’intera estate e tra gioie e dolori la sua strada s’intersecherà con quella di altri personaggi. Sarà soprattutto Narciso, un ragazzo estremamente problematico con alle spalle un vissuto di dolore e solitudine a cambiarle la vita in un modo che Flora non si sarebbe mai aspettata. Quella sarà anche un’estate di segreti da svelare e di misteri da decifrare, storie sepolte sotto i flutti di quel mare che è il custode delle vite di coloro che gravitano intorno alla baia che Flora tanto ama. Il lettore affiancherà la giovane donna immergendosi nelle storie dei vari personaggi facendone propri i pensieri, i sogni e i dolori.

BIOGRAFIA

 

Roberta Tamiso nasce ad Ascoli Piceno nel 1978, la stessa città in cui oggi vive e lavora come impiegata.

L’amore per la letteratura l’accompagna fin da bambina. Si laurea in lingua e letteratura russa nel 2004 con una tesi sulla poesia di Anna  Achmatova. Parallelamente all’attività di traduttrice e critica musicale, comincia a scrivere poesie, racconti e solo in ultimo si dedica alla stesura di romanzi incentrati su personaggi complessi e tormentati. È attratta da ambientazioni noir e thriller e predilige protagoniste femminili.

Nel 2009 pubblica il primo romanzo “Io sono Medusa” con Enrico Folci Editore che, presentato a Treviso, Bari e nelle Marche ottiene un buon successo di critica. Nel 2011 vede pubblicati due suoi racconti “Azzurra” e “Irene” nell’antologia “I colori delle donne” edito da Librati. Nel 2012 pubblica il romanzo Lucrecia con Edizioni Creativa dopo essersi classificata al II posto nella VI edizione del Premio Creativa. Lucrecia, che affronta l’attualissimo tema dell’omofobia e del cambiamento di sesso, ottiene diversi riconoscimenti classificandosi primo nella sezione romanzo edito del Premio Culturale Nazionale “Carlo Porta – Il Verziere” e ricevendo la menzione speciale della critica al premio “Giovane Holden 2014”.

Il suo terzo romanzo “ L’estate di Flora” è appena uscito per la casa editrice Creativa.

Qui la sua pagina facebook

https://www.facebook.com/L-estate-di-Flora-romanzo-di-Roberta-Tamiso-141473446184452/timeline
E qui quella del suo editore.

http://www.edizionicreativa.it/content/b2c/body.php?p=UFJPRFVDVA==&act=detail&id=271

 

Cosa volevano dire?

agoràOggi 2 novembre le scuole di Roma e del Lazio restano chiuse (anche quelle di altre regioni). Ma si tanto un giorno in più o in meno poco importa. I nostri studenti sono tra i migliori del mondo (scherzo naturalmente). E infatti per dimostrare quanto la nostra scuola sia efficiente e faccia bene il proprio lavoro ad Agorà (un programma del terzo canale Rai) hanno scritto il seguente titolo:
Roma HANNO zero, invece che Roma anno zero.
Il bello è che nessuno si è accorto dell’errore e il titolo è rimasto in bella mostra per più di un ora.
Secondo voi lo hanno fatto di proposito o magari volevano intendere qualcos’altro?