PRENDIAMOCI LA POLITICA E LA LIBERTA’. INVERTIAMO LA ROTTA

I portiti politici sono dei Panzer che procedono spediti sulla loro strada. Niente può fargli cambiare rotta se non una bordata sparata da un altro partito-carro armato. In questo contesto i cittadini possono schierarsi dietro uno oppure l’altro mezzo corazzato ma non possono certo modificarne la traiettoria. E allora qual è il nostro ruolo? Quello di votare il partito che reputiamo il meno peggio. Tutto qui.
Ma dei nostri bisogni, dei nostri interessi, delle nostre reali necessità chi se ne occupa? C’è un iato incolmabile tra gli elettori e i politici e questo deve finire. Non ci sarà mai vera democrazia e la sovranità non apparterrà mai al popolo finché i cittadini non potranno indirizzare la politica del Paese in modo attivo. Senza il benestare o l’appoggio di un “potente” nessuna idea popolare potrà realizzarsi. È giunto il momento di invertire la rotta. Perché è ormai evidente che la classe politica molto spesso è meno istruita, meno preparata e meno capace di chi vota. Non ho menzionato la parola onestà perché quella dovrebbe essere sinonimo nel termine politico.

Bisogna, però, che i cittadini si impegnino per cambiare le cose, che credano nella possibilità di creare una politica che venga dal basso, che si alleino e che si ascoltino vicendevolmente. Per questo è importante il ruolo delle liste civiche. A Roma Revoluzione Civica nasce dall’esperienza del VII Municipio e del suo Presidente Monica Lozzi (https://revoluzionecivica.it/chi-siamo/ https://www.facebook.com/REvoluzioneCivica) ma il suo intento è quello di esportare anche a livello nazionale un modello di partecipazione e di collaborazione fra cittadini che si è dimostrato estremamente efficace.

Ripartire dal basso è possibile.

Marco Di Mico

https://www.facebook.com/PresidenteMunicipioVII

https://revoluzionecivica.it/

Nuova Carboneria VS vecchi partiti della Restaurazione

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Si sta ricreando lo scontro vissuto in Italia nella prima metà dell’Ottocento fra gli ideali della Carboneria e quelli della Restaurazione. I nuovi Carbonari non si riuniscono più nel segreto di anguste cantine, ma su Internet, e non sognano più gli ideali di libertà, democrazia e autodeterminazione dei popoli, ma trasparenza e onestà.

 

L’Italia, e con essa tutti noi italiani, è nel mezzo di una zona franca, di uno spartiacque, di un “limes”. Da un lato abbiamo la vecchia politica fatta di inciuci, di corruzione, di voto di scambio, di furberie, di pubblicità travestita da informazione e, purtroppo, di collusione con la criminalità organizzata; dall’altro c’è la voglia di diventare un Paese rispettabile, normale. Dove i costi della politica non siano i più alti del mondo, dove gli Onorevoli lo siano anche nei fatti oltre che nel nome e dove i Ministri siano veramente servitori (minister dal lat. “servitore”).
Siamo, forse, ad una svolta straordinaria, storica. Ma certamente né facile né scontata. La resistenza al cambiamento è enorme. Gli interessi consolidati si oppongono in ogni modo e con ogni astuzia a questa trasformazione della società e della politica italiana. Eppure nonostante tutto alla fine le forze che mirano al mantenimento dello status quo dovranno rassegnarsi a cedere il passo. La forza che spinge in alto il cambiamento è quella dei giovani internauti-viaggiatori-low-cost. Questa popolazione istruita, che viaggia per l’Europa e per il Mondo e che verifica come si dovrebbe vivere e come dovrebbe essere la politica, non potrà accettare ancora a lungo il nostro pietoso sistema socio-politico fatto di privilegi e ingiustizie. Quando si vive, anche solo per brevi periodi, in Paesi dove la politica costa poco ed è al servizio dei cittadini e non viceversa, dove le tasse diventano servizi offerti a tutti e non privilegi per una casta di politici e di manager di stato, dove l’efficienza è la normalità e non l’eccezione e dove i diritti dei cittadini qualsiasi valgono quanto quelli dei potenti, allora diviene difficile non desiderare un profondo cambiamento. I partiti tradizionali, penso al PD e a Forza Italia, avrebbero potuto farsi i portavoce di questa esigenza, rinnovare le proprie idee e i propri uomini, invece hanno preferito un cambiamento superficiale, rifarsi il trucco, diventare Reazionari pur di difendere i loro privilegi ormai anacronistici.
Le forze nuove stanno avanzando fuori dai canali ufficiali, attraverso la rete e attraverso metodologie di comunicazione democratica che forse gli apparati dirigenti dei grandi partiti neanche capiscono.
Si sta ricreando lo scontro vissuto in Italia nella prima metà dell’Ottocento fra gli ideali della Carboneria e quelli della Restaurazione. I nuovi Carbonari non si riuniscono più nel segreto di anguste cantine, ma su Internet, e non sognano più gli ideali di libertà, democrazia e autodeterminazione dei popoli, ma trasparenza e onestà. Come i loro predecessori si propongono come una nuova classe politica e dirigente. E come i loro predecessori devono affrontare e sconfiggere uomini resi talmente ottusi dal potere da non capire che la storia li ha già condannati e sconfitti.

Ora come allora, il cambiamento sta arrivando grazie alla parte migliore della società italiana: i giovani. Accogliamolo senza timore.

 

Marco Di Mico

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

 

 

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Intervista esclusiva all’autore del libro dell’anno. Rivelazione del panorama letterario italiano

logo_300La redazione di “dovevailpaese” intervista Marco di Mico, autore di “La vicenda di un lavoratore… bastardo”. Inaspettato caso editoriale.

Come le è venuta l’idea di questo libro?

Innanzitutto diamoci del tu, perché il mio cervello è tarato per la confidenza e non per le formalità.

Ottimo, allora riformulo la domanda. Come ti è venuta l’idea di questo libro?

Volevo raccontare qualcosa di utile e al tempo stesso di bello. Ho pensato che niente, in questo particolare momento, fosse più necessario e attuale della comprensione delle difficoltà del mondo del lavoro. I lavoratori non devono fare i conti solo con la crisi, ma anche con i finti imprenditori che derubano i loro dipendenti.

E tu racconti proprio una vicenda di spolpamento aziendale vero?

Esatto. E’ una storia vera, dove ai lavoratori sono stati sottratti gli stipendi, i TFR, i clienti, gli immobili aziendali e, di conseguenza, si sono trovati senza futuro e in preda alla disperazione. Dopo mesi senza stipendio i rapporti diventano difficili in ogni ambito. I lavoratori e le diverse sigle sindacali si scontrano su tutto e anche la famiglia rischia di sfasciarsi.

Però tu hai trovato il modo di rendere questa storia costruttiva, anzi edificante, piena di speranza e di buoni sentimenti.

E’ vero. Non mi piacciono le storie che non insegnano niente e che non danno Speranza. Perché, vedi, se c’è la Speranza si può superare ogni cosa. Le difficoltà, anzi, diventano il mezzo che ci fa crescere, che ci plasma e ci trasforma per migliorarci.

Bello, ma pensi possa essere così per tutti?

Penso di si. Io scrivo proprio per dare coraggio e far vedere una strada, una luce anche quando sembra impossibile. Io credo che la vita, attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, ci riveli chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati.

Grazie veramente per il tuo lavoro.

Grazie a te per la cortesia.

Qui troverete la versione e-book

http://www.ibs.it/ebook/Di-Mico-Marco/La-vicenda-di/9788866935247.html

 E qui quella cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

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Nasce DOVEVAILPAESE

Cari lettori,

lo scopo di questo Blog è la conoscenza del nostro Paese. Solo mostrando i suoi mali potremo correggerli. Solo la consapevolezza può aiutarci a trovare la via per risollevarci. Lo sdegno deve essere la benzina che ci mette in moto per trasformare l’Italia, per renderla finalmente un Paese civile.
Vi auguro una buona lettura e spero che questo sito vi procuri uno sdegno utile e costruttivo.

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