Poesia. Che fine fa l’amore?

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L’amore che proviamo si perde per sempre, oppure continua ad esistere e alimenta l’universo? Qual è il destino di questa splendida e inesauribile fonte di gioia, di vita e di felicità?
E’ possibile che la cosa più bella e importante che esiste vada persa? Marco Di Mico, l’autore di questa poesia, non lo crede. E voi?

POESIA
di
MARCO DI MICO

Dove va il nostro amore passato?
Quello oramai provato
Quello già speso
Quello a volte dimenticato.

Quello dolce per i nostri figli ancora bambini
Quando li portiamo a giocare nei giardini
Quello carnale per la donna che baciamo
Quando forte al petto la stringiamo

Quello per noi stessi quando riflessi ci guardiamo
E diversi e soli non ci riconosciamo.

Va buttato?
Va sprecato?
Va perso?
O sostiene l’universo?

Fa girare i soli?
Sbocciare i fiori?
O nascere nuovi semplici amori?

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

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http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

Viaggiatori senza memoria. L’appassionato singolo di Antonio Lapunzina

a2Dovevailpaese nasce con lo scopo di mostrare dove sta andando il nostro Paese. L’idea è quella di “conoscere per sanare”, ossia di capire le storture e i difetti dell’Italia per potervi porre rimedio. Senza consapevolezza non è possibile trovare delle soluzioni.

Il cantautore siciliano Antonio Lapunzina, con il suo primo singolo “Viaggiatori senza memoria”, va proprio nella stessa direzione. Dalla sua opera, infatti, emerge con estrema chiarezza la necessità di raccontare la cronaca per trovare una cura, un rimedio contro l’immobilismo e il qualunquismo di chi senza memoria rimane spettatore.

Parole dure quelle di Antonio Lapunzina, cantautore siciliano collezionista di vinili nonché insegnante precario che vive in prima persona i problemi del quotidiano, che così racconta la sua scelta di mettere in canzone i suoi pensieri: «Considero la musica un mezzo di comunicazione fondamentale in una società liquida in cui è sempre più difficile guardarsi negli occhi e condividere delle idee. Dal mio primo lavoro discografico mi aspetto passione e verità, un connubio tra cuore e mente per tenere viva quell’esigenza di raccontare al mondo anche ciò che spesso si vuole nascondere sotto il tappeto dell’indifferenza».

Ascoltalo qui.

 

La scuola che tradisce i sogni

scuola comunaleDovevailpaese volentieri pubblica la email inviataci da una nostra lettrice, che pone seri interrogativi sul ruolo della scuola italiana e sull’efficienza e la qualità dei servizi offerti dall’amministrazione pubblica.

Anche se la vicenda riguarda il comune di Roma, e quindi il sindaco Marino, riteniamo che la vicenda dipinga la situazione di molte zone d’Italia.

Con questa “racconto” continuiamo il nostro esperimento di informare attraverso la letteratura. Siamo, infatti, convinti che le storie raggiungano più facilmente il nostro cervello e il nostro cuore.

 

“Gentilissama Redazione di Dovevailpaese,

sono una mamma e voglio raccontarvi una storia.

C’era una volta una bambina di otto anni innamorata della scuola. Quando iniziavano le vacanze estive, si sentiva male e addolorava parenti e amici parlando solo della scuola e di quando sarebbe ricominciata. Quest’anno costrinse i genitori a comprargli zaino, astuccio, colori, quaderni, matite, penne, gomme e colla già alla fine di luglio. Da quel momento iniziò un suo conto alla rovescia. Sul calendario, come un carcerato, segnava i giorni che gli mancavano alla realizzazione del suo sogno, la riapertura della scuola. Mentre i giorni passavano e i segni sul calendario aumentavano i suoi occhi si facevano sempre più luminosi e felici.
Passò i giorni ordinando e riordinando il suo zaino e il piccolo tesoro che conteneva. Fece i compiti per le vacanze e finiti quelli, volle farne altri inventati dai genitori. Quando finalmente arrivò il 15 settembre, giorno di apertura della scuola, disegnò un grosso cuore rosso sul calendario e uscì di casa.

Arrivata a scuola, però, un grosso cartello spiegava che per motivi burocratici-organizzativi il tempo pieno era sospeso fino a data da destinarsi. Tutti i bambini sarebbero usciti alle 14.00 anziché alle 16.30.

Molti genitori andarono su tutte le furie, perché non avevano nessuno che potesse andare a prendere i figli a quell’ora.
«Se almeno ci avessero avvisati prima, ci saremmo organizzati» dicevano in molti, «ma così all’improvviso è veramente da irresponsabili».
La preside e la vicepreside furono irremovibili. «Non abbiamo il personale» dissero distrattamente, come se il problema non le toccasse.
La bambina, quel giorno, andò a scuola ma proprio non riuscì ad essere felice, perché «la scuola mi ha tradito».

Questa vicenda è successa davvero in una scuola di Roma e ancora siamo in attesa di una soluzione.

George Mc George. Panoramica di uno scrittore

Con piacere
pubblichiamo una panoramica delle opere dello scrittore George Mc George, prolifico e fantasioso autore. I suoi romanzi, tutti avvincenti e pieni di sentimento, rapiranno la vostra attenzione costringendovi a non abbandonarli finché non avrete letto l’ultima pagina.

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«UN’INTENSA E PASSIONALE STORIA D’AMORE TRA UN CAPITANO DEI MARINE AMERICANI E UNA SEMPLICE CONTADINA FRANCESE DURANTE LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE  CHE DIVENTERANNO, PRESTO, GENITORI DELLA PROTAGONISTA, PROMETTENTE MODELLA DI PROFESSIONE…

 

 

 

 

 

rossa prospettiva

Un semplice ragazzo e un’affascinante ragazza dall’aspetto mozzafiato s’incontrano, per caso, sulla strada, senza l’accanimento di chi cerca l’uno o l’altra affannandosi ogni giorno. Sarà un colpo di fulmine e, mentre i genitori di lui sono persone alla mano, quelli di lei svivacchiano pe evitare malumori,

Ogni questione si risolverà brillantemente.

 

 

 

 

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Sulle cime di Rock Springs, punto culminante e più alto delle Montagne Rocciose, prima scompare, dopo averlo seguito di nascosto, uno studente universitario svedese, assieme al suo docente di ingegneria elettronica appena andato in pensione e, dieci anni dopo, nello stesso luogo, due giovani ragazze aspiranti modelle.

         I loro fratelli, con un appoggio marginale di FBI e NASA, partono subito alla loro disperata ricerca a costo delle proprie vite. Dovranno andare, per ritrovarle, nello spazio.

 

 

 

POESIA. La ricerca della libertà

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Dovevailpaese pubblica una poesia intima e acuta, scritta con assoluta sincerità da chi si interroga sul rapporto uomo-Dio, su quanto ci sia di divino nell’uomo e di quale strada percorrere per congiungersi con la parte divina che risiede in noi.

 

C’era un tempo e, purtroppo a volte c’è ancora, in cui il desiderio di affermarmi e di realizzarmi completamente, mi ha portato a rinnegare l’esistenza di Dio. Lo sentivo come un limite alla mia pienezza, alla mia libertà più assoluta. Nessuno deve dirmi cosa è giusto e cosa non è giusto; che cosa fare e cosa non fare, mi dicevo soddisfatto con una punta di orgolio. Pensavo di essere unico, illuminato, penetrante. E invece ero uno dei tanti. Tutta l’umanità è così. La disobbedienza a Dio è il nostro primo atto eseguito con coscienza (perlomeno così racconta la Bibbia).

C’è da chiederci se questa libertà assoluta e senza regole sia effettivamente un bene da ricercare. Chi l’ha sperimentata, poi, potrà valutare dove lo ha condotto e dove lo porterà.

Queste sono le riflessioni da cui è nata questa poesia.
marco di mico

 

POESIA
DI
MARCO DI MICO

LA RICERCA DELLA LIBERTA’

————

Ognuno sente Dio nel cuore

Ma la mente spesso non lo vuole

 

Vogliamo la libertà

Nessuna imposizione

Neanche quella della verità.

 

Per questo lo rifiutiamo

Per questo lo neghiamo

Per questo non lo sopportiamo

 

Siamo un fiume che non vuole sponde

Che vuole far dilagare le sue onde

 

Siamo un toro scatenato, maleducato

Trascinato da un membro superdotato

 

Vogliamo ubbidire solo al nostro io

Essere noi stessi il nostro Dio.

————

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

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Droga e Carità. Racconto-notiziario

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LA NOTIZIA.

Circa il 10% degli italiani fra i 15 e 64 anni, quasi 4 milioni, ha assunto almeno una volta nell’ultimo anno una sostanza illegale. Cannabis e cocaina le droghe più diffuse. Lo afferma l’ultima Relazione annuale al parlamento sulle dipendenze (2015) messa a punto dal Dipartimento delle politiche antidroga.

Qui la fonte: http://www.ansa.it/legalita/rubriche/speciali/2015/09/11/drogaquasi-4-mln-italiani-consumatori-nellultimo-anno_d780f05a-9516-4487-96ed-0e5bbc3b4ffa.html

IL RACCONTO.

Questa mattina, al TG, ho sentito la notizia riportata sopra. Poi, dopo poco più di un ora sono entrato in una antica chiesa del centro di Roma. La messa è finita da poco e nell’aria c’è ancora un tenue profumo di incenso. Le navate sono vuote, in penombra, silenziose. .
«Dammi qualche soldo, pure solo un euro, per mangiare» dice il barbone al prete che sta lavando per terra.
«Non posso, ti ho detto di passare lunedì. Oggi è il turno di altri bisognosi. Siete tanti e io devo dare un po’ a ciascuno.»
«Ma io ho bisogno adesso non lunedì.»
«Non insistere, ti prego, non mi mettere in condizione di fare un torto a un altro che ha bisogno e che è solo meno insistente di te.»
«Tu non me li dai perché sono italiano.»
«Non te li do perché devo essere giusto. Ogni giorno ci sono dieci di voi e io rispetto questa scadenza.»
La contrattazione va avanti ancora un bel po’. Poi il barbone dice:
«Ci sono tanti ricchi, tanti ricchi e io non ho neanche da mangiare.»
Il prete apre il portafoglio e gli allunga cinque euro.
«Prendi, questi sono i miei, perché non voglio togliere niente a nessuno.»
Il barbone li prende e senza ringraziare se ne va. Mentre cammina dice: «Ci sono tanti ricchi che mangiano e bevono quando vogliono e che sprecano i soldi per la droga e io non ho da mangiare.»
Arrivato sul portone si gira e ripete: «Ci sono tanti ricchi che mangiano e bevono quando vogliono e che sprecano i soldi per la droga e io non ho da mangiare.»

Oggi ho veramente assistito a questa conversazione. E’ una strana coincidenza. Probabilmente non vuol dire niente, ma sento che, invece, racchiude un significato profondo. Una traccia della condizione umana. Un esempio della nostra stupidita, del nostro egoismo, o di qualcosa che ora mi sfugge.

PRIVILEGIO PERICOLOSO, l’appassionante romanzo di Viviana A. K. Sassi

La reCop.PrivilegioPericolosodazione di dovevailpaese presenta PRIVILEGIO PERICOLOSO, romanzo coinvolgente e appassionante, che vi sorprenderà per la sua inaspettata e incredibile trama.

 

SINOSSI.

Samantha è una ragazza ventunenne, determinata e precisa ma che si affida ai consigli dei suoi sogni notturni come fosse ancora bambina, alle prese con l’ultimo periodo universitario prima della laurea in Architettura a Cambridge e con un concorso di eco sostenibilità indetto dall’università e dagli UAE.
Jaide, splendido ragazzo ventiquattrenne, studente anch’esso, principe ereditario, mandato dal padre a farne le sue veci in università, la sceglie come vincitrice del concorso e la porta con sé nell’azienda della sua famiglia e nella sua casa, ospitandola a palazzo in nome dell’estrema ospitalità che vuole offrirle, ma nascondendo, all’interno dell’intento, un’irrefrenabile attrazione nei suoi confronti condita con una verità celata e mai svelata.
Sarà così che l’uno entrerà nella vita dell’altro. Se Jaide le farà esplorare con passione ogni centimetro di corpo che lei legherà a lui intrecciando sentimenti che si nasconderanno dietro il piacere più sublime, Samantha, dal canto suo, entrerà, come un uragano, nella quotidianità di questo principe integerrimo, permettendogli di vedere le donne sotto un’altra luce e abbattendo lentamente le sue credenze, facendo scemare il suo oscuro intento primario, coinvolgendolo non solo nel corpo ma anche nell’anima
I loro caratteri forti e decisivi e le loro culture così distanti faranno vivere a entrambi delle situazioni affascinanti, talvolta al limite del razionale.
Eppure, sarà proprio la scelta di Jaide di avvicinarsi con rispetto a Samantha che li condurrà entrambi in un pericoloso vicolo.
Ed è in questa storia, a tratti futuristica, in altri erotica, coinvolgente e appassionante, che si svolgono le vicende più inaspettate e incredibili.

 

VIVIANA A. K. S.

AUTRICE di PRIVILEGIO PERICOLOSO

Nata in Italia nel 1982 da genitori italiani ma con radici inglesi, vive e cresce tra Milano e la campagna inglese, dove risiedono cugini cui si affeziona molto.

Persegue gli studi con l’obiettivo di una laurea a Cambridge, suo sogno originario, che si scontra, però, con l’incontro dell’attuale marito, situazione che le sconvolgerà piacevolmente i piani e la vita in sé.

Mai separatasi dal senso di appartenenza e dall’affetto viscerale per i dintorni londinesi, termina gli studi in Italia, lavorando per un breve periodo per la compagnia aerea di bandiera spagnola, prima di dedicarsi completamente alla crescita dei suoi tre figli.

Moglie, madre, ma soprattutto donna, non smette mai di essere una sognatrice con i piedi per terra, una donna che non smetterà mai di credere nella potenza e nella forza della più grande arma sulla Terra, l’Amore.

http://www.amazon.it/Privilegio-pericoloso-VIVIANA-A-K-S-ebook/dp/B013L4WSTC

L’immigrazione dei nostri tempi e l’Europa del futuro

esodo-01L’immigrazione dei nostri giorni è spontanea? Quali conseguenze avrà?

Dovevailpaese propone un articolo chiarificatore e originale. Lontano dal solito tam tam dell’informazione omologata.

Quella che i media si ostinano a chiamare emergenza migranti è in realtà un vero e proprio esodo. Un evento che trasformerà profondamente l’Europa. Nulla sarà più come prima. La visione del mondo, la storia comune, i principi morali e sociali che ci uniscono diverranno obsoleti, anacronistici. La nuova Europa terrà conto anche delle tradizioni e delle leggi dei popoli che stanno arrivando. Perché se veramente vorremo integrarli, non potremo escluderne la storia, le usanze religiose, giuridiche, politiche.
Gli attuali cittadini europei non hanno difficoltà a riconoscersi come i successori della cultura greco-romana. E, anche se atei, molte delle loro convinzioni provengono dal Cristianesimo. Il nostro diritto e le nostre istituzioni sono il risultato delle trasformazioni del diritto romano e della tradizione franco-germanica. Noi Europei siamo un popolo che si è scambiato idee per duemila anni e che ora ha un proprio modo di considerare l’esistenza. Chi arriva dal Medio Oriente e dall’Africa poggia le proprie vite su altre certezze e una volta diventato cittadino a tutti gli effetti cercherà di ricrearle, di ritrovarle nel paese ospitante.
Non è detto che queste trasformazioni siano negative. Le nuove idee amplieranno i nostri orizzonti e la nostra comprensione della realtà.

L’Europa, del resto, ha già vissuto un simile mutamento quando è passata dall’Impero Romano al Medioevo. L’impero Romano non è crollato di schianto, si è trasformato sotto lo stimolo delle nuove tradizioni portate dalle popolazioni barbare. La fusione fra nuovi popoli e cittadini romani creò l’Europa che conosciamo oggi. E ora siamo di nuovo in questa fase di rigenerazione.
Anche i Romani fecero entrare quelli che per loro erano barbari per servirsene come lavoratori o come schiavi. Una volta inseriti nella società romana gli stranieri divennero, però, un lievito che la trasformò.
E anche allora, come adesso, nuovi popoli premevano ai confini dell’Impero nella speranza di migliorare le proprie condizioni di vita.

Ora, l’Europa sta richiamando nuova forza lavoro, nuove braccia da utilizzare a basso costo. Questa continua immigrazione, infatti, non è spontanea. Sono gli stati europei che prevedono una ripresa economica e occupazionale a promuoverla. Altrimenti sarebbe fin troppo facile bloccarla contrastando i trafficanti di esseri umani o ristabilendo l’ordine negli Stati da cui partono i migranti. Abbiamo fatto delle guerre per difendere il Mondo dalla minaccia di inesistenti armi chimiche o per abbattere dittatori al servizio dello stesso Occidente, potremmo anche farle per proteggere le popolazioni inermi del Medio Oriente e dell’Africa.
La facilità con cui si consente l’ingresso dei migranti, poi, non può lasciare dubbi. L’immigrazione è frutto di una precisa volontà: creare un mercato interno più forte e al tempo stesso tenere basso il costo del lavoro per fronteggiare la concorrenza della Cina e degli altri Paesi emergenti. Il superamento della crisi economica e il conseguente aumento dell’occupazione porteranno a una crescita di stipendi e salari, rendendo i nostri prodotti meno competitivi. L’ingresso di forza lavoro a basso costo contrasterà questa crescita. L’intensa immigrazione cui stiamo assistendo è una strategia del capitalismo europeo.

Ancora una volta gli interessi economici metteranno in moto delle profonde trasformazioni e provocheranno quei cambiamenti di cui forse abbiamo bisogno.
Per una eterogenesi dei fini si otterranno risultati diversi da quelli perseguiti, ma non per questo negativi.

In fin dei conti, siamo diverse etnie di una stessa razza che si è differenziata milioni di anni fa separandosi e isolandosi in diverse parti del mondo. Ora stiamo assistendo al movimento inverso. Lentamente, ma inesorabilmente, ci stiamo riunendo e, a prescindere da qual è la causa di questo ricongiungimento, è e sarà un bene.

Marco Di Mico

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

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Immigrazione e Poesia.

barca 2Riportiamo una toccante e significativa poesia di Marco Di Mico sull’immigrazione.
Questi versi sono stati scritti più di un anno fa, ma come spesso accade l’arte percepisce meglio di ogni altra cosa i fenomeni sociali e i cambiamenti che si stanno per verificare.

 

POESIA
di
MARCO DI MICO

“Detesto questa folla rumorosa
Maleducata
Prepotente
Fastidiosa
Sporca, sudata che arriva dal mare
Che ci ruba il lavoro
Che viene a chiedere, a mendicare.
Però se la incontrassi in paradiso
La guarderei in faccia,
Gli farei un sorriso
E ritroverei nei loro bisogni
Le mie stesse paure
I miei stessi sogni
Riscoprirei che ognuno è un fratello
Col mio stesso sangue
Col mio stesso cervello.
E allora, senza attendere il paradiso
Glielo dono adesso il mio sorriso
E scopro, guardandoli in viso
Che pure se sono diversi e non mi sembrano belli
Sono veramente miei fratelli.”

Marco Di Mico

 

 

“23”, il romanzo di Simona Colaiuda

All.2 copertinaUscirà a breve il romanzo di Simona Colaiuda, scrittrice intelligente che conosce a fondo i meccanismi della narrazione e quelli della psicologia umana. Il romanzo vi sorprenderà già dalle prime pagine, trascinandovi nei processi cognitivi e nella coscienza della protagonista. Insomma un libro da leggere e su cui riflettere.

– SINOSSI:

“23” DI SIMONA COLAIUDA.

Ilaria vive a L’Aquila da sempre, ha una meravigliosa migliore amica e un marito che ama e da cui è riamata. Il suo passato familiare, però, le ha scavato nel cuore una cicatrice di dolore e abbandono. Quando i primi tentativi di avere un figlio falliscono, Ilaria vede il suo rapporto di coppia incrinarsi, giorno dopo giorno, tra incomprensioni e fraintendimenti. Ed è proprio durante la crisi che riemerge dal passato Giacomo, il suo primo amore nonché la sua prima, cocente delusione. Simona Colaiuda intesse con maestria una storia di ritorni e abbandoni, un racconto intenso in cui la purezza dell’amore si confonde con la macchia del tradimento fino all’imprevedibile, coinvolgente finale.

Biografia
Simona Colaiuda vive a L’Aquila. Laureata in Economia e Commercio e specializzata in Tecnica Assicurativa, è un consulente assicurativo. La sete di ricerca l’ha spinta a intraprendere studi in Psicologia e a diventare un Coach professionista. Collabora con diverse riviste nazionali, come esperto di tematiche assicurative e di coaching. Ha scritto saggi pubblicati su diverse antologie e una raccolta di racconti dal titolo ‘Storie d’amore’ (2015). ’23’ è il suo primo romanzo.

– link del libro:

http://www.13lab.it/ecommerce/home/34-23.html (Casa Editrice 13Lab)

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Poesia. L’apparenza della forza

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Che cosa prova chi si espone per noi? Chi affronta le difficoltà al posto nostro, chi non molla mai perché sente su di lui il peso della responsabilità? Che cosa provano dentro di sé quelli che a volte invidiamo perché ci sembrano sempre calmi e sicuri?
In questa poesia troviamo una particolare risposta a questa domanda. L’autore crede che la vera forza sia il frutto del senso di responsabilità verso i propri cari e gli altri uomini.
La vera forza è dono di sé, altruismo disinteressato, amore.

 

 

 

L’APPARENZA DELLA FORZA

POESIA
di
MARCO DI MICO

 

Sono un faro che illumina le notti
forte e solido fuori
annientato dentro, coi mattoni rotti.

Ho scale lesionate, fondamenta sfasciate
pilastri traballanti,
mura crollate.

Proteggo navi e passeggeri
Gli indico la via
Distendo i loro volti seri.

Per questo non posso mollare
Rimango al mio posto
Solo nel mare.

Vorrei aprire i pugni e lasciarmi andare
Sciogliermi fra le onde
Sentirmi galleggiare.

Ma sono il faro della notte
Piango nel buio
Massiccio fuori, con le ossa rotte

Anche quando la tempesta mi distrugge
Mi fingo sereno
Ma dentro ho un leone che rugge.

Marco Di Mico

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

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