Cassazione. Sentenza contro il lavoro

cortecassazionePerché il lavoro è così impopolare agli occhi di chi detiene il potere?
Perché da alcuni anni i lavoratori sono sotto attacco?

Con la sentenza n° 25201 del 7 dicembre 2016 la corte di Cassazione stabilisce che “la volontà da parte del datore di lavoro di aumentare i profitti” rappresenta un giustificato motivo oggettivo per il licenziamento. Con questa sentenza della sezione Lavoro della suprema Corte non occorre che vi siano difficoltà economiche o uno stato di crisi per licenziare un lavoratore, ma è sufficiente che l’impresa si riproponga di guadagnare di più.

La sentenza è parte di un disegno molto ampio. L’obiettivo finale è ridurre sensibilmente i salari e le tutele per allineare il lavoro italiano, ma anche europeo, a quello dei paesi emergenti. Quella che stiamo vivendo è la seconda fase della “delocalizzazione”. Oramai gli industriali e le multinazionali che per un certo periodo avevano optato per portare le loro fabbriche nei paesi dell’Est, in Sudamerica, o in Asia, hanno realizzato che questa soluzione ha forti costi di realizzazione. Inoltre in alcuni paesi mancano sicurezza, infrastrutture, qualificazione. Così è iniziata la “fase due”, fatta di forte immigrazione incontrollata e abbattimento delle tutele del lavoro. Gli immigrati sono la mano d’opera che accetterà qualunque lavoro, con qualunque contratto, con qualunque salario, ma per far questo occorrono leggi appropriate, che permettano di rendere sempre più precario il lavoro. La sinistra sta portando a compimento questo progetto contro i suoi stessi cittadini, facilitando l’immigrazione e demolendo le tutele del lavoro.

Naturalmente la precarizzazione del lavoro non è solo colpa di Renzi, ma è comunque la Sinistra ad averla pensata e realizzata. Infatti, il lavoro temporaneo in Italia, venne introdotto dalla legge Treu nel 1997, dall’allora Governo Prodi. L’intento dichiarato era quello di combattere il lavoro nero, aumentare l’occupazione, dare slancio e flessibilità al mercato del lavoro, accrescere la competitività delle aziende. Questa legge si ispirava al modello danese, denominato Flexicurity perché è l’unione di flessibilità e sicurezza. Là, i lavoratori licenziati percepiscono dallo Stato l’80% dell’ultimo reddito ed entrano in un percorso di riqualificazione che ne aumenta l’occupabilità. In Italia, invece, ci si è concentrati sulla flessibilità, tralasciando completamente la protezione sociale. La legge 30 del 2003 (conosciuta come legge Biagi), poi, introducendo il lavoro ripartito, a progetto, intermittente, accessorio e occasionale non ha certo migliorato la situazione. Gli imprenditori hanno guadagnato la possibilità di licenziare, i politici quella di vantarsi di aver modernizzato il Paese e i lavoratori, purtroppo, pagano il tutto.

Successivamente il governo Monti ha, con il “decreto salva Italia” del 2012, liberalizzato tutto il commercio, permettendo ai negozi di rimanere aperti 24 ore su 24 per 7 giorni alla settimana, senza aumentare la protezione dei lavoratori di quel settore, che si sono ritrovati a dover rinunciare alle domeniche e alle festività religiose e civili come Natale, I° Maggio, 25 aprile, Pasqua ecc…senza contropartita. Inoltre questo governo, con la “legge Fornero” ha ulteriormente danneggiato i lavoratori che hanno visto allontanarsi la data della pensione.

Poi, Renzi con il suo Jobs act ha tolto la protezione dell’art. 18 e ora questa sentenza contribuisce a quest’opera di smantellamento della difesa dei diritti dei lavoratori.

Questo attacco al lavoro e ai lavoratori parte da lontano e purtroppo non è ancora giunto alla fine. Per fermarlo e magari ricacciarlo facendolo retrocedere abbiamo una sola arma: la prossima volta che avremo la fortuna di andare a votare, valutare con la massima attenzione i programmi dei partiti e soprattutto ricordarsi di chi ha contribuito maggiormente a rendere precario e instabile il lavoro.

 

Marco Di Mico

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MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

versione cartacea

http://www.mondadoristore.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

 

Racconto notiziario. Al volontariato dico NO

AAA-cercasi-volontariCome redazione di dovevailpaese continuiamo il nostro esperimento di informare attraverso il racconto. Siamo, infatti, convinti che le storie raggiungano più facilmente il nostro cervello e il nostro cuore.
A questo proposito pubblichiamo la lettera di un genitore che è stanco delle inefficienze della Pubblica amministrazione e che ritiene sbagliato il volontariato.

 

“Buongiorno,

sono un papà alle prese con la richiesta della scuola di utilizzare noi genitori per pulire, verniciare e manutenere le classi. Dopo un primo periodo in cui ho aderito con slancio, mi ritrovo ad avere dei ripensamenti. Vi scrivo perché mi sento un po’ in colpa per questo mio cambiamento, però mi sono convinto che il volontariato sia profondamente ingiusto e che esercitarlo sia una sorta di complicità con chi ha portato l’Italia a questo livello di inefficienza e degrado. È mai possibile che non ci sia nulla gestito dal Pubblico che funzioni?

Tanto per fare un esempio di come funziona la scuola (almeno quella dove va mia figlia):
Mia figlia ha tre maestre. Italiano, Matematica, Religione. La settimana scorsa sono mancate tutte e tre, e pare che le assenze proseguano anche questa settimana.
I bambini escono da scuola affamati, perché la mensa fornisce pasti insufficienti e di scarsa qualità. Noi paghiamo 80 euro al mese, tutti i mesi, anche quando non si va a scuola perché malati o perché ci sono le vacanze di Natale e di Pasqua.
Le gite culturali sono scarse perché le maestre non se la sentono di portare 23 bambini in giro.
Vorrei precisare che io vivo a Roma, in un quartiere molto centrale e che queste situazioni sono diffuse su tutto il territorio. Infatti un mio amico di Milano riscontra gli stessi problemi.

Finché noi utenti non ci faremo rispettare, finché accetteremo le inefficienze, gli sprechi e i furti con rassegnazione, non otterremo mai servizi in linea con le tasse che siamo obbligati a pagare. Non dobbiamo prestarci al loro gioco. Non dobbiamo renderci disponibili, come volontari, a sopperire alle deficienze della pubblica amministrazione. Dobbiamo pretendere servizi che funzionino, luoghi sicuri e alti livelli di professionalità. È troppo facile far funzionare la macchina pubblica grazie al lavoro non retribuito dei volontari. Perché non bastano le tasse che paghiamo? Dove vanno i nostri soldi? La pressione fiscale italiana è tra le più alte del mondo, perché i servizi che riceviamo non lo sono.
Inoltre c’è, a mio avviso, un problema di eguaglianza tra cittadini. Avete mai visto politici che puliscono le aule di Montecitorio o di palazzo Madama?
Se non lo fanno loro che sono i responsabili del degrado italiano perché dobbiamo farlo noi che siamo le vittime?
Per finire vorrei anche porre l’accento sul fatto che il volontariato, se fatto nei settori sbagliati, può togliere lavoro. Un conto è andare in ospedale a tenere compagnia a chi è solo e un altro è andarvi per fare il lavoro dei medici. Lo stesso ragionamento deve valere per tutti gli altri settori. I volontari devono svolgere solo le attività che non sono concorrenti al lavoro retribuito.
Vi ringrazio per l’attenzione e mi scuso per lo sfogo.”

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

versione cartacea
http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

versione elettronica
http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

 

Intervista esclusiva all’autore del libro dell’anno. Rivelazione del panorama letterario italiano

logo_300La redazione di “dovevailpaese” intervista Marco di Mico, autore di “La vicenda di un lavoratore… bastardo”. Inaspettato caso editoriale.

Come le è venuta l’idea di questo libro?

Innanzitutto diamoci del tu, perché il mio cervello è tarato per la confidenza e non per le formalità.

Ottimo, allora riformulo la domanda. Come ti è venuta l’idea di questo libro?

Volevo raccontare qualcosa di utile e al tempo stesso di bello. Ho pensato che niente, in questo particolare momento, fosse più necessario e attuale della comprensione delle difficoltà del mondo del lavoro. I lavoratori non devono fare i conti solo con la crisi, ma anche con i finti imprenditori che derubano i loro dipendenti.

E tu racconti proprio una vicenda di spolpamento aziendale vero?

Esatto. E’ una storia vera, dove ai lavoratori sono stati sottratti gli stipendi, i TFR, i clienti, gli immobili aziendali e, di conseguenza, si sono trovati senza futuro e in preda alla disperazione. Dopo mesi senza stipendio i rapporti diventano difficili in ogni ambito. I lavoratori e le diverse sigle sindacali si scontrano su tutto e anche la famiglia rischia di sfasciarsi.

Però tu hai trovato il modo di rendere questa storia costruttiva, anzi edificante, piena di speranza e di buoni sentimenti.

E’ vero. Non mi piacciono le storie che non insegnano niente e che non danno Speranza. Perché, vedi, se c’è la Speranza si può superare ogni cosa. Le difficoltà, anzi, diventano il mezzo che ci fa crescere, che ci plasma e ci trasforma per migliorarci.

Bello, ma pensi possa essere così per tutti?

Penso di si. Io scrivo proprio per dare coraggio e far vedere una strada, una luce anche quando sembra impossibile. Io credo che la vita, attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, ci riveli chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati.

Grazie veramente per il tuo lavoro.

Grazie a te per la cortesia.

Qui troverete la versione e-book

http://www.ibs.it/ebook/Di-Mico-Marco/La-vicenda-di/9788866935247.html

 E qui quella cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

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Ami la letteratura? “La vicenda di un lavoratore… bastardo” è il libro che fa per te

Copertina libroSe amate la letteratura e vi piace immergervi in un libro, divorarlo senza accorgersi del tempo che passa, ho trovato quello che fa per voi (e per me).  Si intitola “La vicenda di un lavoratore… Bastardo”, scritto da Marco Di Mico ed edito da Medea. Come la vita stessa vi farà piangere e ridere, vi farà temere il peggio e vi donerà la speranza. Un libro per chiunque stia cercando la sua strada. Attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, la vita ci rivela chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati.

Michele è un egoista, borioso, presuntuoso e menefreghista, insensibile ai problemi degli altri e alle loro difficoltà. Quando, a cinquant’anni, si ritrova senza lavoro e con la famiglia che traballa, però, compie una profonda metamorfosi. Si avvicina agli altri uomini con umiltà e amore, e capisce che deve lottare per non perdere tutto. La consapevolezza di non potersi arrendere, gli darà una determinazione inaspettata, che lo porterà a combattere per difendere il suo futuro e quello dei suoi colleghi. Scoprirà, anche, il potere della scrittura, che diverrà l’arma con cui salverà azienda, lavoro e famiglia.

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

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