Italia. Presidenza del Consiglio e Parlamento destituiti dal Consiglio Europeo


Commissione-europeaItalia. Presidenza del Consiglio e Parlamento destituiti dal Consiglio Europeo . Presto nuove elezioni sotto la sorveglianza di osservatori inviati da Bruxelles.  

Incredibile: dopo una settimana di intense discussioni, la Commissione Europea su indicazione del Consiglio Europeo e con l’avallo del Presidente della Repubblica ha sciolto le Camere e mandato a casa la Presidenza del Consiglio italiana. Di fatto l’Italia è stata commissariata.
Nella nota appena trasmessa da Bruxelles, si legge che: “dopo un’estenuante discussione nella quale sono state soppesate tutte le possibili conseguenze, questo organo delibera il commissariamento dell’Italia per gravi infiltrazioni mafiose e clientelari“. Nel documento appena trasmesso, si esprime la piena convinzione che nessun’altra strada era percorribile, vista la natura della classe politica italiana e dei partiti. La commistione dei partiti con il malaffare è in Italia talmente elevata e ramificata da non rendere possibile nessun altro provvedimento.
Molto negativa appare anche l’opinione che l’Europa ha dei cittadini italiani. A conclusione della nota, infatti si legge: “Scarsissima è la fiducia di questo organo collegiale nella capacità dei cittadini italiani di uscire da soli dall’incresciosa situazione presente oggi in Italia. Del resto citando lo scrittore inglese George Orwell possiamo tranquillamente affermare che Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima: È COMPLICE.

Naturalmente quanto letto finora è solo un’invenzione, ma anche una speranza.

 

Migranti. L’Europa tenta l’esorcismo dell’Italia

barcone_immigratiÈ proprio così, per salvare l’Italia dal Male che la sta divorando, all’Europa è rimasta solo una strada: l’esorcismo.

Quando tutte le medicine e le terapie tradizionali falliscono, bisogna rassegnarsi a ricorrere a quelle soprannaturali. Ed ecco, allora, che quei freddi e compassati burocrati, pur di salvarci, pur di liberarci dalla corruzione e dal malaffare che corrompe l’anima della politica italiana hanno deciso di esorcizzarci. Certo non hanno chiamato un prete con acqua benedetta, croce e Bibbia, ma hanno chiuso le frontiere per farci purificare con il nostro stesso male. Infatti, in Europa hanno ormai capito che tutti gli immigrati che sbarcano sul nostro paese (scritto con la minuscola perché al momento non siamo degni di utilizzare la P maiuscola) sono il frutto del desiderio di fare soldi dei nostri politici. L’emergenza immigrazione è voluta, guidata e controllata da alcuni dei nostri politici perché per loro rappresenta una miniera d’oro. Hanno trasformato la bontà in un sistema per far arrivare i soldi pubblici ai gestori amici che si dividono il mercato. E il mercato dei fondi statali per i centri di accoglienza per gli immigrati è immenso. Lo sforzo che l’Italia fa per soccorrere gli immigrati non è bontà, ma interesse economico. Secondo Buzzi con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga. E quindi eccoci in prima linea nel cercare e recuperare i barconi. Purtroppo però, tutte queste persone che sbarcano in Italia cominciano ad essere troppe e allora il nostro governo ha tentato di sbolognarle in tutti i Paesi (questi con la maiuscola) europei. Una volta che i premier europei hanno capito il gioco, però, hanno chiuso le frontiere (in barba agli accordi di Schengenlasciandoci soli a gestire l’imbroglio, nella speranza che questo provvedimento purifichi come un fuoco salvifico le nostre istituzioni dalla corruzione e dall’illegalità.

Marco Di Mico

 

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

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Mafia Capitale. Buzzi al PM: “Non registri perché se parlo casca il governo”


via i ladri
Vogliamo tornare sui fatti di Mafia Capitale, non per sottolineare ancora una volta quanto sia corrotta e meschina la nostra politica, ma per evidenziare il basso livello del nostro sdegno di fronte a queste situazioni. Ormai siamo talmente assuefatti alla puzza che quasi non la percepiamo più.

Vediamo politici che fanno un uso spericolato dei rimborsi spese, che sfruttano i disperati per arricchirsi, che esultano quando un terremoto miete delle vittime perché già pensano a quanto lucreranno con la ricostruzione, che con arroganza ci dicono che i loro vitalizi sono un “diritto acquisito” intoccabile,  che nonostante l’evidenza delle intercettazioni e delle prove si vantano di essere innocenti fino al terzo grado di giudizio, e noi ci limitiamo a fare spallucce come se la cosa non ci riguardasse.

Sarebbe bello, invece, che la nostra indignazione li facesse tremare, che il loro sorrisetto si tramutasse in una smorfia di vergogna.
Durante la stagione di “Mani Pulite”, il 30 aprile 1993, Bettino Craxi (che il giorno prima era stato salvato dai suoi colleghi parlamentari che avevano negato l’autorizzazione a procedere contro di lui), esce dall’hotel Raphael di Roma dove era andato a festeggiare per lo scampato pericolo e trova una folla che lo accoglie al grido di “Ladro”, “Un sogno nel cuore, Craxi a San Vittore!”, “In galera”. Poi viene investito da un fitto lancio di monetine.  Dopo quel giorno la sua arroganza e il suo dito alzato verso il cielo scomparvero. Un anno dopo andò in esilio in Tunisia.

Ad indignarsi, però, non dovremmo essere solo noi cittadini. Prima di noi dovrebbero essere i partiti a pretendere massima onestà e correttezza. Dovrebbero cacciare via le mele marce e denunciarle per il danno che hanno causato alla propria immagine e ai propri elettori. Invece, assistiamo a ragionamenti capziosi, a bizantinismi con cui cercano di minimizzare, nascondere, difendere.
Siamo stanchi di “nessuno è colpevole fino a …”, “deve prevalere la presunzione di innocenza…”, ecc…
Cari partiti e cari politici, non abbiate paura dell’onestà, dell’irreprensibilità, della correttezza, dell’integrità morale.
Buzzi si preoccupa di non far cadere il governo. Però,  se proprio si dovesse rendere indispensabile, lasciate che i governi cadano e i responsabili paghino.

 

Marco Di Mico

 

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Mafia Capitale atto secondo: la vergogna

È arrivata la sRome, Italy.econda puntata di Mafia Capitale. La politica è allo sfascio e noi cittadini dobbiamo trovare la forza di cacciare i corrotti e i collusi. È per questo che ai miei figli non gli insegno più a essere buoni, tolleranti, pazienti: perché in Italia queste non sono virtù, ma è un modo per essere collusi col sistema. Di fronte al degrado che ci circonda, li educo a essere violenti, irosi, caparbi ma giusti. Perché solo dei cittadini in grado di reagire, di protestare, di insorgere riusciranno a salvare il nostro Paese.

 

Ci risiamo! È arrivata la seconda puntata di Mafia Capitale. E così siamo di nuovo costretti alla triste visione di una classe politica che si proclama diversa da quelle precedenti, che si vanta di essere in grado di migliorare il Paese, ma che, e i fatti lo dimostrano, è solo corrotta, collusa e, profondamente, disonesta. Cambiano gli slogan e la forma, ma non la sostanza.

I nostri politici non si accorgono mai di niente. Sono ciechi, muti e sordi. Non si domandano da dove provengano i voti o, peggio ancora, i soldi. Sono lontani, dai reali problemi dei cittadini ma estremamente attenti nella difesa dei propri privilegi. La nostra classe politica è pronta a compiere “tagli dolorosi” allo stato sociale e ad aumentare le tasse “per salvare il Paese”, ma non può rinunciare a niente di quello che è suo perché “È UN DIRITTO ACQUISITO”.
Se i politici nazionali, regionali, comunali, circoscrizionali ecc… sono anch’essi italiani perché non contribuiscono adeguatamente al salvataggio dell’Italia? Mistero dei misteri: per loro le leggi non valgono.

E vero: non tutti i politici sono uguali. Ci sono anche quelli onesti. Ma che cosa aspettano quest’ultimi a cacciare i disonesti?

I cattivi, ossia quelli che pensano male, dicono che in Italia si fa politica per, come si dice a Roma, “svortare”. Cioè per arricchirsi e sistemarsi una volta per tutte. Quei calunniatori si permettono addirittura di affermare che i politici pensano solo a rubare e a spremere quello che Trilussa chiama “popolo cojone”. A sostegno di questa ipotesi portano il fatto che costruire un Km di alta velocità in Italia costa nove volte più che in Giappone e sei volte più che in Germania. Invece noi che siamo buoni, a queste cose non ci facciamo caso e lasciamo correre rassegnati. Ci diciamo: «… e vabbè…  e che vuoi fare… si sa… è sempre stato così».

Noi buoni dovremmo trovare il coraggio di diventare non dico cattivi, ma GIUSTI. Sì perché se uno è giusto, è per forza di cose anche buono. Però se ha un forte senso della giustizia, trova anche il coraggio di indignarsi per i torti subiti e protestare. E magari riesce anche a farsi rispettare e a cacciare via i corrotti, i ciechi e i distratti della politica.

È per questo che ai miei figli non gli insegno più a essere buoni, tolleranti, pazienti: perché in Italia queste non sono virtù, ma è un modo per essere collusi col sistema. Di fronte al degrado che ci circonda, li educo a essere violenti, irosi, caparbi ma giusti. Perché solo dei cittadini in grado di reagire, di protestare, di insorgere riusciranno a salvare il nostro Paese.

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

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