Letteratura. PACUNAIMBA – L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele

Michele D'Ignazio_Pacunaimba_RizzoliDovevailpaese, propone l’immaginifico e splendido romanzo di Michele D’Ignazio PACUNAIMBA – L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele.

Sinossi

 Santo Emanuele è il giovane aiutante del sindaco di Lancastre, un tipo eccentrico e truffaldino. Le elezioni sono imminenti, il paese è in subbuglio e, per essere rieletto, il primo cittadino ha bisogno del voto di un lontano parente di Santo Emanuele, disperso da anni nel grande Brasile. Con la testa che torna sempre alla dolcissima collega Mara, l’ingenuo e sprovveduto impiegato si imbarca in un avventuroso viaggio all’insegna della meraviglia. Tra gli imponenti alberi del mato, le baracche di lamiera delle favelas e i bambini che giocano nel diluvio, il Brasile si rivela uno specchio magico che riflette un’immagine di Santo Emanuele nuova e molto diversa quella che lui ha sempre visto.

Dall’autore di “Storia di una matita” un romanzo magico e visionario che intreccia poesia e comicità e ci regala il racconto di un viaggio straordinario da un sud Italia sospeso tra cielo e mare a un Brasile selvaggio e verdeggiante.

Pacunaimba è il racconto di un viaggio all’insegna della meraviglia.

Attraverso i tanti personaggi che Santo Emanuele incontra sul suo cammino, si narra una cultura molta diversa, con i suoi tanti modi di vivere: i bambini che corrono fuori a giocare, sotto il diluvio; la vita nella foresta; l’avere tantissimi figli; il fare tanti lavori nell’arco di una vita.

Santo Emanuele si lascia travolgere e, lentamente, riesce a vederne i lati affascinanti e misteriosi.
Ma Pacunaimba è anche il racconto di un sud Italia, da dove la storia inizia e si srotola, che in fondo non è molto diverso dal Brasile.
Un sud dove si trova ancora il tempo di osservare le nuvole, di lasciarsi affascinare dalla luce velata del tramonto, di non sentire il passare delle ore, assecondando quella sensazione, difficile da raccontare, di tempo sgretolato, che non sfugge di mano, ma accarezza il cielo.
Ma è anche un sud dove, per rivincere le elezioni comunali, un sindaco è pronto a tutto, ma veramente a tutto.

 Come nei 2 precedenti racconti di Michele D’Ignazio, “Storia di una matita” e “A scuola”, anche in Pacunaimba molto spazio è dedicato all’immaginazione e alla leggerezza.
Per l’autore, “sono 2 valori sociali che vanno coltivati, giorno dopo giorno, in qualsiasi aspetto della vita umana. Sono difficili da afferrare. Sono immateriali. Non hanno, all’apparenza, un riscontro immediato. Ma sono importanti per il raggiungimento di un obiettivo comune, semplice e forse inafferrabile, proprio perché estremamente semplice: la felicità.”

Calvino scriveva che “bisogna prendere la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore.” 

Link alla pagina dedicata: http://micheledignazio.org/2016/02/09/pacunaimba-lavventuroso-viaggio-di-santo-emanuele/

Pagina Facebook:
https://www.facebook.com/Pacunaimba/

 BookTrailer: https://youtu.be/NREGDQnqFz0

Nota biografica dell’autore

Foto_Michele D'Ignazio2Nato a Cosenza nel 1984, è autore di “Storia di una Matita“, romanzo pubblicato da Rizzoli, arrivato   all’ottava ristampa, opera segnalata al Premio Letteratura ragazzi di Cento e finalista al Premio Biblioteche di Roma.

Invitato nelle scuole e nelle librerie di tutta la penisola, ha dato vita al “Tour della Matita”, in cui svolge con i bambini attività laboratoriali e di lettura ad alta voce, giocando con l’arte e le parole e incoraggiandoli, con semplicità e partecipazione, a leggere, a scrivere e a disegnare.

Nel 2014 esce “Storia di una matita. A scuola“, continuazione di “Storia di una matita”.

el Marzo 2016 esce per Rizzoli il romanzo PACUNAIMBA – L’avventuroso viaggio di Santo Emanuele.

È consigliere dell’Associazione italiana scrittori per ragazzi – ICWA(Italian Children’s Writers Association)

Da Storia di una matita è nato uno spettacolo di narrazione e burattini che, insieme alla Compagnia Aiello, porta in scena nelle scuole e nei teatri.

Collabora all’organizzazione del Festival B-Book, un mondo di arte e letteratura per bambini che si tiene in primavera alla Città dei Ragazzi di Cosenza.

È inoltre coautore del Dizionario per un lavoro da matti (Ancora del Mediterraneo, 2010). Un suo racconto, “Sdjsak”, è apparso nella raccolta Aspiranti scrittori (Terre di mezzo editore, 2010), mentre “Scioperare al rovescio” è stato pubblicato su Granta Italia nel 2011. È autore di documentari (La nostra terra. Praticamente, Soli e insieme, Futuro Arcaico).

D’estate gestisce una piccola locanda, “Il Vicolo, Vineria”, nel centro storico di San Nicola Arcella, sull’alto Tirreno calabrese.

 

Letteratura. La vicenda di un lavoratore bastardo

copertinalibrookDovevailpaese pubblica un breve stralcio del romanzo di Marco Di Mico “La vicenda di un lavoratore bastardo”.

BUONA LETTURA

 

 

 

 

“Verso sera, i nostri eroi, ripresero i pullman con la sensazione
di aver fatto qualcosa di utile per difendere il proprio futuro.
Avevano camminato, urlato, detto tante parolacce, mangiato
pizza e panini, chiacchierato, pisciato in tutti i bar disponibili,
preso tre o quattro caffè. Insomma, dei veri rivoluzionari, spietati
e determinati. Al ritorno, nel tepore dei sedili anatomici,
si parlava di strategie future e di scenari sindacali. Ognuno si
vantava per il modo in cui aveva urlato e fischiato, o per la
perfezione con cui aveva illustrato la loro situazione ai negozianti
e ai passanti. C’era, poi, chi aveva sventolato la bandiera
“benissimo” anzi in maniera superlativa. Insomma, il ritorno fu
un vero trionfo. Tutti si sentivano dei leader e dei combattenti
in grado di dare una svolta alla propria vertenza grazie all’impegno
e alla partecipazione. Mai illusione fu più disattesa. Con
le leggi che ci sono in Italia, se un’azienda vuole macellare
migliaia di lavoratori, non ha nessun ostacolo. Pare incredibile,
ma è proprio quello che successe e che, forse, sta succedendo
anche in questo momento in qualche parte del nostro meraviglioso,
sgangherato, sfasciato, diroccato, amato Paese. Ognuno
si sentiva meglio, perché reagire è sempre meglio che abbozzare
e basta. Poi, quando arrivò il momento della stanchezza e
della cecagna, i cuori di quegli uomini comuni, mascherati da
intrepidi e coraggiosi combattenti, si riempirono di malinconia.
L’oscurità aprì la porta ai pensieri negativi. La possibilità
di perdere veramente il lavoro sembrò di colpo realistica, e il
pullman divenne silenzioso come una tomba. Anzi, come una
fabbrica abbandonata. Michele tentò di consolarsi pensando ai
suoi bambini, ma la tristezza aumentò ancora di più. Come farli
crescere sereni se avesse perso il lavoro? Come assicurargli un
futuro? Pensieri terribili gli si affollavano nella capoccia e un
forte dolore lo colpì alla bocca dello stomaco.
A casa Susanna gli chiese: «Come è andata?».
«Abbiamo fatto l’Italia» rispose Michele, che poi aggiunse
«speriamo che ora alcuni italiani non si facciano a noi.»
Non gli andava di essere serio, di raccontargli veramente quello che
pensava e che temeva. Non gli andava di essere compatito, coccolato,
rassicurato. Le diede un bacio.
Intanto Michele, da quell’individualista presuntuoso quale
in fondo ancora era, continuava la sua personale battaglia per
impedire lo sfacelo aziendale. La sera, dal suo computer, scriveva
a tutto il mondo per informarlo di cosa stesse succedendo
alla sua azienda, ai suoi colleghi e a lui.”

 

 

Descrizione di google libri:

Il protagonista e i suoi colleghi vengono truffati dall’azienda per la quale lavorano. Michele capisce quale è l’unico modo per affrontare quella situazione, ma per perseguire questa sua idea deve scontrarsi con una parte del sindacato e con molti colleghi che lo avversano perché le sue idee non sono ortodosse. La mancanza di lavoro e di soldi, complicano anche la situazione familiare. Tutto sembra crollare. Ma Michele trova il coraggio di cambiare e di fronteggiare tutte le difficoltà. Con il suo motto “resistere, resistere, resistere” e con la scrittura, riesce a salvare una parte dell’azienda, la famiglia e il rispetto di se stesso.

Dalla quarta di copertina:

Un libro per chiunque stia cercando la sua strada. Attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, la vita ci rivela chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati. Michele è un egoista, borioso, presuntuoso e menefreghista. Insensibile ai problemi degli altri e alle loro difficoltà. Quando, a cinquant’anni, si ritrova senza lavoro e con la famiglia che traballa, però, compie una profonda metamorfosi. Si avvicina agli altri uomini con umiltà e amore, e capisce che deve lottare per non perdere tutto. La consapevolezza di non potersi arrendere, gli darà una determinazione inaspettata, che lo porterà a combattere per difendere il suo futuro e quello dei suoi colleghi. Scoprirà, anche, il potere della scrittura, che diverrà l’arma con cui salverà azienda, lavoro e famiglia.

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

versione cartacea
http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

versione elettronica
http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

 

 

 

 

 

°

°

°

°

°

Letteratura. “Non solo nostalgia”, romanzo di Ottorino Andreose

copertinaDovevailpaese presenta lo splendido e toccante romanzo di Ottorino Andreose: “Non solo nostalgia”.

Sinossi:
Negli anni Settanta, Otto, un bambino della bassa padana, si divertiva a calciare il suo pallone nel cortile di casa e ad andare a pesca con il suo amico Ermes nei fiumi limpidi della loro campagna. La vita gli porterà via l’amico, i corsi d’acqua e quella natura tanto amata. Crescerà nella piazza del paese con le sue idee di rivolta, apprese nelle ore di lettere a scuola. Conoscerà il primo amore estivo e vivrà con spensieratezza la sua giovinezza, contrastata dal lavoro, fino all’obbligo del servizio militare.
Biografia:
Ottorino Andreose nasce a Carceri nel 1959. Un uomo semplice che vive ancora nel paese in cui è nato. Appassionato di letteratura fin dalle scuole medie, ha sempre avuto in progetto di scrivere un libro sulle sue idee e sul suo vissuto ma ciò non è mai stato possibile a causa del duro lavoro di muratore durato quarant’anni. Grande lettore e collezionista di vinile, ama in modo particolare la musica anni ’60/’70.
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
°
Qui trovi il libro della nostra rivista:
MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

versione cartacea
http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

Letteratura. Crepa, il romanzo di Caterina Perali

copertina caterina perali“Crepa”, è il titolo del romanzo di Caterina Perali, che racconta il cambiamento dello storico quartiere Isola di
Milano durante la riqualificazione urbanistica di Porta Nuova, uno dei cantiere più grandi d’Europa. Al centro del cantiere un
vecchio palazzo a ringhiera, abitato da un mélange umano molto caratteristico, cerca di sopravvivere al disagio. Sui ballatoi che collegano le case improvvisamente non si respira altro che polvere. Tra alcol, baby gang, travestiti e amori in corso, le ruspe che trasformeranno lo skyline della città non smettono mai di lavorare. Le pareti si crepano e le vite pure. È una storia corale di un gruppo sui generis che si trova a convivere con una metamorfosi inaspettata che ne cambierà l’esistenza.

Caterina Perali è nata a Treviso nel 1975. Dopo la laurea in Lettere a Venezia si sposta tra Genova e Lisbona per amore delle città d’acqua. Per falsa coerenza da molti anni vive a Milano, in un quartiere chiamato Isola, dove lavora nella produzione di spot pubblicitari. E’ stata autrice televisiva, ideatrice di social network, di web serie in animazione e collaboratrice per riviste di teatro e food and beverage. “Crepa” è il suo primo romanzo.

 

 

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

http://www.ibs.it/ebook/Di-Mico-Marco/La-vicenda-di/9788866935247.html

 

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

Letteratura. L’estate di Flora. Romanzo di Roberta Tamiso

Dovevailpaese presenta “L’ESTATE DI FLORA“, un romanzo di Roberta Tamiso. Vi immergerete fra le sue pagine come nel mare che ambienta tutta la storia. Un’esperienza che non dimenticherete.

SINOSlestatediSI

Quando
Flora e suo fratello Ivan arrivano sull’isola, l’estate è appena iniziata. Concetta, la zia che li ospiterà, non riserva loro un’accoglienza calorosa. Eppure Flora, diciassettenne timida e solitaria, nonostante l’ostilità della donna riuscirà ad instaurare con lei un rapporto autentico e puro sentendosi come se su quella terra arida ci fosse vissuta da sempre.

Trascorrerà sull’isola l’intera estate e tra gioie e dolori la sua strada s’intersecherà con quella di altri personaggi. Sarà soprattutto Narciso, un ragazzo estremamente problematico con alle spalle un vissuto di dolore e solitudine a cambiarle la vita in un modo che Flora non si sarebbe mai aspettata. Quella sarà anche un’estate di segreti da svelare e di misteri da decifrare, storie sepolte sotto i flutti di quel mare che è il custode delle vite di coloro che gravitano intorno alla baia che Flora tanto ama. Il lettore affiancherà la giovane donna immergendosi nelle storie dei vari personaggi facendone propri i pensieri, i sogni e i dolori.

BIOGRAFIA

 

Roberta Tamiso nasce ad Ascoli Piceno nel 1978, la stessa città in cui oggi vive e lavora come impiegata.

L’amore per la letteratura l’accompagna fin da bambina. Si laurea in lingua e letteratura russa nel 2004 con una tesi sulla poesia di Anna  Achmatova. Parallelamente all’attività di traduttrice e critica musicale, comincia a scrivere poesie, racconti e solo in ultimo si dedica alla stesura di romanzi incentrati su personaggi complessi e tormentati. È attratta da ambientazioni noir e thriller e predilige protagoniste femminili.

Nel 2009 pubblica il primo romanzo “Io sono Medusa” con Enrico Folci Editore che, presentato a Treviso, Bari e nelle Marche ottiene un buon successo di critica. Nel 2011 vede pubblicati due suoi racconti “Azzurra” e “Irene” nell’antologia “I colori delle donne” edito da Librati. Nel 2012 pubblica il romanzo Lucrecia con Edizioni Creativa dopo essersi classificata al II posto nella VI edizione del Premio Creativa. Lucrecia, che affronta l’attualissimo tema dell’omofobia e del cambiamento di sesso, ottiene diversi riconoscimenti classificandosi primo nella sezione romanzo edito del Premio Culturale Nazionale “Carlo Porta – Il Verziere” e ricevendo la menzione speciale della critica al premio “Giovane Holden 2014”.

Il suo terzo romanzo “ L’estate di Flora” è appena uscito per la casa editrice Creativa.

Qui la sua pagina facebook

https://www.facebook.com/L-estate-di-Flora-romanzo-di-Roberta-Tamiso-141473446184452/timeline
E qui quella del suo editore.

http://www.edizionicreativa.it/content/b2c/body.php?p=UFJPRFVDVA==&act=detail&id=271

 

Letteratura. La scuola e la Luna. Il nuovo capitolo del nostro romanzo a puntante


aulaPubblichiamo oggi un nuovo racconto del nostro romanzo a puntate. Anche se pubblicato per terzo è l’inizio della storia. Che altro dire? “Buona lettura”

 

È il primo ottobre 1968 e sono pronto per il mio primo giorno di scuola. Ho il grembiulino blu, il colletto rigido e un fiocco bianco fatto come Cristo comanda. Sento come una mano che mi strizza la pancia e sono talmente triste che quasi non riesco a respirare. Il fatto è che io vorrei rimanere a casa con mamma. Non voglio andare a scuola. Non sono abituato a lasciare la mia famiglia, non ho fatto neanche l’asilo. Mamma però è stata inflessibile, mi ha detto che se non ci andiamo, vengono i carabinieri e mi ci portano loro. La scuola deve essere una cosa veramente importante, perché mamma si è truccata e sistemata come quando andiamo a un matrimonio. Comunque a me pare sempre un po’ vecchia.

A Roma fa ancora caldo, quindi esco così come sono, cioè con il grembiulino e il fiocco ben visibile. Abbiamo appena lasciato il portone che mamma cade in terra. Io mi giro e non la vedo più. Guardo sotto e la vedo in ginocchio che tenta di rialzarsi. Ha una gamba che è diventata tutta rossa e gonfia. A fatica ritorniamo a casa. Io penso di essermela sfangata, invece no. Mamma ansimando si sdraia sul letto e da quel pulpito improvvisato mi dice che andrò con le mie sorelle. Lei proprio non ce la fa. Mi da tanti baci, una carezza e mi dice di andare. Io guardo il crocifisso che sovrasta il letto e gli chiedo di aiutare e proteggere la mia mamma. Esco da casa ancora più angosciato di prima.
Cammino per strada come Pinocchio in mezzo ai due carabinieri. Ho Adriana a destra e Daniela a sinistra. Alla fine mi ci sono voluti veramente i carabinieri per andare a scuola.

L’edificio è vecchio, molto vecchio, preceduto da un piccolo parco ricoperto di ghiaia e circondato di alberi. Una turba di bambini scalmanati corre e urla da tutte le parti, mentre un altro squadrone prende a calci i tronchi e tira sassi alle foglie.
Dopo un po’ arriva una maestrina che inizia subito a fare l’appello. Io cerco di seguire, ma il frastuono e troppo e non capisco una parola. A un certo punto Adriana dice che mi hanno chiamato. Io vado verso la maestra ma non sono convinto. Mi preoccupo e mi metto a piangere. Allora mia sorella viene lì per consolarmi, ma quella la scaccia in malo modo. È lei che comanda e nessuno gli ha chiesto di consolarmi. Io mi dispero e dagli occhi escono delle gocce che potrebbero riempire il fontanone del Gianicolo. Saliamo in aula ed è una baraonda ancora peggiore che nel cortile. Per metà la classe è formata da bambini che si definiscono “baraccati”. La maestra ci spiega che i genitori di questi bambini hanno occupato un palazzo proprio vicino la scuola e quindi loro non vivendo più nelle baracche non devono definirsi così. A parte questo non ci sono più contatti fra noi e la maestra. Nell’aria volano penne, matite, pallottole di carta, sputi e parolacce. Prego che quest’incubo finisca presto. Cerco di concentrarmi su casa mia, sulla sua quiete e sull’ora di uscita. Mi immergo nei miei pensieri come quando d’estate vado a Ostia con papà e nuoto sott’acqua.  Il mare è bello per questo, perché ti protegge da tutto. Sott’acqua è il posto più bello del mondo. In quel silenzio i tuoi pensieri sono sempre calmi e ti fanno compagnia. Trattengo il fiato fino alle 12.30 quando suona la campanella dell’uscita. Dovrei essere felice che questo strazio è finito, invece mi sento ancora più inquieto. Ho paura che non ci sia nessuno a prendermi, che si sono dimenticati di me.
Tutti si buttano fuori come impazziti, corrono e si spintonano senza guardare e senza sapere dove stanno andando. Io vado piano e guardo con attenzione se c’è qualcuno a prendermi. Alla fine vedo mia sorella Adriana.
Mi riempie di domande. Io mi limito a fare di si e di no con la testa.

È bello rientrare a casa. Vado subito nella stanza da letto. Voglio vedere come sta mamma. Invece il letto è vuoto. Mischiando parole e lagrime mia sorella mi dice che mamma sta in ospedale. Dovrà fare un piccolo intervento alla gamba. Il pomeriggio andiamo da mamma in ospedale, ma io devo aspettare fuori perché possono entrare solo i bambini che hanno almeno dodici anni. Io ne ho appena la metà e quindi devo soffrire. Comunque mamma si affaccia alla finestra e mi saluta. Questo mi tranquillizza un po’.
Torniamo a casa io, papà, Adriana e Daniela. Siamo tutti tristi. Il giorno dopo papà che fa l’operaio in una fabbrica non va al lavoro. Va al mercato a fare la spesa e ci prepara il pranzo. Le mie sorelle sono delle ragazze un po’ più grandi di me, ma non ce le vedo a mandare avanti una famiglia.
A scuola tutto uguale. Baraonda totale, urli, parolacce e confusione. Io faccio la solita immersione. Anche i giorni successivi papà rimane a casa per fare quello che faceva mamma. Io vorrei dirgli che non voglio andare a scuola, però non me la sento perché lo vedo preoccupato. A scuola vado sempre con le mie sorelle. Passano due settimane e mamma sta ancora in ospedale e papà a casa. Devo dire che a cucinare se la cava bene. Oggi è un po’ più allegro e mi dice che «domani o al massimo dopodomani mamma esce». Aspetto con ansia. A scuola cominciamo a fare qualcosa. Quei rari momenti in cui la maestra riesce a parlare o a farci fare i bastoncini o i cerchietti sul quaderno non sono malaccio.

Mamma non esce, «forse dopodomani», mi dice papà. «Devono fare altre analisi, altre lastre prima di dimetterla».
La cosa va avanti così ancora per qualche giorno, fino a che mi dicono che mamma deve fare un altro intervento. Questo è più serio perché gli hanno trovato un grosso fibroma uterino e lo devono rimuovere. Passano altri giorni. Tutte le mattine prima di andare a scuola divento molto triste e mi fa male la pancia. Piango e faccio mille capricci, però mi portano comunque a scuola.
Oggi, però, operano mamma, per cui siamo andati tutti in ospedale. Io come al solito aspetto giù. Per farmi compagnia fanno a turno le mie sorelle, mia zia e papà. Nel pomeriggio torniamo a casa. L’operazione è andata bene. Tra poco mamma tornerà a casa. La scuola è ormai iniziata da un mese. Io continuo ad avere il mal di scuola tutte le mattine. Papà ancora non è tornato al lavoro. Lo vedo molto indaffarato con i certificati medici. Oggi, al ritorno da una visita medica mi ha detto che per altri dieci giorni possiamo stare tranquilli.
Ho iniziato a scrivere le prime parole. Mi sento importante. Riesco anche a leggere le insegne dei negozi. La scuola sarebbe bella se i bambini fossero tranquilli, la maestra urlasse di meno e se, al momento dell’uscita, non avessi paura di non trovare nessuno. Io lo so che mi vogliono bene e che non si possono dimenticare di me, però ho paura lo stesso. A dire il vero c’è anche un’altra cosa che a scuola non va: i bambini che vogliono fare i prepotenti. Io non voglio litigare con nessuno e cerco sempre di evitare le discussioni, specie con quelli più bulli, solo che non sempre è possibile. Alle volte sei costretto e devi reagire. Io so come difendermi, perché anch’io gioco spesso per strada. Però vorrei che la scuola fosse diversa e che non seguisse le stesse regole della strada. Anche fuori da scuola, con i miei amici io non litigo quasi mai. Mio padre vorrebbe che menassi a tutti. Mi ripete sempre che devo colpire per primo e che devo menare per fare male. Perché più fai male, più ti rispettano e più diventano amici tuoi. Lui è un tipo che è cresciuto facendo a cazzotti con tutti. Però io non sono come lui e quindi non gli do ascolto. Penso che ognuno è fatto a modo suo. Comunque, se qualcuno proprio mi costringe gli do uno spintone e quando lui torna all’attacco tutto arrabbiato, lo colpisco con un solo pugno sul mento e quello cade subito per terra. Anche qualche giorno fa a scuola sono stato costretto a fare in questo modo. A scuola è anche più facile, perché i bulletti non si aspettano una simile reazione da uno taciturno e calmo come me.
La situazione è peggiorata. Mamma è stata male per due giorni consecutivi. Alla fine hanno capito che ha un’emorragia interna dovuta all’intervento. In sostanza l’operazione è andata bene ma ora rischia di morire. A casa piangono tutti. Papà è bianco in faccia e silenzioso. Domani devono «riaprire mamma per cercare di fermare l’emorragia». Intanto gli stanno facendo delle trasfusioni in continuazione. Io la sera nel lettone con papà prego la Madonna e Gesù, che sta sul crocifisso sopra il letto, che facciano guarire la mamma. Se la salvano, gli vorrò sempre bene, sia a mamma che a loro. La preghiera mi viene spontanea, anche se noi in famiglia non siamo molto credenti e in chiesa non ci andiamo mai.
La mattina, quando mi sveglio, il lettone è vuoto. Anche casa sembra deserta. Papà è uscito presto per andare in ospedale. Io a scuola non vado. Rimango a casa con mia sorella.
Il pomeriggio papà rientra verso le cinque. È stravolto. Mi abbraccia.
«Tutto bene. Mamma è ancora viva.»
Poi, parlando sia a me sia alle mie sorelle dice che gli hanno fatto uno squarcio che va dalla bocca dello stomaco alla fine della pancia. La convalescenza sarà molto lunga. Lui si dovrà inventare qualcosa per non andare al lavoro.
Io penso che se il problema è reale, non è giusto che uno deve dire le bugie per rimanere con i figli. Dovrebbe bastare la verità.
Papà ricomincia subito con i certificati. «Ora mi devo inventare una malattia lunga. Devo fingere di avere l’esaurimento nervoso. Se qualcuno ti domanda qualcosa, tu rispondi che sono sempre silenzioso e che a casa non faccio niente.»
«Ma papà non è vero» dico io. Appena finisco di parlare, capisco quello che intendeva. Lui non mi risponde. Ha capito che ho capito.
Passa un altro mese e mezzo. Io tutte le sere nel lettone dico le mie preghiere. Nessuno sa che lo faccio. Loro non fanno niente per mamma. Io, invece, prego sempre che guarisca.
A scuola faccio progressi. Leggo e scrivo sempre meglio, però non alzo mai la mano e cerco di non mettermi in mostra in nessun modo. Quando entro in classe, mi tuffo dentro di me per non lasciarmi sporcare dalle urla, dalle risate forzate, dalle occhiatacce, dalle parole inutili vomitate contro tutti.
Ieri la maestra non è venuta. Al suo posto è arrivato un supplente, un ragazzo con i jeans e la camicia a quadri portata fuori dai pantaloni. Ha parlato degli scacchi e ci ha spiegato le regole del gioco. Poi, prima di andare via ha consegnato a ognuno un pieghevole con tutte le regole e con alcuni esempi di mosse. Quasi tutti l’hanno buttato. Io, invece, l’ho riposto per bene nella cartella. Voglio imparare a giocare bene a scacchi. Deve essere bello. Un gioco dove si pensa e non si parla, da fare in silenzio, dove l’avversario va sempre rispettato. Anche il mio compagno di banco l’ha riposto con cura. Anche lui è tranquillo e parla poco. Forse anche sua mamma è malata.
Da qualche giorno mamma ha ricominciato ad affacciarsi alla finestra della camera d’ospedale e a salutarmi. Allora è viva. Non mi hanno detto una bugia. Quasi non me la ricordo più. Però gli voglio bene lo stesso.
Passano altri giorni. Mamma è ancora in ospedale ma papà è più sereno e questo tranquillizza anche me. Ieri sera, poi è rientrato sorridente come non lo vedevo da tanto. La sera, nel lettone, mi ha raccontato che ha dovuto fare una visita da uno psichiatra per vedere se stava fingendo oppure no. Inizialmente aveva pensato di dire la verità al professore e cercare di commuoverlo. Poi, però, ci ha ripensato. «Aveva una faccia da puzzone e non si sarebbe impietosito. Allora mi sono detto: a questo lo devo fregare e basta.»
«E ci sei riuscito?»
«Altroché. Prima gli ho raccontato che mi vedevo un braccio diverso dall’altro e che mi sento come una salsiccia che si muove lungo il corpo. Lui con la testa faceva di si. Poi mi ha messo un caschetto con tutti fili e mi ha detto di non muovermi, però appena si è girato io mi sono dato una scrollata leggera leggera.»
«E poi?»
«E poi quando ha letto il tracciato, ha detto che ho assoluto bisogno di riposo. Hai capito che professore.»
«E adesso?» ho detto io «quanto resterai a casa?»
«Mi ha rilasciato un certificato per due mesi» ha detto papà abbracciandomi.
Sono passati altri giorni. Mamma sarebbe dovuta uscire ma c’è stato un altro problema. Gli hanno riscontrato l’epatite virale. È una cosa che potrebbe essere grave e deve rimanere ancora per un po’ in ospedale. Ormai ci siamo abituati al fatto che papà fa la spesa, cucina, sistema casa.

Passano altri giorni, non so più quanti. Mamma sta per uscire. Questa volta è vero, perché con papà e le mie sorelle siamo andati in un negozio di mobili. Papà che fa l’operaio, dalla felicità ha comprato un sacco di mobili nuovi. Camera da letto, sala da pranzo, lampadari, mobili per l’ingresso. Ha firmato un sacco di cambiali. Vuole fare una sorpresa a mamma. Io ho capito che quando sei contento contento dei soldi non ti importa proprio niente. Lui dice sempre che non abbiamo soldi, però poi ha speso pure quelli che non ha.
Hanno portato i mobili nuovi. Casa non la riconosco più. Adesso mi sembra quasi bella e io mi sento meno povero.
Oggi mamma torna a casa. Le mie sorelle e papà hanno pulito tutto per bene. Casa risplende. Poi papà è andato in ospedale a prenderla e noi figli siamo rimasti in casa. Aspettiamo. Quando suonano al citofono, ci mettiamo tutti e tre vicini e aspettiamo nell’ingresso. Mamma entra e quasi non la riconosco. È molto più magra e sembra più giovane. Lei si guarda in giro spaesata. Dice «È tutto nuovo» e si mette a piangere. Fa il gesto di abbracciarci e noi gli andiamo vicini. Anche noi piangiamo. Lei ci stringe come può. Finalmente è tornata a casa. Le mie preghiere sono servite. Ora devo mantenere la mia promessa.
Con mamma a casa la vita mi sembra più bella. La scuola però è sempre brutta uguale e io tutte le mattine continuo ad avere mal di pancia e lo stomaco che fa le contorsioni. Per fortuna qualche volta mamma si commuove e mi tiene a casa con lei.
A scuola non ci sono grandi novità. La maggioranza dei bambini sono sempre insopportabili. Il mio compagno di banco no. Lui è bravo. Abbiamo imparato a giocare a scacchi e quando gli altri fanno casino noi parliamo delle mosse. Alcune volte porta una piccola scacchiera e durante la ricreazione giochiamo.  Solo noi due, gli altri ci guardano con pietà.
Finalmente la scuola è finita. Io sono stato promosso. Qualcosa ho imparato. Non molto. Non sono diverso da quando ancora non ci andavo. Penso che quest’anno sia stato uno schifo. Per fortuna è arrivata l’estate che ha cancellato tutti i ricordi brutti. Un po’ scendo in strada a giocare con i miei amici. Però non molto, perché preferisco guardare la televisione. Non i programmi dei bambini che sono proprio da scemi, ma quelli dei grandi perché l’uomo sta per andare sulla Luna. Ci pensate? Sulla Luna. Nessuno parla d’altro. Io la guardo spesso, specie quando è piena, e penso che fanno bene ad andare fino lassù. È come quando il sabato vado al mare con papà: è bello farsi il bagno, ma è bello anche il viaggio per arrivarci. L’altro giorno ho sentito alcuni vecchi che dicevano che se l’uomo atterra sulla Luna, quella precipita. Che scemenza. Primo perché l’uomo rispetto alla Luna è una formica, secondo perché se era veramente pericoloso, mica ci andavano. Sono fortunato a vivere in questo periodo. Sai quanto gli sarebbe piaciuto ai Romani o ai Barbari andare sulla Luna? E invece ci andiamo noi e io lo posso guardare da casa. Fanno molti servizi che parlano di questo evento grandioso che a me sembra quasi magico. Intervistano scienziati e astronauti dai nomi difficili, in inglese e lo traducono per noi che non lo conosciamo. Il luogo centrale è Cape Canaveral e si trova in Florida. Qui ci sono gli astronauti, i tecnici, gli scienziati. Ogni tanto mi sogno di andarci anche io. Comunque ieri sera l’Apollo 11 è partito e viaggerà per 4 giorni. Non vedo l’ora che arrivano.
Siamo arrivati, è il 20 Luglio, ma per noi italiani è il 21, per via del fuso orario.  Ha spiegato il TG.
Adesso ho capito che la televisione è una cosa bellissima. Io da casa ho visto la Luna come se ci stessi sopra. E ho visto pure gli uomini che ci camminavano e che scendevano e salivano sul LEM. Ho imparato a memoria anche i nomi dei tre astronauti. Sono Armstrong, Collins e Aldrin. Solo Armstrong e Aldrin sono scesi sul suolo lunare. Collins è rimasto in orbita a pilotare il Modulo di Comando.
Penso in continuazione a tutte le cose meravigliose che ho visto e a quelle che ho immaginato. All’universo e ai viaggi spaziali. Ieri sera stavo nel letto e ho pensato che la missione Apollo e lo sbarco sulla Luna l’hanno fatto apposta per me, per ricompensarmi di tutto quello che ho sofferto quest’anno e mi sono addormentato sereno come non mi accadeva dal primo ottobre dell’anno scorso.

Marco Di Mico

Qui trovate il romanzo
http://dovevailpaese.altervista.org/blog/il-nostro-romanzo-a-puntate/

L’ultimo libro del nostro autore

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

Versione elettronica
http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea
http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

Letteratura. “L’uomo d’onore”, il romanzo che vi farà vedere la mafia attraverso gli occhi di una donna innamorata

 

l'uomo d'onore

Dovevailpaese vi presenta oggi un libro unico e originale, che vi porterà all’interno della mafia facendovela conoscere attraverso gli occhi di una donna innamorata. Che cosa vedono i suoi occhi? E cosa gli dice la sua coscienza? L’amore può farci accettare ogni cosa, o dentro di noi nasce un senso di ribellione?
“L’uomo d’onore” è un libro imperdibile, che vi farà riflettere sulle forze profonde e oscure che controllano la nostra vita.

Sinossi

Roberta, giovane siciliana piena di sogni e di progetti per il domani, ha vissuto l’infanzia e l’adolescenza in seno a una famiglia che l’ha amata e protetta, trasmettendole un forte senso della giustizia e insegnandole a diffidare di ogni forma di associazione mafiosa. Una volta cresciuta, allontanatasi fisicamente dai suoi genitori, Roberta scopre la sterminata gioia dell’amore in un uomo bellissimo e misterioso, temuto dai suoi concittadini e rispettato. Ciò che la ragazza scoprirà su di lui la lascerà senza parole: il suo è un uomo di mafia, un uomo d’onore. Questo è un romanzo che finalmente capovolge la prospettiva e che permette al lettore di guardare alla criminalità dall’interno, da quel rifugio segreto che è l’incrollabile fortezza dell’amore.

http://www.13lab.it/ecommerce/home/35-l-uomo-d-onore.html

http://www.13lab.it/ecommerce/

Letteratura, novità. “Un volo di farfalle”, commovente romanzo di Brunella Giovannini

libro un volo di farfalle

UN VOLO DI FARFALLE di Brunella Giovannini

Sullo sfondo di eventi quali una sparatoria tra malavitosi e il drammatico naufragio di Lampedusa dell’ottobre 2013, ha inizio l’amicizia tra Anna Paola e Aisha il cui incontro sembra essere stato scritto molto tempo prima.
Entrambe ricoverate in gravi condizioni nell’ospedale di Agrigento, dopo essere state sottoposte a complicati interventi chirurgici, finiscono in coma e il loro primo incontro avviene in un’altra dimensione. In un grande prato avvolto da una luce intensa, le bimbe incontrano due persone: sono il padre e il fratellino di Aisha, rimasti vittime durante il naufragio. Aisha viene messa a conoscenza dell’esistenza di una cassa sepolta nel giardino della casa di Damasco, contenente alcuni oggetti di famiglia e un antichissimo manoscritto lasciato in custodia secoli addietro da un loro antenato, prima di intraprendere un viaggio verso l’Italia per incontrare Giovanni Pico. Da quel viaggio l’uomo non fece mai ritorno.
Ad Agrigento, anche i nonni di Anna Paola possiedono un libro molto antico, scritto da un lontano avo con origini straniere… Il Capitano Rossetti della Capitaneria di Porto Empedocle, padre di Anna Paola, inizia a tradurre il vecchio manoscritto scoprendo inaspettate verità legate anche al presente.
Nella stanza d’ospedale viene ricoverata anche un’altra piccola paziente: è una bimba di colore figlia di un militare in forza alla base americana. Si forma un trio molto affiatato e la religione diversa o il colore della pelle sono dettagli privi di importanza mentre invece emergono valori quali l’accoglienza, la solidarietà e l’amicizia.
Ogni tanto gli sguardi delle bimbe colgono un volo di farfalle, quasi una conferma che l’amore esiste sempre, oltre il tempo, oltre lo spazio, oltre … la ragione.

BIOGRAFIA:

Brunella Giovannini è nata e vive a Reggiolo (RE), un piccolo paese della pianura padana.

Ha manifestato interesse per la scrittura fin dai tempi adolescenziali, hobby poi accantonato per dedicarsi al lavoro e alla cura della famiglia. Negli ultimi anni ha ripreso la vecchia passione   e si è dedicata soprattutto alla scrittura di poesie. Ha ottenuto numerosi riconoscimenti, e in particolare, recentemente si è classificata 2^ nel PREMIO LETTERARIO CITTA’ DI FUCECCHIO 2014 e 3^ nel PREMIO LETTERARIO INTERNAZIONALE AMICI SENZA CONFINI – ROMA 2014. A Roma ha presentato il testo poetico “Un fiore per Nadir” che ha ricevuto una toccante motivazione dalla giuria e sul quale ha poi elaborato il romanzo “Un volo di farfalle”. Nell’ottobre 2014, nell’ambito delle celebrazioni del IX centenario dalla morte di Matilde di Canossa, avvenuta a Reggiolo, con il patrocinio dell’Amministrazione Comunale, ha pubblicato il racconto “L’estate di Matilde”.

http://www.ibs.it/code/9788899067199/giovannini-brunella/volo-di-farfalle.html

Letteratura. Fino alla fine della rete, il romanzo di Martina Marini

fino alla fine della reteUna giovane autrice ci ha scritto per segnalarci l’uscita del suo libro. La sua scrittura, come vedrete anche voi dalla email che ci ha inviato e che riportiamo sotto, è fresca e coinvolgente. Dalla sue parole spumeggianti si capisce che è una ragazza grintosa e determinata che saprà far parlare di sé. Il suo stile narrativo forse di rottura o forse solo giovane e irrequieto affascina e rapisce. Leggere il suo libro è un’avventura irresistibile.

 

 

La redazione di dovevailpaese fa i suoi migliori  auguri a Martina.

Qui sotto la email.

“Ciao!

Scrivo questa mail per far conoscere al mondo un e-book fresco fresco, che si chiama “Fino alla Fine della Rete”, e che forse andrà perduto… come lacrime nella pioggia.
Ecco tutte le informazioni! Anche quelle inutili! Soprattutto quelle inutili!

Fino alla fine della rete” è un e-book, disponibile su Amazon… dentro c’è taaanto amore ma anche parecchia plastica bruciata, schizzata di sangue fresco fresco.
C’è un lui, una lei, un loro che ce l’hanno con lui e lei, e qualche aspetto cyberpunkeggiante a imparanoiare il tutto.
Se poi ti piacciono anche i videogiochi, non riuscirai a scollare le cornee dalle mie pagine digitali!

Il sito ufficiale è rv-beta punto com.

GLI INGREDIENTI
Yuuki è una ragazza scappata di casa per vivere sulla propria pelle un’irrefrenabile curiosità per la vita e la tecnologia.
La sua ultima impresa di pirateria informatica l’ha riportata bruscamente dal mondo virtuale a quello reale, e ora è un obiettivo.
Daisuke è dotato di una fervida immaginazione, con la quale sconfigge le noiose giornate da impiegato di una multinazionale.
Qualcosa di speciale unisce Yuuki e Daisuke nella fuga che affronteranno insieme — o almeno così è come la vede lui!

L’AUTRICE
Mi chiamo (se credi a questa storia) R.V. Beta.
Secoli fa facevo da balia a un Tamagotchi non mio, e non so perché tendevo a trattarlo male: ho ancora i sensi di colpa.
Mi immagino di entrare un giorno in un negozio di elettrodomestici e tutte le televisioni mi salutano facendo il mio nome.”

 

Qui potrete dare un’occhiata al libro

http://www.amazon.it/Fino-alla-fine-della-rete-ebook/dp/B00GYI8ZM2/

George Mc George. Panoramica di uno scrittore

Con piacere
pubblichiamo una panoramica delle opere dello scrittore George Mc George, prolifico e fantasioso autore. I suoi romanzi, tutti avvincenti e pieni di sentimento, rapiranno la vostra attenzione costringendovi a non abbandonarli finché non avrete letto l’ultima pagina.

12020193_445693672280770_1901748994_o

«UN’INTENSA E PASSIONALE STORIA D’AMORE TRA UN CAPITANO DEI MARINE AMERICANI E UNA SEMPLICE CONTADINA FRANCESE DURANTE LA FINE DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE  CHE DIVENTERANNO, PRESTO, GENITORI DELLA PROTAGONISTA, PROMETTENTE MODELLA DI PROFESSIONE…

 

 

 

 

 

rossa prospettiva

Un semplice ragazzo e un’affascinante ragazza dall’aspetto mozzafiato s’incontrano, per caso, sulla strada, senza l’accanimento di chi cerca l’uno o l’altra affannandosi ogni giorno. Sarà un colpo di fulmine e, mentre i genitori di lui sono persone alla mano, quelli di lei svivacchiano pe evitare malumori,

Ogni questione si risolverà brillantemente.

 

 

 

 

2-volantino-AQUILE-FUTURE-REMAKE (1)-p1

Sulle cime di Rock Springs, punto culminante e più alto delle Montagne Rocciose, prima scompare, dopo averlo seguito di nascosto, uno studente universitario svedese, assieme al suo docente di ingegneria elettronica appena andato in pensione e, dieci anni dopo, nello stesso luogo, due giovani ragazze aspiranti modelle.

         I loro fratelli, con un appoggio marginale di FBI e NASA, partono subito alla loro disperata ricerca a costo delle proprie vite. Dovranno andare, per ritrovarle, nello spazio.

 

 

 

PRIVILEGIO PERICOLOSO, l’appassionante romanzo di Viviana A. K. Sassi

La reCop.PrivilegioPericolosodazione di dovevailpaese presenta PRIVILEGIO PERICOLOSO, romanzo coinvolgente e appassionante, che vi sorprenderà per la sua inaspettata e incredibile trama.

 

SINOSSI.

Samantha è una ragazza ventunenne, determinata e precisa ma che si affida ai consigli dei suoi sogni notturni come fosse ancora bambina, alle prese con l’ultimo periodo universitario prima della laurea in Architettura a Cambridge e con un concorso di eco sostenibilità indetto dall’università e dagli UAE.
Jaide, splendido ragazzo ventiquattrenne, studente anch’esso, principe ereditario, mandato dal padre a farne le sue veci in università, la sceglie come vincitrice del concorso e la porta con sé nell’azienda della sua famiglia e nella sua casa, ospitandola a palazzo in nome dell’estrema ospitalità che vuole offrirle, ma nascondendo, all’interno dell’intento, un’irrefrenabile attrazione nei suoi confronti condita con una verità celata e mai svelata.
Sarà così che l’uno entrerà nella vita dell’altro. Se Jaide le farà esplorare con passione ogni centimetro di corpo che lei legherà a lui intrecciando sentimenti che si nasconderanno dietro il piacere più sublime, Samantha, dal canto suo, entrerà, come un uragano, nella quotidianità di questo principe integerrimo, permettendogli di vedere le donne sotto un’altra luce e abbattendo lentamente le sue credenze, facendo scemare il suo oscuro intento primario, coinvolgendolo non solo nel corpo ma anche nell’anima
I loro caratteri forti e decisivi e le loro culture così distanti faranno vivere a entrambi delle situazioni affascinanti, talvolta al limite del razionale.
Eppure, sarà proprio la scelta di Jaide di avvicinarsi con rispetto a Samantha che li condurrà entrambi in un pericoloso vicolo.
Ed è in questa storia, a tratti futuristica, in altri erotica, coinvolgente e appassionante, che si svolgono le vicende più inaspettate e incredibili.

 

VIVIANA A. K. S.

AUTRICE di PRIVILEGIO PERICOLOSO

Nata in Italia nel 1982 da genitori italiani ma con radici inglesi, vive e cresce tra Milano e la campagna inglese, dove risiedono cugini cui si affeziona molto.

Persegue gli studi con l’obiettivo di una laurea a Cambridge, suo sogno originario, che si scontra, però, con l’incontro dell’attuale marito, situazione che le sconvolgerà piacevolmente i piani e la vita in sé.

Mai separatasi dal senso di appartenenza e dall’affetto viscerale per i dintorni londinesi, termina gli studi in Italia, lavorando per un breve periodo per la compagnia aerea di bandiera spagnola, prima di dedicarsi completamente alla crescita dei suoi tre figli.

Moglie, madre, ma soprattutto donna, non smette mai di essere una sognatrice con i piedi per terra, una donna che non smetterà mai di credere nella potenza e nella forza della più grande arma sulla Terra, l’Amore.

http://www.amazon.it/Privilegio-pericoloso-VIVIANA-A-K-S-ebook/dp/B013L4WSTC

Poesia. L’apparenza della forza

faro22p

Che cosa prova chi si espone per noi? Chi affronta le difficoltà al posto nostro, chi non molla mai perché sente su di lui il peso della responsabilità? Che cosa provano dentro di sé quelli che a volte invidiamo perché ci sembrano sempre calmi e sicuri?
In questa poesia troviamo una particolare risposta a questa domanda. L’autore crede che la vera forza sia il frutto del senso di responsabilità verso i propri cari e gli altri uomini.
La vera forza è dono di sé, altruismo disinteressato, amore.

 

 

 

L’APPARENZA DELLA FORZA

POESIA
di
MARCO DI MICO

 

Sono un faro che illumina le notti
forte e solido fuori
annientato dentro, coi mattoni rotti.

Ho scale lesionate, fondamenta sfasciate
pilastri traballanti,
mura crollate.

Proteggo navi e passeggeri
Gli indico la via
Distendo i loro volti seri.

Per questo non posso mollare
Rimango al mio posto
Solo nel mare.

Vorrei aprire i pugni e lasciarmi andare
Sciogliermi fra le onde
Sentirmi galleggiare.

Ma sono il faro della notte
Piango nel buio
Massiccio fuori, con le ossa rotte

Anche quando la tempesta mi distrugge
Mi fingo sereno
Ma dentro ho un leone che rugge.

Marco Di Mico

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.mondadoristore.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

Poesia: Dove va il nostro amore passato?

Poesia: Dove va il nostro amore passato?

 

Pubblichiamo una poesia di Marco Di Mico,

dal titolo

DOVE VA IL NOSTRO AMORE PASSATO?

Dove va il nostro amore passato?

Quello oramai provato

Quello già speso

Quello a volte dimenticato.

Quello dolce per i nostri figli ancora bambini

Quando li portiamo a giocare nei giardini

Quello carnale per la donna che baciamo

Quando forte al petto la stringiamo

Quello per noi stessi quando riflessi ci guardiamo

E diversi e soli non ci riconosciamo.

Va buttato?

Va sprecato?

Va perso?

O sostiene l’universo?

Fa girare il soli?

Sbocciare i fiori?

O nascere nuovi semplici amori?

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

Letteratura: Tutta colpa di Beethoven? Finalmente il secondo racconto del nostro progetto editoriale

Beethoven_Op_69i_1-640x395Ecco il secondo racconto del nostro progetto. Ci scusiamo se è arrivato con un… po’ di ritardo. Ma sapete come sono gli scrittori!! 
Come vi avevamo già accennato non verrà seguito un ordine cronologico, e ogni racconto, benché sia un capitolo del romanzo che Marco Di Mico sta scrivendo, può compiere notevoli salti nel tempo rispetto al precedente. Quello che vi proponiamo oggi, infatti, ne fa uno enorme. Il protagonista è diventato un uomo maturo che… Non dico altro per non rovinarvi il gusto della lettura.

 

Tutta colpa di Beethoven?

Le gocce sbattono forte sul mio ombrello nero. Ho accompagnato i miei bambini a scuola e ora torno a casa. Il temporale con le sue nuvole scure e pesanti non è solo fuori, ma anche dentro di me.In questo periodo lavoro da casa. Le cose in azienda non vanno granché. Gestisco alcune persone che fanno degli interventi tecnici. Io li coordino. Anch’io, una volta facevo il tecnico e mi sentivo orgoglioso di essere bravo. Risolvevo facilmente i problemi che gli altri trovavano difficili. Avevo un rapporto di amicizia e di stima con molti clienti ed ero talmente giovane da non accorgermi di esserlo. Le giornate erano un soffio leggero di primavera. Ora, invece, dopo tanti problemi lavorativi, sono pomeriggi invernali, lunghi e con poca luce. Per il resto posso dire che sono sposato, ho due figli fantastici e una moglie straordinaria. I giorni si susseguono uguali nel loro caos di genitore e marito. Due giorni a settimana sono in cassa integrazione, e questo, oltre che angosciarmi, mi permette di seguire i bambini nelle loro attività. Anche molte cose della famiglia, visto il tempo a disposizione, dipendono da me. Sono talmente preso che non mi capita mai di pensare al passato, o a come avrei voluto essere “da grande”. È come se non fossi mai stato bambino o ragazzo, se non avessi avuto aspirazioni o sogni. Mi sembra di essere nato già bell’è pronto, sfornato come sono adesso. Una macchina che gira in pista per ottenere un risultato che non capisco, ma che so che devo raggiungere ogni santo giorno. Sono talmente concentrato sulla guida che non vedo nient’altro che la strada, i segnali stradali e i semafori. Invece, ci sono alberi, persone, nuvole, cieli e soli che vorrebbero sorridermi. Che sono la vita, il resto della vita.
Non sarei mai riuscito a fare queste riflessioni, ad accorgermi di come sono ora, e a rendermi conto di come il passare del tempo mi abbia cesellato, se oggi non mi fosse capitata una cosa banale e al tempo stesso eccezionale. Come ogni giorno stavo al computer per verificare e coordinare i miei tecnici e come ogni giorno, quando lavoro, ascoltavo, dal telefonino, un po’ di musica. Sono un amante di quella classica, ma soprattutto di quella del Settecento e di quella sacra. I miei preferiti sono Bach, Vivaldi, Mozart. Bach, soprattutto, con la sua perfezione e il suo rigore è quello che preferisco. Oggi, però, ho fatto partire il “Gloria” di Vivaldi. Seguo distrattamente il primo movimento, poi, inspiegabilmente, anziché proseguire, per qualche motivo sconosciuto e misterioso subentra il terzo movimento della sinfonia n. 9 di Beethoven. Dapprincipio neanche me ne accorgo e continuo a lavorare. Poi, però, quella musica inaspettata e dimenticata, mi spinge con forza verso una piccolissima porta ben nascosta, oltre la quale c’è un ragazzo. Guardo bene e quel giovane sono io. E così rivedo me stesso all’età di diciassette anni che, nel segreto della mia camera, con un vecchio giradischi, ascolto dei dischi di vinile mentre studio come un forsennato e sogno il mio futuro. In quegli anni amavo la musica Romantica, l’Ottocento impetuoso e di fuoco, la sua esaltazione per il Sentimento e per l’Arte. Mi sono rivisto con i capelli neri e lunghi, i riccioli morbidi, la mia maglietta a righe e la voglia infinita e inconfessata di imparare, di capire, di emergere in qualche modo. Più la musica suonava le sue note appassionate, più capivo chi ero stato e chi sono adesso. Mi sarei voluto abbracciare da solo, tanta era la tenerezza che quel ragazzo mi faceva. E quel ragazzo avrebbe voluto abbracciare l’uomo che è diventato. Tanto lo voleva confortare e incoraggiare. Alcune lagrime di gioia mi sono scivolate calde e salate per il viso. Avevo ritrovato la parte miglior di me, quella speciale, innocente, fresca. Alla fine si è fatta l’ora di pranzo. Così sono uscito per andare a prendere mia figlia a scuola. Ho percorso le solite strade e incontrato quasi le stesse persone di sempre, però mi è sembrato tutto diverso. Il cielo era più azzurro del solito e il sole più luminoso. I volti più intensi e mia figlia più bella. Vedevo il mondo con occhi talmente vecchi da essere nuovi. Con gli occhi dei miei diciassette anni. Con gli occhi della speranza. Dell’entusiasmo. Della fiducia nel futuro e negli uomini. Una lieve eccitazione viaggiava sulla mia pelle, donandomi un vago senso di felicità che non ricordavo di possedere e che, invece, si era infilato in qualche angolo male illuminato del mio essere. Nonostante gli anni passati senza rivederlo, in quel ragazzo mi ci sono subito riconosciuto. “Sono io… Sono io” mi dicevo. Ora cerco di tenerlo sempre per mano e di non lasciarlo andare via un’altra volta.
Anche voi, date una sbirciatina sotto quella montagna di doveri, impegni, bollette, serietà, responsabilità, abitudini e chissà…

Marco Di Mico
“La vicenda di un lavoratore bastardo” l’ultimo romanzo di Marco Di Mico.

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

Ami la letteratura? “La vicenda di un lavoratore… bastardo” è il libro che fa per te

Copertina libroSe amate la letteratura e vi piace immergervi in un libro, divorarlo senza accorgersi del tempo che passa, ho trovato quello che fa per voi (e per me).  Si intitola “La vicenda di un lavoratore… Bastardo”, scritto da Marco Di Mico ed edito da Medea. Come la vita stessa vi farà piangere e ridere, vi farà temere il peggio e vi donerà la speranza. Un libro per chiunque stia cercando la sua strada. Attraverso i suoi misteriosi e imprevedibili sentieri, la vita ci rivela chi siamo e qual è il nostro scopo. Le gioie e i dolori agiscono su di noi come lo scalpello di Michelangelo sul marmo. Tolgono la materia di troppo per liberare il capolavoro presente in ogni blocco grezzo. Alla fine di questo processo diventiamo esattamente come Dio ci ha pensati.

Michele è un egoista, borioso, presuntuoso e menefreghista, insensibile ai problemi degli altri e alle loro difficoltà. Quando, a cinquant’anni, si ritrova senza lavoro e con la famiglia che traballa, però, compie una profonda metamorfosi. Si avvicina agli altri uomini con umiltà e amore, e capisce che deve lottare per non perdere tutto. La consapevolezza di non potersi arrendere, gli darà una determinazione inaspettata, che lo porterà a combattere per difendere il suo futuro e quello dei suoi colleghi. Scoprirà, anche, il potere della scrittura, che diverrà l’arma con cui salverà azienda, lavoro e famiglia.

Di seguito il link per l’e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

e quello per la versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/