Quoziente familiare in Italia, rimarrà un’utopia?

La politica familiare italiana è praticamente inesistente, per essere il paese dei mammoni, dei bamboccioni e dove “La Repubblica riconosce i diritti della famiglia” (art. 29 della Costituzione) forse facciamo veramente troppo poco. Ma la politica italiana è fatta così: utilizza dei temi sensibili per farsi pubblicità e, poi, una volta ottenuto il voto si dimentica delle promesse. Continua a leggere

Poesia: I morti che vivono scontenti

Una poesia di Marco Di Mico che, con ogni probabilità, farà molto rumore. Bella e cattiva esprime il malessere di molti che in questi anni di crisi stanno soffrendo fra l’indifferenza della politica e delle istituzioni, offesi e oltraggiati oltre che dalle proprie difficoltà dallo spettacolo di una classe politica corrotta, egoista e meschina oltre ogni immaginazione. Continua a leggere

Libia. Siamo in grado di combattere?

Nel caso di un eventuale intervento in Libia per contrastare le bande armate dell’l’Isis, il problema non è “se” fare la guerra, ma “come” farla. Come fronteggiare un esercito così brutale e sanguinario? Noi Italiani, e più in generale noi Europei, saremmo veramente in grado di combattere contro quei soldati incappucciati che sgozzano e ardono vivi i loro prigionieri? Continua a leggere

Roma caput prostituzione (Eur a luci rosse)

Dopo “mafia capitale” arriva “Roma magnaccia”. Il comune di Roma, infatti, ha in mente di regolamentare e gestire la prostituzione. L’Eur dovrebbe diventare un quartiere a luci rosse. Continua a leggere

Primo racconto: IL DETTATO.

Ecco a voi il primo racconto della nuova iniziativa di “DOVEVAILPAESE”. Ringraziamo Marco Di Mico, autore di “La vicenda di un lavoratore bastardo”, per aver deciso di intraprendere con noi questo suo nuovo progetto artistico ed editoriale. Buona lettura IL DETTATO Ho sette anni, un grembiulino blu con il colletto di plastica rigida e un fiocco bianco fatto da mamma … Continua a leggere

Adelchi. La forza della letteratura contro la politica d’oggi

Come gli Italiani dell’Ottavo secolo, siamo oppressi e sottomessi. Allora erano gli stranieri invasori, ora una casta politica che ci dissangua, che continua a prendere tangenti e che, nonostante le nostre difficoltà, non sa rinunciare al proprio sfarzo. Mentre noi, come i nostri antichi predecessori, speriamo che qualcuno ci ridoni la libertà. Libertà che certamente non ci verrà concessa da questi politici troppo legati con una visione affaristica della cosa pubblica. Come non ce la diedero i Franchi dopo aver sconfitto i Longobardi.
L’Adelchi ha evidenziato la nostra particolare predisposizione a chinare la testa. Attitudine non ancora superata e che ancora ci contraddistingue. Continua a leggere