Funerali Casamonica. La politica accusa se stessa di incapacità

ditoAnche questa volta, come sempre accade in Italia, ci soffermiamo a guardare il dito piuttosto che la Luna. La politica si dichiara sconvolta per lo sfarzo e l’ostentazione con cui si sono celebrati i funerali di Vittorio Casamonica, che come dichiarava uno striscione apposto sulla chiesa che ha accolto le esequie, dovrebbe, dopo aver conquistato Roma, conquistare anche il Paradiso.

Come sempre accade, dicevamo, stanno spostando il problema dalla sostanza alla superficie. Infatti, i nostri politici dovrebbero interrogarsi su come sia stato possibile che un’organizzazione criminale si sia impadronita di Roma senza essere contrastata dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Sembra che polizia, carabinieri, finanza e procura della repubblica siano istituzioni create per fare le scorte ai vip della politica e condurre indagini di secondo piano che non mettano a repentaglio le collusioni politiche mafiose che, ormai sembra evidente, contraddistinguono la realtà italiana e romana. La responsabilità del degrado morale e legalitario che sconvolge il paese è solo dei nostri politici. L’Italia ha bisogno di un profondo cambiamento, di una profonda ricostruzione, di una nuova rinascita della politica che dovrebbe, prima di ogni cosa, perseguire l’onestà.

Il governo Renzi non dovrebbe reclutare all’estero solo i direttori dei musei. Noi abbiamo bisogno che anche il ministro degli interni, il capo della polizia, il capo di stato maggiore dell’arma dei carabinieri, il procuratore capo della repubblica e i prefetti siano presi da fuori. E forse anche il presidente del consiglio e i parlamentari dovrebbere venire dalla Germania o dalla Svizzera. Perché a questo punto l’Italia non è in grado di riformare e ripulire sé stessa.

Poesia: I morti che vivono scontenti

TINTORETUna poesia di Marco Di Mico che, con ogni probabilità, farà molto rumore. Bella e cattiva esprime il malessere di molti che in questi anni di crisi stanno soffrendo fra l’indifferenza della politica e delle istituzioni, offesi e oltraggiati oltre che dalle proprie difficoltà dallo spettacolo di una classe politica corrotta, egoista e meschina oltre ogni immaginazione.

Un invito agli uomini di potere a non esasperare gli esasperati, non affamare gli affamati, non opprimere gli oppressi.

I morti che vivono scontenti

nelle misere case da contribuenti

che sono cittadini esemplari

e si impiccano ai lampadari

che lavorano dignitosi

e fanno una vita da merdosi

che credono nella politica, nella condivisione

e che sperano nella pensione,

risorgeranno col membro di fuori

per squartare i senatori

gli industriali, i banchieri, i parlamentari

perché pensano solo a fare affari;

violenteranno le loro figlie

bruceranno intere famiglie

gli diranno che è anticostituzionale, violento, brutto

ma loro risponderanno con un rutto

e non crederanno più al telegiornale e alle altre parole

perché dovranno salvare la loro prole.

In quel giorno torneranno giustizia e pace,

e verrà il mondo che ci piace.

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.mondadoristore.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

Italia. Presidenza del Consiglio e Parlamento destituiti dal Consiglio Europeo


Commissione-europeaItalia. Presidenza del Consiglio e Parlamento destituiti dal Consiglio Europeo . Presto nuove elezioni sotto la sorveglianza di osservatori inviati da Bruxelles.  

Incredibile: dopo una settimana di intense discussioni, la Commissione Europea su indicazione del Consiglio Europeo e con l’avallo del Presidente della Repubblica ha sciolto le Camere e mandato a casa la Presidenza del Consiglio italiana. Di fatto l’Italia è stata commissariata.
Nella nota appena trasmessa da Bruxelles, si legge che: “dopo un’estenuante discussione nella quale sono state soppesate tutte le possibili conseguenze, questo organo delibera il commissariamento dell’Italia per gravi infiltrazioni mafiose e clientelari“. Nel documento appena trasmesso, si esprime la piena convinzione che nessun’altra strada era percorribile, vista la natura della classe politica italiana e dei partiti. La commistione dei partiti con il malaffare è in Italia talmente elevata e ramificata da non rendere possibile nessun altro provvedimento.
Molto negativa appare anche l’opinione che l’Europa ha dei cittadini italiani. A conclusione della nota, infatti si legge: “Scarsissima è la fiducia di questo organo collegiale nella capacità dei cittadini italiani di uscire da soli dall’incresciosa situazione presente oggi in Italia. Del resto citando lo scrittore inglese George Orwell possiamo tranquillamente affermare che Un popolo che elegge corrotti, impostori, ladri e traditori, non è vittima: È COMPLICE.

Naturalmente quanto letto finora è solo un’invenzione, ma anche una speranza.

 

Mafia Capitale. Buzzi al PM: “Non registri perché se parlo casca il governo”


via i ladri
Vogliamo tornare sui fatti di Mafia Capitale, non per sottolineare ancora una volta quanto sia corrotta e meschina la nostra politica, ma per evidenziare il basso livello del nostro sdegno di fronte a queste situazioni. Ormai siamo talmente assuefatti alla puzza che quasi non la percepiamo più.

Vediamo politici che fanno un uso spericolato dei rimborsi spese, che sfruttano i disperati per arricchirsi, che esultano quando un terremoto miete delle vittime perché già pensano a quanto lucreranno con la ricostruzione, che con arroganza ci dicono che i loro vitalizi sono un “diritto acquisito” intoccabile,  che nonostante l’evidenza delle intercettazioni e delle prove si vantano di essere innocenti fino al terzo grado di giudizio, e noi ci limitiamo a fare spallucce come se la cosa non ci riguardasse.

Sarebbe bello, invece, che la nostra indignazione li facesse tremare, che il loro sorrisetto si tramutasse in una smorfia di vergogna.
Durante la stagione di “Mani Pulite”, il 30 aprile 1993, Bettino Craxi (che il giorno prima era stato salvato dai suoi colleghi parlamentari che avevano negato l’autorizzazione a procedere contro di lui), esce dall’hotel Raphael di Roma dove era andato a festeggiare per lo scampato pericolo e trova una folla che lo accoglie al grido di “Ladro”, “Un sogno nel cuore, Craxi a San Vittore!”, “In galera”. Poi viene investito da un fitto lancio di monetine.  Dopo quel giorno la sua arroganza e il suo dito alzato verso il cielo scomparvero. Un anno dopo andò in esilio in Tunisia.

Ad indignarsi, però, non dovremmo essere solo noi cittadini. Prima di noi dovrebbero essere i partiti a pretendere massima onestà e correttezza. Dovrebbero cacciare via le mele marce e denunciarle per il danno che hanno causato alla propria immagine e ai propri elettori. Invece, assistiamo a ragionamenti capziosi, a bizantinismi con cui cercano di minimizzare, nascondere, difendere.
Siamo stanchi di “nessuno è colpevole fino a …”, “deve prevalere la presunzione di innocenza…”, ecc…
Cari partiti e cari politici, non abbiate paura dell’onestà, dell’irreprensibilità, della correttezza, dell’integrità morale.
Buzzi si preoccupa di non far cadere il governo. Però,  se proprio si dovesse rendere indispensabile, lasciate che i governi cadano e i responsabili paghino.

 

Marco Di Mico

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

Mafia Capitale atto secondo: la vergogna

È arrivata la sRome, Italy.econda puntata di Mafia Capitale. La politica è allo sfascio e noi cittadini dobbiamo trovare la forza di cacciare i corrotti e i collusi. È per questo che ai miei figli non gli insegno più a essere buoni, tolleranti, pazienti: perché in Italia queste non sono virtù, ma è un modo per essere collusi col sistema. Di fronte al degrado che ci circonda, li educo a essere violenti, irosi, caparbi ma giusti. Perché solo dei cittadini in grado di reagire, di protestare, di insorgere riusciranno a salvare il nostro Paese.

 

Ci risiamo! È arrivata la seconda puntata di Mafia Capitale. E così siamo di nuovo costretti alla triste visione di una classe politica che si proclama diversa da quelle precedenti, che si vanta di essere in grado di migliorare il Paese, ma che, e i fatti lo dimostrano, è solo corrotta, collusa e, profondamente, disonesta. Cambiano gli slogan e la forma, ma non la sostanza.

I nostri politici non si accorgono mai di niente. Sono ciechi, muti e sordi. Non si domandano da dove provengano i voti o, peggio ancora, i soldi. Sono lontani, dai reali problemi dei cittadini ma estremamente attenti nella difesa dei propri privilegi. La nostra classe politica è pronta a compiere “tagli dolorosi” allo stato sociale e ad aumentare le tasse “per salvare il Paese”, ma non può rinunciare a niente di quello che è suo perché “È UN DIRITTO ACQUISITO”.
Se i politici nazionali, regionali, comunali, circoscrizionali ecc… sono anch’essi italiani perché non contribuiscono adeguatamente al salvataggio dell’Italia? Mistero dei misteri: per loro le leggi non valgono.

E vero: non tutti i politici sono uguali. Ci sono anche quelli onesti. Ma che cosa aspettano quest’ultimi a cacciare i disonesti?

I cattivi, ossia quelli che pensano male, dicono che in Italia si fa politica per, come si dice a Roma, “svortare”. Cioè per arricchirsi e sistemarsi una volta per tutte. Quei calunniatori si permettono addirittura di affermare che i politici pensano solo a rubare e a spremere quello che Trilussa chiama “popolo cojone”. A sostegno di questa ipotesi portano il fatto che costruire un Km di alta velocità in Italia costa nove volte più che in Giappone e sei volte più che in Germania. Invece noi che siamo buoni, a queste cose non ci facciamo caso e lasciamo correre rassegnati. Ci diciamo: «… e vabbè…  e che vuoi fare… si sa… è sempre stato così».

Noi buoni dovremmo trovare il coraggio di diventare non dico cattivi, ma GIUSTI. Sì perché se uno è giusto, è per forza di cose anche buono. Però se ha un forte senso della giustizia, trova anche il coraggio di indignarsi per i torti subiti e protestare. E magari riesce anche a farsi rispettare e a cacciare via i corrotti, i ciechi e i distratti della politica.

È per questo che ai miei figli non gli insegno più a essere buoni, tolleranti, pazienti: perché in Italia queste non sono virtù, ma è un modo per essere collusi col sistema. Di fronte al degrado che ci circonda, li educo a essere violenti, irosi, caparbi ma giusti. Perché solo dei cittadini in grado di reagire, di protestare, di insorgere riusciranno a salvare il nostro Paese.

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

Marino rinucia alla zona a luci rosse

Marino cambia idea sulle zona a luci rosse dell'Eur

Marino cambia idea sulle zona a luci rosse dell’Eur

Et voilà, Marino e i suoi hanno fatto dietrofront. Dopo il colloquio avuto con il commissario del Pd Matteo Orfini e dopo che il prefetto di Roma aveva definito l’idea «fuorilegge in quanto si sarebbe profilato il reato di favoreggiamento» il sindaco di Roma ha rinunciato all’insano proposito. Noi di “dovevailpaese” non avevamo dubbi sull’insensatezza di questo progetto. Pertanto il ripensamento del Campidoglio non può che farci piacere e confermare la convinzione che le nostre idee sono quelle giuste.

Roma caput prostituzione (Eur a luci rosse)

Secondo Marino e la sua giunta alcune strade dell'Eur dovrebbero diventare a luci rosse

Secondo Marino e la sua giunta alcune strade dell’Eur dovrebbero diventare a luci rosse

Dopo “mafia capitale” arriva “Roma magnaccia”. Il comune di Roma, infatti, ha in mente di regolamentare e gestire la prostituzione. E così anche la capitale d’Italia avrà il suo quartiere a luci rosse. Lo hanno deciso i capoccioni del Campidoglio e del IX Municipio per liberare le strade dell’Eur dalle passeggiatrici, dicono. A questo scopo, hanno stabilito che il “mestiere” si potrà esercitare solo all’interno di un’area protetta. Dove le signore offriranno i loro servizi sotto la protezione della polizia municipale e dei volontari sanitari. Nelle altre zone, invece, la repressione sarà totale e gli eventuali avventori riceveranno multe di cinquecento euro.
Chi lavorerà all’interno della zona rossa, quindi, avrà un sicuro vantaggio, sia perché avrà meno concorrenza sia perché i propri clienti saranno risparmiati. Rimane da capire con quali racket il comune prenderà accordi. Quali saranno i “magnaccia” che potranno lavorare all’interno della zona a luci rosse e quali ne saranno esclusi? Oppure il comune di Roma gestirà la prostituzione in prima persona?
Quindi avremo un’amministrazione che o prenderà accordi con chi costringe le donne alla prostituzione e poi le sfrutta, oppure che recluterà direttamente le prostitute assumendole nei suoi organici. Francamente entrambe le soluzioni sembrano paradossali, ma l’Italia e Roma ci hanno abituato a tutto.

Inoltre, in base a quale principio giuridico sarà possibile multare solo i clienti delle prostitute che esercitano fuori dalla zona protetta? I comportamenti illeciti non dovrebbero essere sanzionati tutti allo stesso modo? È come dire che se si ruba a Tizio si commette un reato, mentre se si ruba Caio no.

Come al solito Marino e la sua combriccola dimostrano tutta la loro confusione e incapacità. Sempre che si tratti solo di inettitudine e che, invece, dietro questa presa di posizione non ci sia la necessità di risarcire quanti sono stati danneggiati dalle indagini su “mafia capitale”.
Non vorremmo che le organizzazioni criminali smascherate dalla magistratura stiano cercando, con l’appoggio dell’amministrazione comunale, di assicurarsi nuove fonti di reddito.
Come diceva un famoso politico, profondo conoscitore del modus operandi italiano:
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

 

 

http://www.ibs.it/ebook/Di-Mico-Marco/La-vicenda-di/9788866935247.html

 

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

JUVENTUS ROMA 05 OTTOBRE 2014

Ringraziamo ancora una volta Marco Di Mico per questo suo intervento calcistico-politico-antropologico-sociale.

Voglio ringraziare la Juventus per questa splendida vittoria sulla Roma. Una vittoria commovente, sincera, schietta, pura. Una vittoria che trascende il semplice risultato sportivo per divenire il modello, la bandiera di questa Italia degradata, corrotta, disonesta, ossequiosa, viscida, flaccida. Di questa Italia dove non serve essere preparati, ma è indispensabile venire raccomandati, di quest’Italia dove non è importante studiare e lavorare sodo, ma trovare la conoscenza giusta. Di quest’Italia di piagnoni, furbi e ruffiani, dove il successo e il riconoscimento sociale si comprano un tanto al chilo. Di questa Italia senza dignità, senza morale, senza giustizia, dove il disonesto viene osannato e la vittima lapidata. Di quest’Italia capovolta, dove non funziona niente e che pretende di ammodernarsi calpestando gli ultimi, i deboli, gli inermi. Di quest’Italia appecoronata, senza pudore, davanti a qualunque forma di potere, anzi di prepotenza. Ho visto dei giocatori con la maglia a strisce bianche e nere alzare le braccia verso il cielo con il volto implorante per richiedere una grazia a qualche santo venerato a Regina Coeli, all’Ucciardone, a Poggioreale, a san Vittore. E ho visto la lunga mano di questi uomini d’onore calare sulla Terra per esaudire quella richiesta. Con una naturalezza tutta divina, hanno stravolto gli eventi, modificato la realtà, le leggi, la morale. Hanno premiato chi non merita e punito il giusto. E poi, ho visto quegli stessi giocatori esultare per la gioia di essere i preferiti da quegli uomini di potere, di comando.
Per questo volevo ancora una volta esprimere il mio più sentito ringraziamento alla squadra e alla dirigenza della Juventus per essersi assunta l’onere di rappresentarci nel mondo con una sincerità, un’onestà assolutamente vera, trasparente, forse brutale.

https://www.facebook.com/#!/marco.dimico.1