DESTRA, SINISTRA, O REVOLUZIONE CIVICA?

Dobbiamo necessariamente sempre dividerci in fazioni, in visioni del mondo esclusive e contrastanti? Oppure è possibile una collaborazione fra cittadini per ottenere dei semplici e concreti risultati? La politica del comune deve rispecchiare un’ideologia o rendere la nostra vita più facile?

A Roma è nata Revoluzione Civica (qui il link https://revoluzionecivica.it/linee-guida-programma/) proprio con l’intento di costruire una rete di cittadini che collaborino per far crescere i propri municipi e la propria città. Che vogliano realizzare quei miglioramenti necessari per rendere la loro vita e quella dei propri figli più semplice e, al tempo stesso, più ricca e stimolante. L’idea è quella di costruire dal basso per intervenire con efficacia sul territorio senza disperdere risorse e tempo nei cunicoli oscuri della politica con la P maiuscola.

Revoluzione Civica parte dai successi ottenuti nel VII Municipio e dal suo Presidente Monica Lozzi (https://revoluzionecivica.it/chi-siamo/) ma il suo intento è quello di arricchirsi attraverso il libero contributo e le energie dei cittadini.

Per saperne di più: https://revoluzionecivica.it/ 

 

Marco Di Mico

Funerali Casamonica. La politica accusa se stessa di incapacità

ditoAnche questa volta, come sempre accade in Italia, ci soffermiamo a guardare il dito piuttosto che la Luna. La politica si dichiara sconvolta per lo sfarzo e l’ostentazione con cui si sono celebrati i funerali di Vittorio Casamonica, che come dichiarava uno striscione apposto sulla chiesa che ha accolto le esequie, dovrebbe, dopo aver conquistato Roma, conquistare anche il Paradiso.

Come sempre accade, dicevamo, stanno spostando il problema dalla sostanza alla superficie. Infatti, i nostri politici dovrebbero interrogarsi su come sia stato possibile che un’organizzazione criminale si sia impadronita di Roma senza essere contrastata dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Sembra che polizia, carabinieri, finanza e procura della repubblica siano istituzioni create per fare le scorte ai vip della politica e condurre indagini di secondo piano che non mettano a repentaglio le collusioni politiche mafiose che, ormai sembra evidente, contraddistinguono la realtà italiana e romana. La responsabilità del degrado morale e legalitario che sconvolge il paese è solo dei nostri politici. L’Italia ha bisogno di un profondo cambiamento, di una profonda ricostruzione, di una nuova rinascita della politica che dovrebbe, prima di ogni cosa, perseguire l’onestà.

Il governo Renzi non dovrebbe reclutare all’estero solo i direttori dei musei. Noi abbiamo bisogno che anche il ministro degli interni, il capo della polizia, il capo di stato maggiore dell’arma dei carabinieri, il procuratore capo della repubblica e i prefetti siano presi da fuori. E forse anche il presidente del consiglio e i parlamentari dovrebbere venire dalla Germania o dalla Svizzera. Perché a questo punto l’Italia non è in grado di riformare e ripulire sé stessa.

Migranti. L’Europa tenta l’esorcismo dell’Italia

barcone_immigratiÈ proprio così, per salvare l’Italia dal Male che la sta divorando, all’Europa è rimasta solo una strada: l’esorcismo.

Quando tutte le medicine e le terapie tradizionali falliscono, bisogna rassegnarsi a ricorrere a quelle soprannaturali. Ed ecco, allora, che quei freddi e compassati burocrati, pur di salvarci, pur di liberarci dalla corruzione e dal malaffare che corrompe l’anima della politica italiana hanno deciso di esorcizzarci. Certo non hanno chiamato un prete con acqua benedetta, croce e Bibbia, ma hanno chiuso le frontiere per farci purificare con il nostro stesso male. Infatti, in Europa hanno ormai capito che tutti gli immigrati che sbarcano sul nostro paese (scritto con la minuscola perché al momento non siamo degni di utilizzare la P maiuscola) sono il frutto del desiderio di fare soldi dei nostri politici. L’emergenza immigrazione è voluta, guidata e controllata da alcuni dei nostri politici perché per loro rappresenta una miniera d’oro. Hanno trasformato la bontà in un sistema per far arrivare i soldi pubblici ai gestori amici che si dividono il mercato. E il mercato dei fondi statali per i centri di accoglienza per gli immigrati è immenso. Lo sforzo che l’Italia fa per soccorrere gli immigrati non è bontà, ma interesse economico. Secondo Buzzi con gli immigrati si fanno più soldi che con la droga. E quindi eccoci in prima linea nel cercare e recuperare i barconi. Purtroppo però, tutte queste persone che sbarcano in Italia cominciano ad essere troppe e allora il nostro governo ha tentato di sbolognarle in tutti i Paesi (questi con la maiuscola) europei. Una volta che i premier europei hanno capito il gioco, però, hanno chiuso le frontiere (in barba agli accordi di Schengenlasciandoci soli a gestire l’imbroglio, nella speranza che questo provvedimento purifichi come un fuoco salvifico le nostre istituzioni dalla corruzione e dall’illegalità.

Marco Di Mico

 

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.mondadoristore.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

Mafia Capitale atto secondo: la vergogna

È arrivata la sRome, Italy.econda puntata di Mafia Capitale. La politica è allo sfascio e noi cittadini dobbiamo trovare la forza di cacciare i corrotti e i collusi. È per questo che ai miei figli non gli insegno più a essere buoni, tolleranti, pazienti: perché in Italia queste non sono virtù, ma è un modo per essere collusi col sistema. Di fronte al degrado che ci circonda, li educo a essere violenti, irosi, caparbi ma giusti. Perché solo dei cittadini in grado di reagire, di protestare, di insorgere riusciranno a salvare il nostro Paese.

 

Ci risiamo! È arrivata la seconda puntata di Mafia Capitale. E così siamo di nuovo costretti alla triste visione di una classe politica che si proclama diversa da quelle precedenti, che si vanta di essere in grado di migliorare il Paese, ma che, e i fatti lo dimostrano, è solo corrotta, collusa e, profondamente, disonesta. Cambiano gli slogan e la forma, ma non la sostanza.

I nostri politici non si accorgono mai di niente. Sono ciechi, muti e sordi. Non si domandano da dove provengano i voti o, peggio ancora, i soldi. Sono lontani, dai reali problemi dei cittadini ma estremamente attenti nella difesa dei propri privilegi. La nostra classe politica è pronta a compiere “tagli dolorosi” allo stato sociale e ad aumentare le tasse “per salvare il Paese”, ma non può rinunciare a niente di quello che è suo perché “È UN DIRITTO ACQUISITO”.
Se i politici nazionali, regionali, comunali, circoscrizionali ecc… sono anch’essi italiani perché non contribuiscono adeguatamente al salvataggio dell’Italia? Mistero dei misteri: per loro le leggi non valgono.

E vero: non tutti i politici sono uguali. Ci sono anche quelli onesti. Ma che cosa aspettano quest’ultimi a cacciare i disonesti?

I cattivi, ossia quelli che pensano male, dicono che in Italia si fa politica per, come si dice a Roma, “svortare”. Cioè per arricchirsi e sistemarsi una volta per tutte. Quei calunniatori si permettono addirittura di affermare che i politici pensano solo a rubare e a spremere quello che Trilussa chiama “popolo cojone”. A sostegno di questa ipotesi portano il fatto che costruire un Km di alta velocità in Italia costa nove volte più che in Giappone e sei volte più che in Germania. Invece noi che siamo buoni, a queste cose non ci facciamo caso e lasciamo correre rassegnati. Ci diciamo: «… e vabbè…  e che vuoi fare… si sa… è sempre stato così».

Noi buoni dovremmo trovare il coraggio di diventare non dico cattivi, ma GIUSTI. Sì perché se uno è giusto, è per forza di cose anche buono. Però se ha un forte senso della giustizia, trova anche il coraggio di indignarsi per i torti subiti e protestare. E magari riesce anche a farsi rispettare e a cacciare via i corrotti, i ciechi e i distratti della politica.

È per questo che ai miei figli non gli insegno più a essere buoni, tolleranti, pazienti: perché in Italia queste non sono virtù, ma è un modo per essere collusi col sistema. Di fronte al degrado che ci circonda, li educo a essere violenti, irosi, caparbi ma giusti. Perché solo dei cittadini in grado di reagire, di protestare, di insorgere riusciranno a salvare il nostro Paese.

Marco Di Mico

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

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Marino rinucia alla zona a luci rosse

Marino cambia idea sulle zona a luci rosse dell'Eur

Marino cambia idea sulle zona a luci rosse dell’Eur

Et voilà, Marino e i suoi hanno fatto dietrofront. Dopo il colloquio avuto con il commissario del Pd Matteo Orfini e dopo che il prefetto di Roma aveva definito l’idea «fuorilegge in quanto si sarebbe profilato il reato di favoreggiamento» il sindaco di Roma ha rinunciato all’insano proposito. Noi di “dovevailpaese” non avevamo dubbi sull’insensatezza di questo progetto. Pertanto il ripensamento del Campidoglio non può che farci piacere e confermare la convinzione che le nostre idee sono quelle giuste.

Roma caput prostituzione (Eur a luci rosse)

Secondo Marino e la sua giunta alcune strade dell'Eur dovrebbero diventare a luci rosse

Secondo Marino e la sua giunta alcune strade dell’Eur dovrebbero diventare a luci rosse

Dopo “mafia capitale” arriva “Roma magnaccia”. Il comune di Roma, infatti, ha in mente di regolamentare e gestire la prostituzione. E così anche la capitale d’Italia avrà il suo quartiere a luci rosse. Lo hanno deciso i capoccioni del Campidoglio e del IX Municipio per liberare le strade dell’Eur dalle passeggiatrici, dicono. A questo scopo, hanno stabilito che il “mestiere” si potrà esercitare solo all’interno di un’area protetta. Dove le signore offriranno i loro servizi sotto la protezione della polizia municipale e dei volontari sanitari. Nelle altre zone, invece, la repressione sarà totale e gli eventuali avventori riceveranno multe di cinquecento euro.
Chi lavorerà all’interno della zona rossa, quindi, avrà un sicuro vantaggio, sia perché avrà meno concorrenza sia perché i propri clienti saranno risparmiati. Rimane da capire con quali racket il comune prenderà accordi. Quali saranno i “magnaccia” che potranno lavorare all’interno della zona a luci rosse e quali ne saranno esclusi? Oppure il comune di Roma gestirà la prostituzione in prima persona?
Quindi avremo un’amministrazione che o prenderà accordi con chi costringe le donne alla prostituzione e poi le sfrutta, oppure che recluterà direttamente le prostitute assumendole nei suoi organici. Francamente entrambe le soluzioni sembrano paradossali, ma l’Italia e Roma ci hanno abituato a tutto.

Inoltre, in base a quale principio giuridico sarà possibile multare solo i clienti delle prostitute che esercitano fuori dalla zona protetta? I comportamenti illeciti non dovrebbero essere sanzionati tutti allo stesso modo? È come dire che se si ruba a Tizio si commette un reato, mentre se si ruba Caio no.

Come al solito Marino e la sua combriccola dimostrano tutta la loro confusione e incapacità. Sempre che si tratti solo di inettitudine e che, invece, dietro questa presa di posizione non ci sia la necessità di risarcire quanti sono stati danneggiati dalle indagini su “mafia capitale”.
Non vorremmo che le organizzazioni criminali smascherate dalla magistratura stiano cercando, con l’appoggio dell’amministrazione comunale, di assicurarsi nuove fonti di reddito.
Come diceva un famoso politico, profondo conoscitore del modus operandi italiano:
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

 

 

http://www.ibs.it/ebook/Di-Mico-Marco/La-vicenda-di/9788866935247.html

 

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