Nuova Carboneria VS vecchi partiti della Restaurazione

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Si sta ricreando lo scontro vissuto in Italia nella prima metà dell’Ottocento fra gli ideali della Carboneria e quelli della Restaurazione. I nuovi Carbonari non si riuniscono più nel segreto di anguste cantine, ma su Internet, e non sognano più gli ideali di libertà, democrazia e autodeterminazione dei popoli, ma trasparenza e onestà.

 

L’Italia, e con essa tutti noi italiani, è nel mezzo di una zona franca, di uno spartiacque, di un “limes”. Da un lato abbiamo la vecchia politica fatta di inciuci, di corruzione, di voto di scambio, di furberie, di pubblicità travestita da informazione e, purtroppo, di collusione con la criminalità organizzata; dall’altro c’è la voglia di diventare un Paese rispettabile, normale. Dove i costi della politica non siano i più alti del mondo, dove gli Onorevoli lo siano anche nei fatti oltre che nel nome e dove i Ministri siano veramente servitori (minister dal lat. “servitore”).

Siamo, forse, ad una svolta straordinaria, storica. Ma certamente né facile né scontata. La resistenza al cambiamento è enorme. Gli interessi consolidati si oppongono in ogni modo e con ogni astuzia a questa trasformazione della società e della politica italiana. Eppure nonostante tutto alla fine le forze che mirano al mantenimento dello status quo dovranno rassegnarsi a cedere il passo. La forza che spinge in alto il cambiamento è quella dei giovani internauti-viaggiatori-low-cost. Questa popolazione istruita, che viaggia per l’Europa e per il Mondo e che verifica come si dovrebbe vivere e come dovrebbe essere la politica, non potrà accettare ancora a lungo il nostro pietoso sistema socio-politico fatto di privilegi e ingiustizie. Quando si vive, anche solo per brevi periodi, in Paesi dove la politica costa poco ed è al servizio dei cittadini e non viceversa, dove le tasse diventano servizi offerti a tutti e non privilegi per una casta di politici e di manager di stato, dove l’efficienza è la normalità e non l’eccezione e dove i diritti dei cittadini qualsiasi valgono quanto quelli dei potenti, allora diviene difficile non desiderare un profondo cambiamento. I partiti tradizionali, penso al PD e a Forza Italia, avrebbero potuto farsi i portavoce di questa esigenza, rinnovare le proprie idee e i propri uomini, invece hanno preferito un cambiamento superficiale, rifarsi il trucco, diventare Reazionari pur di difendere i loro privilegi ormai anacronistici.
Le forze nuove stanno avanzando fuori dai canali ufficiali, attraverso la rete e attraverso metodologie di comunicazione democratica che forse gli apparati dirigenti dei grandi partiti neanche capiscono.
Si sta ricreando lo scontro vissuto in Italia nella prima metà dell’Ottocento fra gli ideali della Carboneria e quelli della Restaurazione. I nuovi Carbonari non si riuniscono più nel segreto di anguste cantine, ma su Internet, e non sognano più gli ideali di libertà, democrazia e autodeterminazione dei popoli, ma trasparenza e onestà. Come i loro predecessori si propongono come una nuova classe politica e dirigente. E come i loro predecessori devono affrontare e sconfiggere uomini resi talmente ottusi dal potere da non capire che la storia li ha già condannati e sconfitti.

Ora come allora, il cambiamento sta arrivando grazie alla parte migliore della società italiana: i giovani. Accogliamolo senza timore.

 

Marco Di Mico

 

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

 

 

 

 

 

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