Marino minaccia il ritorno.

marino-e-il-papaMarino si è dimesso ma minaccia di ritornare. Non crediamo che Roma abbia bisogno di lui, semmai è il contrario. Per questo non può essere un buon politico e un buon amministratore. Perché ha frainteso lo scopo stesso della politica, che deve essere un servizio reso da chi può dare qualcosa e non una possibilità di arricchimento. Purtroppo siamo talmente abituati a considerare i politici dei ladri che potremmo anche pensare che in fondo 20.000 euro sono pochi. Che avrebbe potuto trafugare anche di più e che quindi sia una persona quasi onesta. La realtà, invece, è che i politici dovrebbero essere cristallini, puri e immacolati come bambini, perché stanno agendo in nostra vece e noi non vogliamo passare per dei ladri e dei disonesti insieme a loro.

 

Nel Vangelo di Luca, nella parabola dell’amministratore disonesto, leggiamo:

«Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto».

Poiché Marino si è professato cattolico, dovrebbe conoscerla, ma forse non è stato onesto neanche quando ha fatto quell’affermazione.

«Chi è fedele nel poco, è fedele anche nel molto; e chi è disonesto nel poco, è disonesto anche nel molto».

Questo deve essere il principio con cui valutiamo i nostri politici e amministratori. Ricordiamocelo quando andremo a votare la prossima volta.

MARCO DI MICO "LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO"

MARCO DI MICO
“LA VICENDA DI UN LAVORATORE BASTARDO”

e-book

http://www.bookrepublic.it/book/9788866935247-la-vicenda-di-un-lavoratore-bastardo/

versione cartacea

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/

Marino addio!!

marino_interna

La breve e funesta era Marino è finita. Il primo ciclista di Roma cade per colpa di alcuni scontrini pagati dal Comune ma non riconducibili a spese effettuate durante l’esercizio delle sue funzioni. La verità è che a prescindere da questo scivolone, è stato il peggior sindaco che Roma abbia mai avuto. A memoria di romano posso elencare alcune sue mancanze che lo hanno reso inviso a quasi tutta la cittadinanza:

La chiusura di via dei Fori Imperiali e del Tridente hanno danneggiato la circolazione e l’economia di quelle zone.

Il Panda Gate. Marino e la sua Panda collezionano multe e poi insabbiano tutto.

Mafia Capitale e la sua cecità nei confronti di quanto succedeva intorno a lui.

Il funerale Casamonica. Con il sindaco che cade dalle nubi.

I 100.000 che dovevano essere piantati a Malagrotta al posto della discarica non si sono mai visti.

Il sistema dei trasporti pubblici è completamente allo sbando. Ogni giorno ritardi, cancellazioni, disservizi.

I campi rom che dovevano finalmente essere superati e sono immancabilmente al loro posto.

Il degrado della città che è sporca come non mai e impercorribile a causa delle numerosissime buche.

I colpevoli ritardi sui lavori per il Giubileo.

 

Si diceva: «vabbè, è un incapace, ma almeno è onesto». Poi sono arrivati questi scontrini e si è capito che in fondo non è neanche tanto onesto. Anche in America, infatti, lo avevano mandato via per lo stesso motivo.
Di seguito uno stralcio della lettera del 6 settembre 2002 con cui il numero uno del centro medico dell’Università di Pittsburgh (Jeffrey A. Romoff) ha spiegato a Ignazio Marino il perché del suo allontanamento dalla direzione dell’istituto Mediterraneo per i Trapianti e le Terapie ad Alta Specializzazione (Ismett)
Come Lei sa, nell’iter ordinario necessario a elaborare le Sue recenti richieste di rimborsi spese, l’UPMC ha scoperto che Lei ha presentato la richiesta di rimborso di determinate spese sia all’UPMC di Pittsburgh sia alla sua filiale italiana. Di conseguenza è stata intrapresa una completa verifica sulle sue richieste di rimborso spese e sui nostri esborsi nei Suoi confronti. Tale verifica è attualmente in corso. Alla data di oggi, riteniamo di aver scoperto una serie di richieste di rimborso spese deliberatamente e intenzionalmente doppia all’UPMC e alla filiale italiana. Fra le altre irregolarità, abbiamo scoperto dozzine di originali duplicati di ricevute con note scritte da Lei a mano. Sebbene le ricevute siano per gli stessi enti, i nomi degli ospiti scritti a mano sulle ricevute presentate a Pittsburgh non sono gli stessi di quelli presentati all’UPMC Italia. Avendo sinora completato soltanto una revisione parziale dell’ultimo anno fiscale, l’UPMC ha scoperto circa 8 mila dollari in richieste doppie di rimborsi spese. Tutte le richieste di rimborso spese doppie, a parte le più recenti, sono state pagate sia dall’UPMC sia dalla filiale”.

La lettera completa con la relativa risposta di Marino e con la controsmentita di Pyttsburgh è disponibile qui.

http://www.ilfoglio.it/articoli/2009/07/28/ecco-la-lettera-con-cui-pittsburgh-smonta-punto-per-punto-la-versione-di-ignazio-marino___1-v-114636-rubriche_c405.htm

La scuola che tradisce i sogni

scuola comunaleDovevailpaese volentieri pubblica la email inviataci da una nostra lettrice, che pone seri interrogativi sul ruolo della scuola italiana e sull’efficienza e la qualità dei servizi offerti dall’amministrazione pubblica.

Anche se la vicenda riguarda il comune di Roma, e quindi il sindaco Marino, riteniamo che la vicenda dipinga la situazione di molte zone d’Italia.

Con questa “racconto” continuiamo il nostro esperimento di informare attraverso la letteratura. Siamo, infatti, convinti che le storie raggiungano più facilmente il nostro cervello e il nostro cuore.

 

“Gentilissama Redazione di Dovevailpaese,

sono una mamma e voglio raccontarvi una storia.

C’era una volta una bambina di otto anni innamorata della scuola. Quando iniziavano le vacanze estive, si sentiva male e addolorava parenti e amici parlando solo della scuola e di quando sarebbe ricominciata. Quest’anno costrinse i genitori a comprargli zaino, astuccio, colori, quaderni, matite, penne, gomme e colla già alla fine di luglio. Da quel momento iniziò un suo conto alla rovescia. Sul calendario, come un carcerato, segnava i giorni che gli mancavano alla realizzazione del suo sogno, la riapertura della scuola. Mentre i giorni passavano e i segni sul calendario aumentavano i suoi occhi si facevano sempre più luminosi e felici.
Passò i giorni ordinando e riordinando il suo zaino e il piccolo tesoro che conteneva. Fece i compiti per le vacanze e finiti quelli, volle farne altri inventati dai genitori. Quando finalmente arrivò il 15 settembre, giorno di apertura della scuola, disegnò un grosso cuore rosso sul calendario e uscì di casa.

Arrivata a scuola, però, un grosso cartello spiegava che per motivi burocratici-organizzativi il tempo pieno era sospeso fino a data da destinarsi. Tutti i bambini sarebbero usciti alle 14.00 anziché alle 16.30.

Molti genitori andarono su tutte le furie, perché non avevano nessuno che potesse andare a prendere i figli a quell’ora.
«Se almeno ci avessero avvisati prima, ci saremmo organizzati» dicevano in molti, «ma così all’improvviso è veramente da irresponsabili».
La preside e la vicepreside furono irremovibili. «Non abbiamo il personale» dissero distrattamente, come se il problema non le toccasse.
La bambina, quel giorno, andò a scuola ma proprio non riuscì ad essere felice, perché «la scuola mi ha tradito».

Questa vicenda è successa davvero in una scuola di Roma e ancora siamo in attesa di una soluzione.

Funerali Casamonica. La politica accusa se stessa di incapacità

ditoAnche questa volta, come sempre accade in Italia, ci soffermiamo a guardare il dito piuttosto che la Luna. La politica si dichiara sconvolta per lo sfarzo e l’ostentazione con cui si sono celebrati i funerali di Vittorio Casamonica, che come dichiarava uno striscione apposto sulla chiesa che ha accolto le esequie, dovrebbe, dopo aver conquistato Roma, conquistare anche il Paradiso.

Come sempre accade, dicevamo, stanno spostando il problema dalla sostanza alla superficie. Infatti, i nostri politici dovrebbero interrogarsi su come sia stato possibile che un’organizzazione criminale si sia impadronita di Roma senza essere contrastata dalle forze dell’ordine e dalla magistratura. Sembra che polizia, carabinieri, finanza e procura della repubblica siano istituzioni create per fare le scorte ai vip della politica e condurre indagini di secondo piano che non mettano a repentaglio le collusioni politiche mafiose che, ormai sembra evidente, contraddistinguono la realtà italiana e romana. La responsabilità del degrado morale e legalitario che sconvolge il paese è solo dei nostri politici. L’Italia ha bisogno di un profondo cambiamento, di una profonda ricostruzione, di una nuova rinascita della politica che dovrebbe, prima di ogni cosa, perseguire l’onestà.

Il governo Renzi non dovrebbe reclutare all’estero solo i direttori dei musei. Noi abbiamo bisogno che anche il ministro degli interni, il capo della polizia, il capo di stato maggiore dell’arma dei carabinieri, il procuratore capo della repubblica e i prefetti siano presi da fuori. E forse anche il presidente del consiglio e i parlamentari dovrebbere venire dalla Germania o dalla Svizzera. Perché a questo punto l’Italia non è in grado di riformare e ripulire sé stessa.

Roma. Meno buche chiuse, più case chiuse.

Caro sindaco grazie.

Grazie per il tuo lavoro. Finalmente anche Roma potrà ospitare il campionato mondiale di Rally. Questo importante risultato non sarebbe certamente stato possibile senza il tuo assiduo impegno. Le autovetture e i team che vi parteciperanno troveranno un circuito difficilissimo, ma chi riuscirà a raggiungere il traguardo sarà ricordato negli albi dell’automobilismo come un campione intrepido e fortunato e rimarrà nella storia per sempre. Grazie al degrado nel quale stai trascinando le nostre strade, quei bolidi dovranno affrontare buche, crateri, avvallamenti squarci. Sampietrini divelti, fosse ricolme d’acqua che nascondo insidie inimmaginabili e cavità misteriose in grado di catapultare i piloti fuori dall’auto. Roma diventerà un circuito di fama mondiale e la città ne avrà un sicuro ritorno economico.
Mi raccomando non desistere, continua con la tua politica ottusa, con la tua ormai famosa incapacità e inadeguatezza. Sicuramente lascerai un segno nella storia della città eterna. Sarai ricordato come il peggior sindaco del mondo e i posteri rammenteranno per sempre il tuo motto: “meno buche chiuse, più case chiuse”
Ciao e grazie

Marino rinucia alla zona a luci rosse

Marino cambia idea sulle zona a luci rosse dell'Eur

Marino cambia idea sulle zona a luci rosse dell’Eur

Et voilà, Marino e i suoi hanno fatto dietrofront. Dopo il colloquio avuto con il commissario del Pd Matteo Orfini e dopo che il prefetto di Roma aveva definito l’idea «fuorilegge in quanto si sarebbe profilato il reato di favoreggiamento» il sindaco di Roma ha rinunciato all’insano proposito. Noi di “dovevailpaese” non avevamo dubbi sull’insensatezza di questo progetto. Pertanto il ripensamento del Campidoglio non può che farci piacere e confermare la convinzione che le nostre idee sono quelle giuste.

Roma caput prostituzione (Eur a luci rosse)

Secondo Marino e la sua giunta alcune strade dell'Eur dovrebbero diventare a luci rosse

Secondo Marino e la sua giunta alcune strade dell’Eur dovrebbero diventare a luci rosse

Dopo “mafia capitale” arriva “Roma magnaccia”. Il comune di Roma, infatti, ha in mente di regolamentare e gestire la prostituzione. E così anche la capitale d’Italia avrà il suo quartiere a luci rosse. Lo hanno deciso i capoccioni del Campidoglio e del IX Municipio per liberare le strade dell’Eur dalle passeggiatrici, dicono. A questo scopo, hanno stabilito che il “mestiere” si potrà esercitare solo all’interno di un’area protetta. Dove le signore offriranno i loro servizi sotto la protezione della polizia municipale e dei volontari sanitari. Nelle altre zone, invece, la repressione sarà totale e gli eventuali avventori riceveranno multe di cinquecento euro.
Chi lavorerà all’interno della zona rossa, quindi, avrà un sicuro vantaggio, sia perché avrà meno concorrenza sia perché i propri clienti saranno risparmiati. Rimane da capire con quali racket il comune prenderà accordi. Quali saranno i “magnaccia” che potranno lavorare all’interno della zona a luci rosse e quali ne saranno esclusi? Oppure il comune di Roma gestirà la prostituzione in prima persona?
Quindi avremo un’amministrazione che o prenderà accordi con chi costringe le donne alla prostituzione e poi le sfrutta, oppure che recluterà direttamente le prostitute assumendole nei suoi organici. Francamente entrambe le soluzioni sembrano paradossali, ma l’Italia e Roma ci hanno abituato a tutto.

Inoltre, in base a quale principio giuridico sarà possibile multare solo i clienti delle prostitute che esercitano fuori dalla zona protetta? I comportamenti illeciti non dovrebbero essere sanzionati tutti allo stesso modo? È come dire che se si ruba a Tizio si commette un reato, mentre se si ruba Caio no.

Come al solito Marino e la sua combriccola dimostrano tutta la loro confusione e incapacità. Sempre che si tratti solo di inettitudine e che, invece, dietro questa presa di posizione non ci sia la necessità di risarcire quanti sono stati danneggiati dalle indagini su “mafia capitale”.
Non vorremmo che le organizzazioni criminali smascherate dalla magistratura stiano cercando, con l’appoggio dell’amministrazione comunale, di assicurarsi nuove fonti di reddito.
Come diceva un famoso politico, profondo conoscitore del modus operandi italiano:
A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca”.

 

 

http://www.ibs.it/ebook/Di-Mico-Marco/La-vicenda-di/9788866935247.html

 

http://www.inmondadori.it/vicenda-lavoratore-bastardo-Marco-Di-Mico/eai978886693036/